Magdalen Nabb.
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LA STRANIERA IN PELLICCIA.
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Titolo originale: Death in Autumn.
Traduzione di: Liam J. Nabb.
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1994. Rusconi Editore.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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La straniera in pelliccia  il secondo romanzo che ha come protagonista il maresciallo Guarnaccia. Avvincente e scritto con stile, vi terr inchiodati alla lettura fino alla fine. 
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L'AUTRICE.
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Magdalen Nabb, (Church, 16 gennaio 1947  Firenze, 18 agosto 2007) nata in Inghilterra, decise all'improvviso di trasferirsi in Italia nel 1975, a Firenze, dedicandosi completamente alla sua duplice attivit di scrittrice di storie per bambini e di romanzi gialli che definisce: "storie di crimini ambientate a Firenze che mi permettono, tramite un'indagine, di ritrarre la citt e delineare la psicologia dei suoi abitanti".
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Diede cos vita al personaggio del maresciallo Salvatore Guarnaccia, figura ormai entrata nel ristretto numero dei grandi investigatori ed i suoi romanzi, tradotti in pi lingue, sono stati pubblicati dai maggiori editori in tutto il mondo e dalle sue opere sono stati realizzati anche alcuni serials televisivi.
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Incoraggiata e ammirata fin dagli esordi da Georges Simenon, con il quale ha intrattenuto una fitta corrispondenza, Magdalen Nabb fu una protagonista del panorama letterario mondiale. Al pari delle opere di Simenon, i suoi romanzi uniscono infatti gli ingredienti del thriller a una sottile analisi psicologica dei personaggi e a un'accuratissima ricostruzione di ambiente. Lo stesso Simenon ebbe a dire di Lei: "Quando lessi il suo primo libro, lei era una scrittrice esordiente e per questo sono onorato di potermi considerare il suo padrino. Ora lei non  pi una scrittrice baby, ma una scrittrice di una bravura stupefacente. E non finir qui".
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LA STRANIERA IN PELLICCIA.
1.
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Non era ancora l'alba. Un faro agganciato al fianco del gommone nero apriva un sentiero di luce sull'acqua del fiume, buia come il cielo. Da sinistra ci fu un breve segnale di una torcia e, quando l'uomo sul gommone rispose, per un attimo fu illuminato un camion parcheggiato sulla riva che poi scomparve nuovamente nel buio. Era inutile cercare di farsi sentire sopra il frastuono della pescaia che si trovava oltre il ponte. L'uomo sul gommone riprese a scrutare l'acqua nera. Anche dopo l'alba le cose non sarebbero andate molto meglio. Ci sarebbero volute ore prima che il debole sole autunnale disperdesse la nebbia sopra il fiume. Il livello dell'acqua era cos basso che ogni movimento alzava spruzzi di fango. I lampioni in fila sui Lungarni e sui ponti erano punti bianchi e gialli circondati da un alone di nebbia. Sulla destra, il centro di Firenze era ancora avvolto nel sonno e nel buio ma, nonostante tutto, nell'aria c'era gi un'atmosfera mattutina. Alcuni camion gi procedevano sul Lungarno verso il mercato dei fiori e l'odore dei gas di scarico si mescolava con quello fangoso del fiume.
La superficie liscia dell'acqua si ruppe improvvisamente in due punti a qualche metro di distanza l'uno dall'altro e due forme nere galleggiarono verso il sentiero di luce dove divennero riconoscibili le due teste rivestite di gomma nera. I sommozzatori erano tornati su a mani vuote per la quarta volta. Uno di loro fece un cenno negativo e poi indic gi lungo il fiume verso il ponte successivo. I due sommozzatori scomparvero nuovamente e l'uomo sul gommone segnal verso riva con la torcia e accese il motore fuoribordo. Era vero, spesso si ritrovavano l dove arbusti e detriti, trascinati gi in citt dalle campagne, si ammassavano sotto l'arcata sinistra. I fari del camion si accesero illuminando il viottolo di ghiaia sotto il nero dell'argine e cominciarono a muoversi lentamente in avanti, tenendosi al passo col gommone. Comunque, se il corpo fosse andato oltre la pescaia non ci sarebbe stato altro da fare che aspettare tre giorni finch fosse venuto a galla e venisse visto da qualche passante in uno dei paesini che l'Arno attraversa nel suo corso verso Pisa.
A meno che, chiaramente, non fosse tutto uno scherzo di cattivo gusto. Ogni tanto capitava. Uno dei sommozzatori, riluttante a uscire al buio, sospettava che fosse cos, suggerendo di aspettare la luce del giorno, ma l'altro, che sapeva da dove proveniva la chiamata, non era d'accordo:
Guarnaccia  uno che non si fa fregare.
E chi ?
Te lo dico io.  un maresciallo siciliano. Sembra che dorma in piedi, ma  sveglio, eccome.
E cos ha voluto svegliare anche noi. Accidenti a lui.
Avevano continuato a lamentarsi al buio, caricando l'attrezzatura sul camion.

Erano stati due giovani turisti a vedere il cadavere nell'acqua. Il maresciallo, con i suoi occhi grandi e sporgenti, arrossati e gonfi dal sonno, la pancia pi evidente del solito sotto una giacca mezzo sbottonata, aveva avuto delle difficolt veramente grandi.
Prima di tutto erano stranieri e dopo un'estate lunga e sudata passata a occuparsi di macchine fotografiche smarrite, borse scippate, bambini scomparsi e auto quasi rubate - tutte quelle stradine strette sembravano uguali ma il nome cominciava con una F o forse era una G... era una strada con un arco di pietra sopra la bottega di un calzolaio, o l era dove abbiamo parcheggiato ieri? - il maresciallo e i suoi uomini ne avevano avuto abbastanza. Adesso era quasi ottobre ed ecco, ancora una volta, due turisti che suonavano il campanello della Stazione di Palazzo Pitti nel mezzo della notte, invece di andare alla Caserma di Borgo Ognissanti.
Va bene, va bene aveva detto il maresciallo assonnato, sedendosi alla sua scrivania. Guard i passaporti. Svedesi.
Un giovanotto con la barba e una ragazza. Fuori dall'ufficio la piccola sala d'attesa era quasi completamente invasa dai loro zaini e borse di plastica.
Da questa parte, prego. Si sedettero nell'ufficio del maresciallo e il giovane disse qualche parola incomprensibile.
Lei non parla italiano?
Il giovane guard la sua ragazza e lei tir fuori un dizionario.
Dopo quasi mezz'ora il maresciallo si arrese e chiam il Borgo Ognissanti.
S s, lo so, ho cercato di spiegarglielo ma continuavano a suonare il campanello e vociare nel citofono. Non capiscono una parola. Non volevo svegliarla, ma che potevo fare? Se mi passa qualcuno che capisca la loro lingua... S s, esatto, prima di svegliare il capitano sentiamo di cosa si tratta.
Rimango in linea disse e si mise a borbottare tra s e s, come aveva fatto tutta l'estate. Non capisco cosa ci vengono a fare, farebbero meglio a restare a casa loro...
Si trattava di una cosa seria. Almeno, se la storia che raccontavano era vera. Quando ebbero finito, il maresciallo riprese il telefono e se lo fece ripetere in italiano. Dopo, il tenente dall'altra parte disse:
Vuole che lo chiami io il capitano?
Il maresciallo esit un attimo e poi disse S e riattacc. Svegli due dei suoi carabinieri: Un cadavere nell'Arno. Sta arrivando il capitano. Poi aggiunse: Uno di voi prepari del caff. Ci vorr tutta la notte per chiarire questa faccenda.
Ci sarebbe voluto pi di una notte per chiarirla. Se si contava anche la morte dell'uomo a New York che segnava la vera fine della storia, ci sarebbero voluti quasi due anni.

Che ore erano?
Tra le undici e mezzo e mezzanotte, forse. A quel punto avevamo rinunciato a cercare un alloggio. Stava diventando troppo tardi per suonare i campanelli e non ci possiamo permettere il tipo di alberghi che hanno il portiere di notte. Portiamo sempre con noi i sacchi a pelo in caso di emergenza, quindi non ci preoccupavamo granch.
Non prenotate mai?
Non  il nostro modo di viaggiare. Avevamo sentito di un ostello in via Santa Monica, ma era completo. Abbiamo provato qualche altro posto l vicino e poi siamo tornati verso il fiume, pensando di trovare un bar o qualcosa aperto fino a tardi. Infatti ne abbiamo trovato uno prima di arrivare al fiume, proprio qui vicino, in piazza Pitti. Siamo rimasti l fino alla chiusura.
Ho capito. Aspetti un momento... Il capitano si ferm per tradurre in modo che il ragazzo del maresciallo potesse trascrivere la deposizione. Il giovane carabiniere batteva molto velocemente con due dita. La conversazione si era svolta in inglese, un po' zoppicante da parte di tutti e due, ma sufficiente per capirsi. Ogni volta che si fermava la macchina da scrivere, riprendevano. Il capitano non si era rasato e non era nemmeno troppo contento di essere stato buttato gi dal letto alle tre del mattino ma, anche se non approvava gli stranieri che vagavano per il paese con gli zaini e pochi soldi in tasca, era colpito dalla seriet e dall'evidente intelligenza dei due svedesi ed era pi o meno disposto a credere alla loro storia, anche se all'inizio aveva sospettato che stessero solo cercando un posto caldo dove passare il resto della notte.
Avete deciso di dormire fuori?
A quel punto era necessario.
E perch al Ponte Vecchio?
Per i giovani  un posto bello per dormire.
Questo era vero, e di regola dormivano fino a cos tardi che la gente che attraversava il ponte la mattina per andare a lavorare doveva farsi strada tra una marea di sacchi a pelo sudici.
A che ora avete visto il cadavere?
Poco dopo che eravamo arrivati. Stavamo guardando dal parapetto, l in mezzo dove non ci sono negozi.
Che cosa?
Come, scusi?
Che cosa stavate guardando?
Il giovane sembrava sorpreso. Guardavamo il panorama, le luci sull'acqua.  molto bello.
C'erano altre persone sul ponte?
No, nessuno.
Ma l'ora precisa non me la sa dire?
Non ho guardato l'orologio, non ci ho pensato, mi dispiace. Ma una volta che siamo stati sicuri, siamo venuti qui subito. Credo che siano solo cinque minuti a piedi, quindi...
Il capitano guard oltre il giovane verso il maresciallo, che osservava la scena senza alcuna espressione.
Le tre e ventisette quando sono arrivati qui, signore.
Grazie. Continui, prego.
Beh, all'inizio non eravamo sicuri di che cosa fosse. Riuscivamo a distinguere solo una sagoma scura, sotto il ponte contro uno dei pilastri. C'erano delle grosse pietre e ci batteva contro leggermente. Poi la corrente deve averlo liberato. Comunque si  rigirato e l'acqua lo ha portato via da sotto l'arco in modo che le luci del ponte lo hanno reso pi visibile. Veniva trascinato lentamente come se strusciasse contro il letto del fiume, quindi suppongo che l'acqua fosse bassa in quel punto. Abbiamo visto il volto e i capelli. Solo per pochi secondi perch si  allontanato dalla luce, si  rigirato di nuovo e poi  andato a fondo. Almeno crediamo che sia affondato. Non si vedeva pi, ma chiaramente potrebbe essere sparito nel buio.
Si fermarono di nuovo perch il capitano potesse tradurre e la macchina da scrivere ricominciasse a battere. L'altro carabiniere del maresciallo port ancora del caff. Ripetere tutto in due lingue rendeva la faccenda molto lunga.
Perch  venuto qui?
Come?... Beh, per denunciare quello che abbiamo visto, voglio dire...
Ma perch qui, in questa Stazione? Potevate chiamare il 112 dal telefono pi vicino.
Ho capito cosa intende, ma no... non potevamo. Non avevamo gettoni, siamo arrivati qui solo ieri, e poi, vede, avevamo visto questo posto prima, quando eravamo nella piazza. Stavamo guardando il Palazzo Pitti quando abbiamo visto la vostra insegna e il campanello. Naturalmente abbiamo pensato di tornare qui.
Ho capito. Potete raccontarci i vostri movimenti durante l'intera giornata?
Non penserete forse che abbiamo a che fare con questa faccenda?
Non ho detto questo. Comunque, dobbiamo conoscere i vostri spostamenti. Vi dispiacerebbe tornare nella sala d'attesa per un momento? Potete riorganizzarvi le idee mentre io faccio una telefonata.
Dopo che furono accompagnati fuori, il capitano, guard il maresciallo e disse: Cosa ne pensa?. Nel corso degli anni aveva imparato che valeva sempre la pena chiedere a Guarnaccia cosa ne pensasse, anche se a volte ci volevano tre giorni per avere una risposta. Questa volta non dovette aspettare cos tanto.
Credo che stiano dicendo la verit.
In questo caso sar meglio dare l'ordine di dragare il fiume.
Vuole che chiami io, signor capitano?
Grazie. Io continuo con questa denuncia.
Il maresciallo telefon.
Il cadavere fu trovato all'alba. C'era poca gente in giro ma due o tre persone si erano raccolte sul ponte per guardare i sommozzatori mentre si immergevano con una corda e dei ganci. Prima arriv in superficie un grande vortice di fango seguito dai due sommozzatori, poi affior una forma molle e viscida che era pi simile a un animale dalla folta pelliccia che a un essere umano. Ma quando riuscirono a portarlo a riva e fu deposto sulla ghiaia rotol su un lato e spunt fuori un arto magro e bianco.
Cristo... borbott uno dei sommozzatori, strappandosi via la maschera. Sembra un suicidio, ma deve essere stata una specie di pazza.
La donna morta poteva avere forse cinquant'anni... Portava un sacco di anelli, un grosso bracciale e pesanti orecchini pendenti tutti pieni di fango. Ma sotto la pelliccia inzuppata era completamente nuda.

2.

Ha visto questo?
Nel giornale no, ma ho letto il rapporto.
Che storia! E pensare che  venuta fuori solo adesso dopo tutto questo tempo.
Deve essere uno molto furbo.
Altro che!
I carabinieri della Stazione di Palazzo Pitti erano meravigliati come lo era anche il resto della citt. Nessuno aveva mai sentito di un caso come quello. La Nazione aveva dedicato un'intera pagina alla storia, con una grande foto dello sfortunato gioielliere. Sembrava che un uomo fosse entrato nel suo negozio chiedendo di vedere un grosso diamante che intendeva far montare su un anello come regalo alla moglie per il loro anniversario. Dopo aver scelto la pietra, aveva detto che sarebbe tornato con la moglie per decidere la montatura. Quando era tornato, accompagnato da una donna, aveva maneggiato la pietra per pochi secondi in presenza del gioielliere. A scelta fatta, erano andati via dopo essersi accordati sul pagamento tramite banca, ma non si erano pi fatti vedere. Era stato solo il giorno prima che un altro cliente, un esperto, dopo un'occhiata, aveva sospettato che il diamante fosse finto. Lo era. La pietra l'ha solo guardata la prima volta che  venuto aveva detto il gioielliere stupefatto. Per  riuscito a fare una copia perfetta e l'ha sostituita con quella vera proprio sotto il mio naso. Aveva veramente del sangue freddo. Ovviamente siamo assicurati...
La polizia aveva poche speranze di risolvere il caso. I ragazzi del maresciallo, ai quali capitava raramente di avere a che fare con qualcosa di pi interessante del furto di una borsetta o di qualche piccolo spacciatore, ne furono affascinati. Nessuno di loro aveva dato neppure uno sguardo alle quattro righe sul cadavere ripescato dal fiume, un presunto suicidio.
Il maresciallo aveva letto l'articolo ma, salvo rimpiangere la notte insonne, non ci pens granch.
Il capitano, al Comando in Borgo Ognissanti, era invece obbligato a pensarci, nonostante che anche a lui sarebbe piaciuto occuparsi del furto di gioielli che era in mano alla polizia e all'Interpol. Con riluttanza mise da parte il giornale tornando al breve fascicolo senza nome. Quella maledetta donna doveva essere identificata. Anche solo per la sepoltura le pratiche burocratiche erano complesse ed era facile pensare che la salma sarebbe rimasta nella cella-frigorifero per parecchio tempo, dopo l'autopsia. Dopo qualche momento di riflessione il capitano prese il telefono e chiam La Nazione. Era in buoni rapporti con un cronista che forse lo avrebbe potuto aiutare.
Pronto?
Galli? Sono il capitano Maestrangelo. Ho bisogno del suo aiuto.
Mi dica.
Quella donna che abbiamo ripescato dall'Arno. La dobbiamo identificare. Non  che potrebbe scrivere qualcosa di pi e magari pubblicare anche la foto? Spero che qualcuno possa riconoscerla.
 difficile. Non so se la redazione lo accetterebbe, a meno che non abbia qualcosa di nuovo da raccontarmi.
Assolutamente nulla,  proprio questo il problema.
Allora non vedo cosa potrei scrivere. Qualcuno ha gi pubblicato la notizia. Se mi fa avere una foto, vedr se riesco a mettercela, con la richiesta: se qualcuno l'avesse vista... eccetera.
Servirebbe qualcosa di pi. C' molta gente che non compra nemmeno il giornale. Voglio qualcosa che faccia parlare, cos sar pi probabile che qualcuno vi presti attenzione.
Non vedo come potrei farlo senza una storia su cui lavorare. Ma poi, qual  il problema? Credevo fosse un suicidio... C' qualcosa sotto che non mi ha raccontato?
No. Per il momento  solo un problema burocratico. Prima la identifichiamo e prima la potremo seppellire. Ma in effetti c' la possibilit che non sia stato un suicidio. Questo pu esserle d'aiuto?
S. Posso dire che sospettate si tratti di omicidio?
Pu scrivere quello che vuole. Basta che non mi citi come fonte. In ogni modo, potr tirare fuori qualcosa dal fatto che non indossava nulla sotto la pelliccia.  abbastanza strano.
Non se era soltanto una pazza; ma se sospettate che sia stato un omicidio allora  tutt'un'altra cosa... Quanti anni aveva?
Una cinquantina.
Non  che era una puttana?
No, anche se uno dei miei uomini sta comunque controllando.
Va bene, far il possibile.  un bel cambiamento: lei che mi dice di scrivere quello che voglio!
Non fa sempre cos lo stesso?
Il giornalista fece una risata e poi riattacc.
L'articolo usc il giorno seguente. Il fotografo aveva fatto del suo meglio per dare una sembianza di vita e di normalit al volto del cadavere e il giornalista aveva fatto quello che poteva della storia inconsistente, ma non era abbastanza.
Dopo una settimana nessuno si era fatto vivo per identificare il cadavere. Dai controlli risultava che la donna non era una faccia conosciuta nel giro delle prostitute. La pelliccia che indossava non era stata acquistata a Firenze, almeno non da un rivenditore ancora in attivit, ma era comunque di vecchio stile. L'etichetta doveva essersi staccata tanto tempo prima. Gli orecchini e il bracciale non erano di alcun valore e non avevano marchio, erano quindi poco utili per l'identificazione. Dai controlli a porta a porta nei palazzi che si affacciavano sull'Arno, a monte del Ponte Vecchio, fino ad allora non erano emersi testimoni che avessero visto gettare il cadavere nel fiume. Del resto c'era da aspettarsi che a quell'ora tutti avessero le persiane chiuse. Restava solo il rapporto sull'autopsia. Il capitano aveva troppo da fare per leggerlo appena questo gli fu portato. Nell'ambiente della droga erano comparsi personaggi nuovi ed erano morti due giovani l'uno dopo l'altro. Quasi sicuramente c'era una nuova banda al lavoro, probabilmente stavano spacciando roba tagliata male. Il capitano aveva passato tutta la mattina a dare ordini ai carabinieri in borghese che avrebbero dovuto inserirsi nel giro dei tossicodipendenti per scoprire la nuova fonte. Prima o poi qualche informatore avrebbe parlato in cambio dei soldi per la sua prossima dose. Fin per leggere il resoconto dell'autopsia durante l'ora di pranzo, dopo aver ordinato un panino e un bicchiere di vino.
Cercava la conferma di quello che lui e il sostituto procuratore avevano sospettato, quella fredda mattina in riva all'Arno, subito dopo il primo esame del medico. Avevano visto ematomi sul collo e una lacerazione su un lato.

Il sottoscritto dottor Forli Mario in data 29 settembre veniva convocato dalla Procura di Firenze allo scopo di esaminare il cadavere non identificato rinvenuto nel fiume Amo.
In seguito all'esame esterno eseguito sul luogo di ritrovamento fu avanzata una richiesta per la sezione del cadavere e un esame autoptico utile per stabilire l'epoca, la causa della morte e l'identificazione del cadavere.
In seguito alle specifiche richieste ricevute, relative alla richiesta sopraindicata:
1) La morte risaliva a circa sei ore prima del recupero del cadavere.
2) La morte  intervenuta per strangolamento.
3) Il cadavere appartiene ad una donna di circa cinquant'anni.

Seguiva un resoconto dell'esame esterno del cadavere, che cominciava con la descrizione della pelliccia e dei gioielli e annotava che, a giudicare dalla presenza di ipostasi, al momento della morte la vittima era nuda e dopo era stata lasciata in posizione supina per tre-quattro ore. Sulla fronte e sulle mani c'erano escoriazioni contenenti fanghiglia causate dal trascinamento del cadavere sul letto del fiume. La maggior parte del corpo era stata protetta dalla pelliccia.
I segni di strangolamento erano trattati pi in dettaglio.

...Marcata cianosi del volto... ematomi asimmetrici in corrispondenza di lacerazioni a forma di mezzaluna.
L'ematoma pi esteso e la lacerazione pi profonda sul lato sinistro del collo, indica che l'aggressore era destrorso.
Una lacerazione circondata da un esteso ematoma sul lato sinistro del collo suggerisce la rimozione violenta di una pesante collana. Si dovrebbe notare che:
a) La forma della lacerazione fa ritenere che la collana fosse della stessa fattura del bracciale indossato dalla vittima.
b) L'esteso ematoma attorno alla lacerazione indica che questo fu provocato prima della morte.
c) La posizione della lacerazione indica che questa fu procurata con un movimento da sinistra verso destra mentre la vittima era in posizione supina.

Il capitano lesse di nuovo il paragrafo ma non gli tornava lo stesso. Se il movente fosse stato un furto, l'aggressore avrebbe preso tutti i gioielli, non un pezzo solo, e lo stesso valeva anche se il furto fosse stato un movente simulato. E se per qualche motivo l'aggressore avesse voluto solo la collana sarebbe stato pi facile toglierla dopo che la donna fosse morta. Un violento litigio era l'unica spiegazione rimasta per la collana strappata, ma questa non era stata ritrovata. L'aggressore l'aveva portata con s oppure l'aveva gettata nel fiume.
O forse disse il capitano fra s e s, l'ha strappata via semplicemente perch era d'intralcio. Stava gradualmente costruendo l'immagine di un assassino dall'eccezionale sangue freddo che agiva in modo calcolato e veloce senza che la vittima ne avesse il sospetto o il tempo di reagire e che, con molta calma, aveva rivestito il cadavere con la pelliccia portandolo al fiume, forse seduto accanto a s sul sedile della macchina.
Lesse il resto del rapporto sull'autopsia senza molta speranza di trovare qualcosa di utile.
La donna aveva un cuore leggermente ingrossato, forse congenito, che probabilmente doveva aver facilitato l'aggressore, in quanto doveva aver perso conoscenza subito dopo che lui aveva cominciato a strangolarla.

Lo stomaco conteneva circa 200 milligrammi di latte in parte coagulato... reni e pancreas normali... organi genitali normali... una cicatrice risalente a quindici o venti anni prima e probabilmente collegata a un parto difficile...
Da notare che:
a) I polmoni non contenevano acqua.
b) Il contenuto gastrico non aveva odore alcolico...

Dunque, non era stata abbastanza ubriaca per non reagire. Forse stava dormendo? Sul cadavere non c'erano segni che potessero far pensare ad una colluttazione con l'aggressore ma, se la donna stava dormendo, non aveva senso strappare la collana anzich sganciarla.
Il capitano era seduto da solo, sforzandosi di far quadrare gli elementi che aveva sul conto della sconosciuta. Poi allung la mano per prendere il telefono.
Passatemi la Stazione di Palazzo Pitti.
Rispose il brigadiere Lorenzini. Mi dispiace, signor capitano, il maresciallo  fuori a fare il suo giro degli alberghi.
Gli dica di richiamarmi quando rientra.
Sissignore. Dovrebbe tornare a momenti... Ma essendo luned ha cominciato tardi.
Ho capito.
Luned mattina era sempre la solita storia. Gente che rientrava tardi la domenica notte dopo la giornata o il weekend fuori citt e trovava che qualcuno aveva rubato in casa o che il cane o l'automobile non c'erano pi. Il luned mattina erano in fila con i loro fogli di carta bollata per fare la denuncia. Erano le undici e trenta quando il maresciallo riusc finalmente a liberarsi, determinato a controllare le due pensioni che teneva particolarmente d'occhio. Al termine decise di fare una breve visita anche a un hotel, piuttosto lussuoso, che comunque era sulla strada del ritorno.
Quando arriv il maresciallo, il Riverside Hotel era tranquillo. Nella sala principale stavano servendo il pranzo, e nella sala delle colazioni, dalla moquette azzurra, alla sinistra della reception, c'era solo una coppia di signori anziani che probabilmente stavano aspettando un taxi. Un set di valigie eleganti era sistemato vicino alla porta. Il receptionist, un giovane sicuro di s con un papillon di seta, gli pass il registro blu senza dire altro che un formale Buon giorno. Il maresciallo dava del tu al personale e ai gestori delle pensioni pi modeste ed era in aperta guerra con alcuni di quelle pi malfamate, ma qui era considerato un male inevitabile e tenuto a distanza. In linea di massima preferiva la guerra aperta alla gelida cortesia. In ogni modo, il fatto che non era per nulla benvenuto non lo turbava minimamente e si comportava con calma, come sempre, leggendo attentamente le registrazioni con i suoi occhi sporgenti che notavano tutto ma che non tradivano nulla. Quando ebbe finito, rese il registro senza dire una parola, dato che qui era cos che si facevano le cose. Un cagnolino bianco usc da una porta aperta dietro il banco ma, appena il receptionist lo guard, fece uno scatto nervoso e spar di nuovo.
Il maresciallo si avvi verso il portone, dove un facchino in divisa rossa con una striscia bianca sul fianco dei pantaloni stava caricando le eleganti valigie in un taxi, mentre una fila di macchine aspettava impazientemente. L'anziana coppia usc dietro a lui.
Un attimo, per favore!
Il maresciallo continu per la sua strada presumendo che qualcuno stesse chiamando la coppia in partenza, ma il receptionist lo aveva seguito fuori. Sembrava leggermente imbarazzato. Abbiamo un piccolo problema. Forse lei potrebbe aiutarci... Prima o poi le persone volevano sempre aiuto per qualche problema, grande o piccolo che fosse, e non ci pensavano due volte prima di chiedere, anche se erano stati restii ad aiutare lui.
Il maresciallo si volt e lo segu nuovamente all'interno. Non incoraggi l'uomo ma rimase l, con il volto inespressivo, ad aspettare.  questo cane... L'animale era ricomparso e ora stava con le zampe anteriori sulla traversa pi bassa dello sgabello del receptionist, tremando dalla paura. Il maresciallo guard il cane, poi il receptionist.
Allora?
Dobbiamo fare qualcosa. Non pu rimanere qui e pensavo che forse lei...  di uno dei nostri clienti - non che di solito permettiamo di tenere animali ma questa sta qui da anni e ci siamo sentiti obbligati a fare un'eccezione. Per...
Cosa vuole che faccia? Lo devo arrestare? Il tono del maresciallo era minaccioso. Come se non avesse altro da fare che preoccuparsi per un cagnolino!
Ma non ha capito. Di solito quando la signora fa un viaggio lo porta con s, ma questa volta  partita senza nemmeno salutare! Non pu mica pretendere che...
Fatelo sopprimere o chiamate la Protezione Animali. Il maresciallo si volt di nuovo per andare via.
Aspetti!  questo che voglio sapere, se ne abbiamo il diritto. Altrimenti, quando torna la signora...
E allora lo lasci stare, non d mica noia a nessuno. Il maresciallo era arrivato alla porta ma l'altro lo seguiva, adesso era proprio agitato.
Questo lo dice lei! Sta sempre intorno alla reception perch il portiere di notte lo ha viziato. In un hotel della nostra categoria questo genere di cose non possono essere tollerate, questo lo capir anche lei. Non aggiunse anche se probabilmente lei non ci metter mai piede come cliente, ma era come se lo avesse detto. Il direttore insiste che devo fare qualcosa ma non posso certo chiudere l'animale nella sua stanza, si immagini quanti danni... Voglio solo sapere quale  la nostra posizione legale.
Lo chieda a un avvocato sugger causticamente il maresciallo.
Non possiamo fare perdere tempo a un avvocato su una questione cos... e poi costerebbe pi che chiamare un veterinario per farlo sopprimere!
Allora la smetta di far perdere tempo a me e lo lasci in pace. Non mi dica che in un posto come questo vi mancano i soldi per dargli da mangiare.  poco pi grande di un coniglio.
E se la signora non torna?
Perch non dovrebbe tornare? Il maresciallo aveva perso le speranze di liberarsi da quell'uomo. Erano sulla soglia e questi continuava a tirare la manica dell'uniforme nera, guardando continuamente indietro per assicurarsi che nessuno lo stesse cercando al banco. Il taxi si allontan seguito da un rabbioso coro di clacson e il facchino torn dentro. A questo punto il receptionist abbass la voce a un sussurro da pettegolezzo confidenziale.
Beh, intanto so di sicuro che non si  portata dietro nemmeno una valigia. Gliele teniamo in un ripostiglio nel sottotetto, visto che sta qui permanentemente.
Se non ha portato con s una valigia, disse il maresciallo vorr dire che non star via per molto, no? Ora...
Mmm. Non sta certo a me giudicare... Lanci un altro sguardo dietro a s. Non sta a me giudicare, ma... non mi  mai piaciuta... apparentemente era una persona per bene e non ho nulla contro di lei, niente di concreto, ma c' qualcosa. Capisce cosa voglio dire? Mi immagino che nel suo lavoro...
No, disse il maresciallo, non la capisco. L'uomo faceva un'impressione migliore quando si limitava ai grazie e buongiorno.
Sono otto giorni.
Che cosa?
 via da otto giorni e una signora come quella non parte per otto giorni senza una valigia. Forse non poteva pagare il conto. Doveva saldare il mese. Se teniamo questo cane e lei  sparita, rester a noi. Capisce adesso?
Il maresciallo non rispose. Fece mentalmente un calcolo e rientr nell'albergo seguito dalle chiacchiere nervose del receptionist.
Ohh, sono contento di vedere che si  reso conto che va fatto qualcosa.  facile per il direttore dire che...
Mi faccia rivedere il registro. Quanti anni ha questa donna?
Quarantotto. Portati bene, lo devo ammettere, ma...
Altezza?
Circa quanto me... Cosa c'entra con il cane?
Bionda?
Ossigenata. La conosce? Ecco, lo sapevo che c'era qualcosa. Me ne accorgo sempre.
Mi faccia vedere.
Aspetti, gliela trovo io... Lo sapevo, ho un sesto senso... ecco.
Il maresciallo guard i dati, lentamente tir fuori il suo taccuino e li copi con attenzione. Rimise il taccuino nella tasca della giacca. Ci faremo sentire.
Spero che non sia niente di serio ment il receptionist, poi, ricordandosi appena in tempo: E il cane?.
Probabilmente potrete farlo sopprimere, se  questo che volete. Alla porta non resistette alla tentazione di girarsi e aggiungere sentenzioso: Ma  probabile che prima lei debba identificare un cadavere.
Un cadavere? Vuol dire che ... io...? Oh, mio Dio! Il solo pensiero fece sparire dal suo viso l'espressione eccitata. Ho paura che sverrei...
Ne sono convinto ringhi il maresciallo fra s mentre andava via.

3.

Mi dispiace averla fatta aspettare. Tornato al suo ufficio, il capitano Maestrangelo aveva trovato il maresciallo seduto l pazientemente con le sue grandi mani posate sulle ginocchia. Parlarono per qualche attimo delle ultime notizie sulla nuova banda di spacciatori. Il maresciallo conosceva i genitori di uno dei giovani morti e quindi aveva un interesse personale oltre che professionale nell'indagine. Dopo un po' il capitano disse: Vedo che ha ricevuto il mio messaggio, ma non c'era davvero bisogno di venire fin qua, volevo solo aggiornarla sul caso della donna ripescata dall'Arno. Non  stato suicidio. Ho parlato stamani con il magistrato...
Il maresciallo ascolt attentamente il resoconto dell'autopsia. Fu solo quando il capitano aggiunse: Identificarla sar un vero grattacapo che disse: Forse lo so io chi ....

Non andarono subito all'hotel, dato che dovevano parlare sia con il personale del giorno sia con quello di notte. Maestrangelo chiam il direttore e chiese che tutto il personale fosse presente quella sera all'ora del cambio. La risposta fu cortese ma decisamente riservata.
Posso chiedere il perch?
Sarebbe meglio parlarne quando arrivo.
Lo sa benissimo il perch comment il maresciallo quando il capitano ebbe riattaccato. Quel receptionist lo avr raccontato a tutti.
Era gi buio quando la loro auto attravers il ponte sotto il quale era stato recuperato il cadavere, e una fine pioggia stava cadendo sull'acqua. A quell'ora le strette vie erano cos intasate dal traffico che era una fortuna che l'albergo avesse un parcheggio sotterraneo accanto all'ingresso.
Aveva ragione il maresciallo. Il receptionist lo aveva detto a tutti. Quando i carabinieri furono fatti entrare, nell'affollato ufficio del direttore c'era un'atmosfera di contenuta eccitazione, ma nessuno sembrava particolarmente preoccupato o teso, tranne il receptionist stesso. Si chiamava Guido Monteverdi e a ogni occasione si avvicinava al maresciallo per fornire un nuovo motivo sul perch era la persona meno adatta a identificare il cadavere. Il maresciallo fu grato che il capitano raccogliesse la sua deposizione mentre lui stesso prese quella del portiere di notte, una persona mite e piacevole di circa quarant'anni, che cercava di offrire informazioni utili senza perdersi in pettegolezzi. Lui e il maresciallo erano seduti l'uno di fronte all'altro davanti a una scrivania disordinata, nel piccolo ufficio dove veniva tenuta la contabilit dell'albergo e da dove i consueti rumori dell'hotel si sentivano appena. Il portiere disse di chiamarsi Mario Querci e rispose alle consuete domande sul luogo di nascita e residenza. Poi cominci a parlare della cliente scomparsa.
No, non direi che fosse una donna felice. Spesso sembrava che la vita l'avesse delusa, era un po' amareggiata, ma non sembrava motivata a fare qualcosa per cambiarla. In effetti ci sono molte persone cos.
Il maresciallo, sentendolo parlare, si chiedeva se non fosse cos anche il portiere di notte. Non capitava spesso di trovare un uomo di bella presenza e piuttosto giovane che facesse un lavoro come quello. Per lo pi erano uomini in pensione, oppure invalidi che trovavano in questo un lavoro facile da fare. Forse in un albergo di questa classe quel tipo di persona non era accettabile. Non fece alcun commento ma lasci che l'altro continuasse a parlare.
Ho sempre avuto l'impressione che in qualche momento della sua vita avesse avuto una grande delusione che l'ha amareggiata moltissimo.
Glielo ha raccontato la signora?
No... niente di preciso. Comunque potrebbe essere andata cos. Potrebbe essere successo qualcosa nel suo paese, tanto tempo fa. La signora viveva qui da circa quindici anni e io ci sono solo da otto, quindi...
Prima dove lavorava?
In un hotel al Nord. Mi sa che, pi che altro, era il fatto che non riusciva a dormire che la faceva sembrare infelice.
Non riusciva a dormire e allora veniva gi a chiacchierare con lei,  cos?
S... Sembrava imbarazzato.
Beh, immagino che nel suo lavoro, che lo voglia o no, ne dovr ascoltare un bel po' di problemi di altri. Era, pens il maresciallo, uno di quei tipici portieri, camerieri o barman che tutti chiamano per nome e che sono sempre disposti a fare piccoli favori in modo spontaneo, sempre con un amichevole sorriso di complicit.
Qualcuno veniva a trovarla?
Non aveva mai ospiti, anche se non era sola al mondo, questo lo so.
Come lo sa?
Arrivavano lettere, non spesso ma abbastanza regolarmente. Prima di andare via la mattina, ricevo la posta.
Lettere dal suo paese?
No, non credo che ci siano mai state lettere dalla Germania, almeno non che mi ricordi, anche se non posso escludere che possano esserci state, magari non le ho notate o magari era la mia notte libera. Arrivavano da tutto il mondo. Anche lei scriveva lettere.
In risposta a quelle che riceveva?
Non lo so... No, credo che fossero indirizzate tutte in Germania. Dovrebbe chiederlo al receptionist: le lasciava a lui, se non usciva lei stessa a spedirle.
Usciva spesso?
Credo di no. Di nuovo, dovrebbe controllare con quelli del turno di giorno. Ogni tanto andava via per qualche giorno.
 andata via di recente?
No, almeno non da un anno a questa parte, se mi ricordo bene. Esit un momento e poi disse: Le ho detto che non riceveva mai visite e di regola  vero, ma....
Allora?
Beh, non si pu chiamare proprio una visita - voglio dire, non  salito nella sua stanza come potrebbe pensare - ma c'era un uomo che  entrato chiedendo di lei, un uomo dall'aspetto molto distinto, piuttosto alto, vestito bene. La signora  scesa a incontrarlo qui e sono usciti insieme.
Di notte, suppongo, se li ha visti lei?
S. Saranno state circa le undici.
E quando  successo?
Deve essere stato pi di un mese fa.
 sicuro?
Del giorno preciso non posso essere sicuro. Il signore non  rientrato con lei e dato che non era registrato non ho modo di controllare.
 sicuro che non  successo la notte in cui  scomparsa?
Eh s, sicurissimo.  successo molto prima di quello... Le dispiace se le chiedo una cosa?
Quando il maresciallo acconsent con un cenno, il portiere continu: Volevo soltanto... beh, sapere cos' successo. Ha detto che  stata trovata nell'Arno ma non ha detto...  stato un suicidio?.
No.
Ho capito. Sembrava sollevato.
Il maresciallo aspett ma il portiere non chiese altro, quindi continu: La signora si confidava con lei: cose di natura personale?.
Parlava molto della sua salute. Nonostante la sua insonnia non prendeva quasi mai nulla, sonniferi o quelle cose l. Era molto attenta alla sua dieta, anche. Non come fanno di solito le donne, che cercano di tenersi magre. Lei era molto magra comunque.
S mormor il maresciallo. Quando era arrivato in riva all'Arno quella mattina insieme al capitano, la prima cosa che aveva notato era stata la gamba magra e bluastra che usciva dalla pelliccia fradicia.
Le piacevano le diete macrobiotiche. Parlava sempre di germe di grano e di vitamina C. Una volta mi ha regalato delle pillole di vitamina C, dicendo che se passi molto tempo al chiuso e non prendi abbastanza aria fresca... Mi scusi, non sono queste le cose che vuole sapere, ma parlava molto di queste cose.
A dire la verit, disse il maresciallo stavo pensando a cose di natura molto pi personale di queste. Per esempio, quell'uomo che  venuto: non le ha raccontato nulla di lui o di altri uomini?
No... Non parlava mai di uomini se non in modo generale. Ma...
Ma cosa?
Ci deve essere stato un uomo importante nella sua vita, ma non era mai chiaro se alludeva al passato o al presente.
Non sembra che sia stato molto del presente se qui non lo riceveva mai.
Beh, c'erano i viaggi che faceva, certo, ma ne parlava sempre al passato in un modo che  difficile da spiegare. Come dicevo, non parlava mai di lui, ma di un'altra donna.
Una di cui era gelosa?
Altro che. Lei aveva sempre una sorta di atteggiamento calmo e ironico verso se stessa, verso tutto. Poteva essere molto aspra, dura in un certo modo, ma in modo divertente. Non sono molto bravo a spiegarmi, ma se le dico che la sua maggiore preoccupazione sembrava essere la sua salute - beh,  ovvio che la prendeva sul serio perch era molto severa con la sua dieta e queste pillole di vitamine - ma quando ne parlava sembrava che non dicesse sul serio. Parlava sempre di s e di tutte le cose in maniera un po' distaccata e ironica. La sto forse facendo apparire un po' antipatica ma in realt non lo era, anche se chi non la conosceva avrebbe potuto pensarlo.
Il maresciallo aveva gi parlato con la cameriera e con un portiere di giorno che la pensavano cos, ma disse soltanto: Mi stava raccontando della sua gelosia.
 cos. L'unica occasione in cui mostrava qualche sentimento vero era quando parlava di quest'altra donna. Cercava sempre di tenere il solito tono ironico ma che sotto ci fosse una rabbia vera era evidente lo stesso. A volte diceva cose veramente maligne. Si lasciava andare quasi del tutto, anche se mai per molto.
Che genere di cose diceva?
Era sempre pi o meno la stessa storia. Pare che l'altra donna fosse pi vecchia e insisteva sempre su questo. Diceva qualcosa come: Quella strega ha otto anni pi di me e beve come una spugna. Una cosa  certa, che lei morir prima di me. E so per certo che se non fosse per il suo cosiddetto inglese perfetto lui non l'avrebbe degnata nemmeno di uno sguardo.... Poi riprendeva il controllo di se stessa e cambiava argomento.
Cosa intendeva con Morir prima di me? Le suonava come una specie di minaccia?
No, per niente. Sembrava solo esserne certa. Ho sempre avuto l'impressione che la signora si tenesse in forma per via di quest'altra donna.
Vuole dire che era cos che intendeva sopravvivere all'altra? I grandi occhi del maresciallo uscivano dalle orbite.
Avrebbe dovuto conoscerla per capire ripet il portiere a bassa voce. A suo modo era una donna molto determinata.
Mmm. Il maresciallo riflett un momento su questo e poi aggiunse: Ma a quanto pare non ci  riuscita.
Dopo pi di un'ora, nuovamente nell'ufficio pi spazioso del direttore, lui e il capitano erano seduti da soli a confrontare i loro appunti. All'infuori di Mario Querci, il portiere di notte, la signora morta era poco conosciuta e tanto meno simpatica al resto del personale dell'albergo. Che l'ospite scomparsa fosse la donna ripescata dall'Arno non c'erano dubbi. Tutti avevano riconosciuto dalla foto la donna morta. Se nessuno si era fatto avanti per identificarla era perch il direttore dell'albergo comprava il Corriere della Sera pi spesso della Nazione e il resto del personale, se mai leggeva un giornale, leggeva il suo. Nessuno di loro aveva visto l'articolo, quindi gli sforzi del Galli erano stati inutili. Due ore e mezzo di interrogatori avevano rivelato poche informazioni utili, ma adesso la donna aveva almeno un'identit.
Hilde Vogel era nata in Germania e aveva quarantotto anni, magra, finta bionda, ben vestita, ma non in modo vistoso. Ogni mese spediva una lettera raccomandata in Germania e circa ogni due anni faceva un viaggio all'estero, prenotando il volo tramite il receptionist, il quale aveva ripetuto al capitano che sapeva che c'era qualcosa, se ne accorgeva sempre, ma era compito del direttore identificare il cadavere. Era stata vista per l'ultima volta a cena otto giorni prima. Nessuno l'aveva vista uscire dall'albergo, nemmeno Querci, nonostante la sua posizione nella hall d'ingresso, e non c'era un'altra uscita. Il retro dell'albergo si affacciava direttamente sull'Arno.
Il maresciallo e il capitano erano stanchi e avevano fame. Quando uscirono dall'ufficio e si trovarono nella zona del banco della reception, la loro fame fu stuzzicata dal leggero ma delizioso odore proveniente dalla sala da pranzo principale dove, a giudicare dal leggero rumore di posate, alcuni ospiti stavano ancora mangiando.
Mario Querci era al suo posto, e consigliava una coppia di mezza et su una gita di un giorno a San Gimignano e Siena. Se volete posso telefonare io alla stazione dei pullman...
Alz lo sguardo e sorrise all'apparizione dei due carabinieri. Finito?
Temo di no disse il capitano. Non voleva aggiungere che si stavano recando nella camera della morta, per via della presenza degli ospiti, ma questi, comunque, erano troppo impegnati a tradurre in dollari il prezzo dei biglietti per far caso agli uomini in divisa.
Quel receptionist, Monteverdi... disse il capitano mentre salivano le scale dalla moquette azzurra, perch l'ascensore era appena stato chiamato di sopra.
Eh... Il maresciallo si trattenne dal fare altri commenti.
Camminarono silenziosamente su altra moquette azzurra in cerca della camera 209. Abat-jour di seta erano accese lungo il corridoio sui tavolini a mezzaluna. La camera 209 era a met, di fronte all'ascensore.
Per controllare il passato di tutte queste persone ci vorr un sacco di tempo e uomini, comunque possiamo essere grati che almeno non avesse contatti con altri ospiti.
Cos ci dicono... Il maresciallo sembrava poco convinto. E mi sa che sar vero, dato che erano tutti d'accordo. Ma per il resto... Non va bene. Non va bene per nulla.
Devo ammettere che ho avuto l'impressione che il direttore avesse qualcosa da nascondere.
E non era l'unico.

4.

La 209 era una piccola suite con un salotto, una camera da letto e un bagno. Nel salotto, arredato in giallo e bianco, il tecnico delle impronte digitali si stava gi preparando ad andare via.
Un po' una perdita di tempo disse, alzando la testa mentre entrava il capitano seguito dal maresciallo. La stanza  stata pulita e praticamente non c' nemmeno un'impronta chiara. Il direttore aveva detto: Certo che  stata pulita, non c'era motivo di pensare che qualcosa non andasse.
Comunque, ora non c'era pi nulla da fare.
Due uomini del capitano erano al lavoro nella camera da letto, uno controllava le tasche dei vestiti nell'armadio, l'altro stava mettendo in ordine e impacchettando i documenti trovati nei cassetti pi piccoli di un mobile.
I documenti li prendo io. Li metta in una busta. Il capitano si stava guardando intorno. Dopo un po' imprec sottovoce. Non solo era stata pulita anche questa stanza, ma tutte le cose lasciate fuori posto erano state messe via. Per ricostruire quello che poteva essere successo non avevano che la vaga descrizione fatta dalla cameriera, e lei non aveva molto da dire, a parte che il letto era disfatto e che c'erano un po' di vestiti lasciati in giro, una condizione abbastanza normale per una camera da letto a quell'ora del mattino.
Precisamente che ore erano? le chiese il maresciallo.
Le nove. Le portavo su la colazione sempre a quell'ora.
E non ha pensato di dire a qualcuno che la signora era assente?
A chi lo dovevo dire? Se voleva uscire presto erano affari suoi. Tanto mi pagano lo stesso anche se non mangia - e non pensate che mi desse la mancia, perch non lo ha mai fatto.
Allora ha messo in ordine la stanza?
Un po'.
Cosa vuol dire... un po'?
Un po'. Tanto poi veniva quella delle pulizie.
E quand' che ha finalmente pensato di avvertire qualcuno dell'assenza della signora?
La mattina dopo, credo. O forse era quella dopo ancora.
Lo ha detto al direttore?
No.
Allora a chi lo ha detto?
A Gino.
E chi sarebbe questo Gino? Il maresciallo aveva voglia di scuoterla.
 quello che serve al tavolo della signora. Deve avere detto qualcosa sulla signora che non si faceva mai vedere a mangiare.
Perch lo ha raccontato a questo Gino invece che al direttore? Ma chi , il suo fidanzato?
Cosa ve ne importa a voi?
E per finire in bellezza, quando il maresciallo le chiese se aveva visto sul giornale la foto della signora Vogel, lei fece un sorriso smorfioso dicendo: Io leggo solo gli oroscopi.
Siamo pronti per andare via disse uno degli uomini del capitano. Se qui dentro non avete altro da fare mettiamo i sigilli.
No... no, fate pure. Il capitano prese un vaporizzatore di profumo in cristallo dal mobiletto da trucco e poi lo rimise gi accanto a una spazzola dalla quale il tecnico della Scientifica aveva gi tolto qualche capello biondo.
Era inutile rimanere l. Il magistrato aveva dato l'ordine di mettere i sigilli alla porta e alle finestre. Sarebbe potuto tornare a perquisire la stanza quando avrebbe avuto un'idea pi precisa di che cosa cercare. Forse i documenti che stavano portando via potevano dirgli qualcosa.
Avete ancora bisogno di me? chiese il maresciallo mentre scendevano in ascensore.
No. Le do un passaggio fino a Palazzo Pitti, dovrebbe mangiare qualcosa. Ma domani potrei avere bisogno di lei e forse anche di un paio dei suoi ragazzi. Con cos tanti dei miei uomini impegnati con l'indagine sulla droga, sar veramente un problema riuscire a fare tutti gli accertamenti necessari per questo caso.
Quando uscirono dall'ascensore davanti al banco della reception, Mario Querci alz gli occhi da una pila di ordinazioni per la colazione e disse: Se avete la macchina nel garage sar meglio che scendiate gi in ascensore. Sta piovendo a dirotto.
Non ci vuole la chiave? Abbiamo cercato di prenderlo per salire ma la porta non si apriva.
Solo i residenti hanno la chiave per salire ma dall'interno si apre senza chiave.
Grazie. Buonanotte.
Buonanotte.
Pioveva cos forte che anche con i tergicristalli al massimo della velocit era difficile distinguere qualcosa pi che luci confuse gialle e bianche.
Se continua cos fra qualche giorno l'Arno sar in piena disse il maresciallo mentre facevano il Lungarno fino al Ponte Vecchio, girando poi a sinistra verso Palazzo Pitti, dove il maresciallo scese.
Quando l'auto raggiunse la Caserma in via Borgo Ognissanti il carabiniere di servizio nella portineria pigi il pulsante del cancello automatico e indic al capitano un uomo giovane e grosso con le mani infilate nelle tasche dell'impermeabile, una sigaretta in bocca, che lo stava aspettando. Il capitano abbass il finestrino e riconobbe Galli della Nazione.
Far una conferenza stampa domani.
Proprio quello che pensavo disse Galli, sorridendo.
Va bene, pu salire. Una buona azione ne meritava un'altra in cambio.
In quella parte dell'edificio erano illuminati solo i corridoi principali, ma nell'ala opposta, oltre il prato e il colonnato dell'antico chiostro, le luci di una stanza del piano terra erano accese e alcuni carabinieri, che non erano in servizio, giocavano a ping-pong prima di salire alle loro camerate.
Il capitano apr la porta chiusa a chiave del suo ufficio, accese la luce e infil in un cassetto la grande busta che portava.
Allora aveva ragione cominci Galli, buttandosi su una grande poltrona di pelle. Non  stato un suicidio. Che avesse mangiato e bevuto abbondantemente lo si vedeva dalla sua faccia rosea e sorridente. Spense la sigaretta in un portacenere pulito e cerc nella tasca dell'impermeabile un pacchetto nuovo. Sono bagnato fino all'osso. Spero di non rovinare la sua poltrona. Cosa mi pu raccontare? Durante le interviste Galli non era mai stato visto con penna e blocchetto, ma anche se sembrava sempre un po' brillo faceva meno errori di tutti i suoi colleghi.
Cosa ha saputo fino a ora?
Parecchio. Ho fatto una chiacchierata con un mio amico che lavora all'istituto di Medicina Legale e sono stato all'Hotel Riverside.
A volte penso che lei passi tutto il giorno a seguirmi.
A volte lo faccio.
E quando lo trova il tempo per scrivere?
Quando lei  andato a dormire. Galli ghign contento. Dovrei mettere insieme questo articolo per la seconda edizione di domani.
Il capitano gli raccont i fatti rilevanti del resoconto dell'autopsia e i dettagli sull'identit della donna morta.
Sospetti?
Ancora non le posso dire niente.  troppo presto.
Beh, questo mi dovrebbe bastare. L'importante  pubblicarlo per primi, fregare tutti gli altri. Grazie mille, capitano. E mettendo in bocca un'altra sigaretta, usc allegramente nella notte piovosa.
Il capitano prese dal cassetto la busta piena di documenti vuotando il contenuto sulla scrivania. Poi, ricordando che aveva fame e che probabilmente avrebbe dovuto lavorare fino a tarda notte, si alz per andare nel suo alloggio a prendere un panino e un bicchiere di vino.
Gi nella sala di convegno le luci si erano spente. Tornando al suo ufficio si ferm per salutare gli uomini nella sala operativa, visto che la loro era l'unica luce accesa su quel piano.
Tutto bene?
 tutto tranquillo, signor capitano. Di luned notte, con un tempo cos, non c' nessuno in giro - a parte noi.
Tornato nel suo ufficio, il capitano cominci a scorrere i documenti, prendendo per primo il passaporto grigio, poich era curioso di vedere una foto di Hilde Vogel da viva. Probabilmente non era molto somigliante, le foto dei passaporti raramente lo sono, ma dalla finezza dei lineamenti era evidente che da giovane doveva essere stata molto bella. Non dolce, il viso era molto severo, ma sicuramente elegante e attraente. Vi era anche un accenno di quel sorriso ironico del quale aveva parlato qualche dipendente dell'albergo.
Allora, cosa stavi combinando, mormor il capitano a se stesso guardando gli occhi freddi e luminosi della foto, per fare una fine cos brutta... Ma il viso era enigmatico e non rivelava niente. Mise da parte il passaporto.
C'erano alcuni titoli azionari che non riusciva a leggere ma che supponeva essere di una azienda siderurgica tedesca. Mise questi in una cartella a parte per essere tradotti e valutati.
Un diario, rilegato e con il marchio di un noto cartolaio fiorentino, non rivel nulla di interessante. Hilde Vogel andava da un parrucchiere del centro una volta alla settimana. Ogni tanto scriveva un appunto di comprarsi calze o altre piccole cose. Il numero del parrucchiere era in una lista in ordine alfabetico assieme a quello di un dottore che aveva lo studio in via Cavour e di un avvocato con l'ufficio in piazza della Repubblica. Non c'era nessun indirizzo tedesco al quale poteva avere scritto quelle lettere ogni mese. Ma erano lettere raccomandate. Il capitano cerc nel mucchio di fogli finch non trov quello che cercava: una busta contenente le ricevute delle raccomandate. Erano divise per anno, e le dodici ricevute di ciascun anno erano tenute insieme con una graffetta. Ma quelle dell'anno in corso arrivavano solo fino a luglio, una data che non coincideva con nessuno dei suoi viaggi o con la breve visita dell'uomo descritto da Querci, il portiere di notte. Il nome del destinatario era H. Vogel e l'indirizzo era una banca a Mainz, Germania Ovest. Il mittente era H. Vogel, Villa La Rovere, Greve in Chianti. Di chi era questo indirizzo? Spediva i soldi a se stessa per depositarli in un conto tedesco? Tra le carte non c'era un libretto degli assegni, ma poi, ricord il capitano, nella camera non avevano trovato una borsetta, a parte quelle nell'armadio avvolte in sacchetti di plastica trasparente. Probabilmente l'aggressore aveva buttato nel fiume anche quella e ritrovarla sarebbe stato praticamente impossibile. Sicuramente il libretto era li dentro, insieme alle sue chiavi, anch'esse introvabili. Si prese nota di fare un controllo di tutte le banche della citt dove avrebbe potuto avere un conto e poi rimise le ricevute nella loro busta.
Poi esamin il permesso di soggiorno, che era ancora valido e che documentava la sua residenza a Greve in Chianti, non presso l'Hotel Riverside a Firenze. La documentazione successiva fu finalmente d'aiuto. Era una cartellina di plastica contenente uno spesso mazzo di contratti d'affitto per la villa di campagna vicino a Greve in Chianti. Hilde Vogel era la proprietaria e la villa, come era scritto su tutti i contratti, identici, era la sua unica propriet e domicilio in Italia. Nel corso degli ultimi dieci anni la villa era stata affittata a dozzine di inquilini per periodi che andavano da un mese a un anno per uso solo turistico. Sui documenti relativi al passaggio di propriet, che erano nella stessa cartellina, c'era scritto che Hilde Vogel aveva ereditato la propriet da suo padre dodici anni prima. Ma se erano quindici anni che viveva all'Hotel Riverside, evidentemente non ci aveva mai vissuto.
Il capitano selezion fra i contratti quelli ancora validi e poi richiuse il resto dei documenti nel cassetto. L'indomani qualcuno doveva andare a dare un'occhiata a questa villa. Anche se Hilde Vogel non ci aveva mai vissuto valeva la pena verificare chi ci abitava adesso. L'unico problema era che non aveva idea di come trovare qualcuno libero per questo lavoro.

Beh, almeno ha smesso di piovere borbott il maresciallo a se stesso mentre, sotto un cielo azzurro, prendeva la strada a sinistra verso Greve in Chianti. Gi prima della telefonata del capitano si stava scervellando per riscrivere il brogliaccio, dopo che due dei suoi carabinieri erano stati chiamati in servizio alla corte d'assise. Ma quando il capitano disse: Spero di non crearle delle difficolt, rispose: No, no... se mai ci vado io stesso....
Il maresciallo si era agganciato la fondina e aveva tirato fuori gli occhiali scuri che era costretto a portare per via della sua allergia alla luce del sole.
Si ferm alla Stazione dei carabinieri in fondo alla piazza centrale di Greve per avere indicazioni precise sulla dislocazione della villa, e magari qualche informazione sugli inquilini.
Gente un po' strana disse il maresciallo di Greve a Guarnaccia mentre prendevano un caff al bar l vicino. Oltre la porta aperta la piazza brulicava di gente allegra, forse perch la giornata era cos bella. C'era profumo di pane fresco e di fuoco di legna che si mescolava all'aroma del caff. Ma non ci hanno mai dato problemi. Vuoi che ti accompagni?
No no. Voglio solo vedere il posto e sentire se qualcuno degli inquilini conosce la proprietaria. Tu la conosci? Una certa signora Vogel, tedesca.
Conoscevo il proprietario precedente, lui era tedesco, ma  morto da tanto. La villa viene affittata tramite un'agenzia - si vede l'ufficio laggi sotto i portici, fra la banca e il giornalaio. Vuoi che vada a parlare con loro?
Se non hai troppo da fare.
Non abbiamo molta criminalit, a Greve. Devo vedere una vecchietta che, per un motivo o un altro, tutti i giorni denuncia i suoi vicini ma, dopo questo, posso passare dall'agenzia. Vieni a trovarmi al ritorno.  bellissima, quella villa, ma vedrai come  stata trascurata.
Era davvero bellissima. Il maresciallo scese dalla macchina, prese una grande boccata di aria pura e si ferm a guardare. Intorno alla villa c'era un grande giardino e, oltre quello, il luogo era circondato da un annoso bosco di querce i cui vivaci colori autunnali creavano un forte contrasto con le colline immerse nella foschia, che si stendevano fino all'orizzonte. Una gran parte dell'intonaco si era staccato dalla facciata della villa e una delle persiane scrostate era appesa di sbieco. Anche se non era a pi di cinque o sei minuti di macchina dal paese, c'era un silenzio quasi innaturale. Cos profondo che il maresciallo sussult quando una grande foglia bagnata sfior la sua spalla cadendo a terra con un lieve fruscio. La terra umida era coperta da uno strato di foglie marce gialle e rosse che nessuno doveva avere mai cercato di togliere. Camminandoci sopra il maresciallo gir intorno all'edificio fino al retro. L c'era una piscina ma dentro non c'era acqua. Mancavano molte piastrelle e anch'essa era piena di foglie morte.
Il silenzio fu improvvisamente rotto da un trillo musicale, seguito da una pausa e poi da una melodia suonata molto piano. La musica proveniva da una stanza al piano terra dove le persiane e la finestra erano aperte. Il maresciallo si avvicin e guard dentro. Era la cucina. Era grande, e in mezzo c'era un tavolone di legno circondato da sedie impagliate. Su una di queste era seduto un giovanotto dai capelli biondi che suonava il flauto. Quando vide il grosso uomo in divisa e occhiali scuri continu a suonare, fissandolo tutto il tempo. Il maresciallo rimase l fissandolo a sua volta, cogliendo tutto con i suoi enormi occhi: dal maglione da sci dall'aspetto costoso, all'acqua sul fornello che cominciava a bollire.
Posso aiutarla?
Il giovane stava ancora suonando. Era qualcun altro che aveva parlato. Qualcuno era arrivato dall'altro lato dell'edificio e aveva raggiunto il maresciallo. Un altro giovane, poco pi che un ragazzino, magro e dai capelli castani, vestito di jeans e una vecchia giacca di tweed.
Ho visto la sua macchina afferm quando il maresciallo si volt per guardarlo, ma la sua affermazione aveva il tono di una domanda.
Sto facendo un'indagine disse il maresciallo sulla proprietaria di questa villa, la signora Hilde Vogel. Lei la conosce?
No. Ho affittato la casa tramite un'agenzia. Avevano messo un annuncio sul Times.
Sul...?
Times. Il giornale di Londra.
Ho capito. Lei  inglese. Da quanto tempo abita qui?
Quasi un anno. Dipingo. Sembrava considerare questo come un'ampia spiegazione, poich non aggiunse altro. Il giovane nella cucina stava ancora suonando, guardando incuriosito da dietro il suo flauto.
 un suo amico? chiese il maresciallo indicando il musicista.
No.  appena arrivato. Si chiama Knut.  norvegese. Non so nulla di lui a parte che parla male l'inglese.
L'italiano lo parla?
Non ho idea. Vuole che glielo chieda?
S.
Il ragazzo inglese faceva trasparire una certa diffidenza che poteva essere scambiata per cortesia ma, nonostante un forte accento e la grammatica non perfetta, parlava l'italiano con una sicurezza apatica che il maresciallo trovava quasi arrogante, anche se non sapeva esattamente perch. Ora stava parlando con il flautista ma quest'ultimo fece solo un cenno negativo con la testa e continu a suonare.
Gli chieda se conosce la proprietaria di questa villa insistette il maresciallo.
Questa volta il giovane smise di suonare, disse qualcosa e scroll le spalle prima di riprendere.
No,  arrivato tramite agenzia, come me.
Chi di voi  John Sweeton?
Io sono John Sweeton rispose l'inglese, correggendo la pronuncia del maresciallo.
Il maresciallo tir fuori il suo taccuino.
E Graham... Non riusciva a pronunciare il cognome, ma John Sweeton intervenne subito:
Graham non  stato qui per pi di due settimane, anche se  arrivato a luglio pi o meno nello stesso periodo di Christian. Ha pagato il resto dell'affitto per la sua stanza come nel contratto e poi se n' andato in Grecia.
Chi  Christian? Il nome non era sulla lista di inquilini del capitano.
Non so il cognome. Sta qui ma va e viene.
Ora  qui?
No, non c'.
Quando pensa che torner?
Non so. Va e viene come vuole, come tutti noi.
Il maresciallo cominciava a sentirsi un pesce fuor d'acqua ed era propenso a essere d'accordo con il suo collega. Gente un po' strana.
Ma ha detto che sarebbe tornato?
Perch doveva dire qualcosa? Le sue cose sono ancora qui e quindi presumo che torner, tutto qua.
Perch non ha un contratto come voi altri?
Deve chiedere a lui. Forse lui conosce la proprietaria.
Il maresciallo non disse nulla. I suoi grandi occhi stavano di, nuovo vagando per la cucina e sul suo contenuto.
Se vuole entrare e guardare bene, disse Sweeton seguendo il suo sguardo, pu farlo.
Non ho un mandato.
Sweeton scroll le spalle. Nonostante questo commento del maresciallo non dimostr curiosit sul perch si facevano queste indagini sulla proprietaria. Dopo un attimo di esitazione il maresciallo decise di entrare. Sweeton gli faceva strada in maniera disinteressata.
Nessuno usa molto le stanze del piano terra. Pi che altro ognuno sta nella propria stanza.
La maggior parte delle persiane erano chiuse, e il maresciallo si tolse gli occhiali per vedere meglio nella penombra. Le stanze di ricevimento principali erano arredate poco ma bene, con pesanti mobili antichi. I pavimenti di terracotta erano polverosi, e sotto i mobili c'erano mucchietti di segatura, segno che i tarli erano al lavoro. Tutto emanava odore di muffa. Le scale e il passamano erano di pietra grigia e liscia.
La mia stanza. Il letto era disfatto e c'erano quadri accatastati contro le pareti. Un paesaggio dipinto male in stile moderno era appoggiato su un cavalletto. Accanto, sul pavimento, c'era un fiasco di vino e un bicchiere. Stavo lavorando quando lei  arrivato. La stanza accanto alla mia era quella di Graham. Ora  vuota. Immagino che la prender Knut. La vuole vedere?
No.
Il bagno  in cima a quei due scalini.
Lavori di restauro erano stati iniziati nel bagno, ma lasciati a met. Le piastrelle erano state tolte dalle pareti, lasciando scoperto il cemento grezzo. I sanitari erano verdi tranne una vasca bianca molto vecchia con segni di ruggine dove il rubinetto aveva gocciolato per anni.
La stanza di Christian  dall'altro lato del pianerottolo. Le altre stanze non sono usate. Il maresciallo diede solo un'occhiata attraverso la porta che era stata lasciata leggermente aperta. Il letto di Christian era rifatto e la camera abbastanza in ordine. C'erano molti libri tascabili. Nei pochi secondi che rimase a guardare, il maresciallo comprese tutto. Quello di cui non era sicuro era se John Sweeton avesse notato quello che aveva notato lui. Dal suo comportamento non si capiva. Comunque il maresciallo aveva visto quello che aveva visto. Una cintura di pelle che ciondolava dal comodino e accanto un limone tagliato in due ormai raggrinzito. Probabilmente le altre cose erano nascoste dietro a una pila di libri ma, anche senza vederle, il maresciallo sapeva che c'erano.

5.

Allora, al ritorno, mi sono fermato dal maresciallo di Greve.
Non le ha saputo dire niente? La voce dall'altra parte della linea sembrava stanca. In effetti il capitano era rimasto sveglio praticamente tutta la notte ad aspettare che i suoi uomini in borghese tornassero dai loro giri per piazze e bar dove si confondevano con i tossicodipendenti nella speranza di trovare il nuovo fornitore.
Beh, aveva parlato con l'agente che aveva ricevuto istruzioni di non affittare pi una volta scaduti i contratti attualmente in vigore. Pare che la villa dovesse essere restaurata. A parte quello, ha saputo dirmi solo che questi giovani non gli avevano mai dato problemi. Sembra che si tenessero molto sulle loro, non ci sono mai state lamentele. Certo, si trovano in un posto molto isolato, dove possono combinare qualsiasi cosa senza che nessuno lo venga a sapere.
E lei crede che stiano combinando qualcosa?
Sono sicuro che uno di quelli che stanno l fa uso di eroina. Ho dato un'occhiata alla sua stanza e ho intravisto in giro le solite cose...
Ci ha parlato?
Non c'era. Va via spesso e nessuno sa dov'. Quando torna bisognerebbe parlarci - a proposito, il suo nome non figurava nell'elenco di contratti che ha trovato, quindi varrebbe la pena sapere se per caso conoscesse la proprietaria e fosse l magari per un accordo amichevole - anche se potrebbe trovarsi l abusivamente. Ho chiesto al maresciallo di lass di tenere d'occhio la villa e di farmi sapere quando si fa vivo il ragazzo.
Bene. Se non c' altro...
Solo una cosa, signor capitano insistette il maresciallo lentamente, facendo una pausa per mettere in ordine le immagini e le parole. Quello che succedeva alla villa non gli piaceva per nulla, ma gli era difficile spiegare la sua inquietudine.
Allora?
C'era un altro ragazzo... Graham... qualcosa, mi aveva dato il suo nome...
Allenborough. Crede che sia tossicodipendente anche lui?
Non c'era.  partito...
Ho capito. Allora l c'era solo una persona?
No, c'era anche un altro, un norvegese che  appena arrivato... Il maresciallo si sentiva come in un territorio sconosciuto. Quello che sto cercando di dire  che questo Graham che  partito... il ragazzo inglese mi ha detto che aveva pagato l'affitto secondo il contratto ed  andato in Grecia, cos, all'improvviso. Lei mi aveva detto che l'affitto era molto alto, allora pensavo che era un po' strano, andare via cos... Non riusciva proprio a spiegarsi.
Probabilmente spieg pazientemente il capitano sono giovani che appartengono a famiglie ricche che si possono permettere di fare quello che vogliono.
Il maresciallo si arrese, aggiunse soltanto: Le mander il mio rapporto scritto. Niente di nuovo sul personale dell'hotel?.
Stiamo ancora facendo degli accertamenti, ma  un lavoro lungo e non ho pi di un uomo libero per lavorarci su. Per ora non si  trovato nulla di interessante. Nel frattempo, ho preso contatti con l'avvocato della signora Vogel, che  svizzero. Mi richiamer domani mattina dopo essersi sentito con la banca di Mainz. Sarebbe una buona cosa se lei andasse dal suo parrucchiere - ci passa durante il suo giro di alberghi,  in via Guicciardini. Si chiama Antonio.
Me lo posso immaginare, pens il maresciallo, cupo, un altro bel tipo come quel receptionist.
Cercher di passarci stasera prima che chiudano.
Ma quando riattacc torn a pensare alla villa con il suo odore di foglie marce fuori, nel parco, e di muffa dentro le stanze. Il suono del flauto in tutto quel silenzio, e il ragazzo inglese cos sicuro di s che non poteva avere pi di diciannove o vent'anni. E quei segni eloquenti accanto al letto dell'altro ragazzo, la cintura penzolante e il limone rinsecchito.
Si alz lentamente dalla scrivania, abbotton la giacca e prese la fondina dal gancio dietro la porta. La cosa non gli piaceva per nulla e gradualmente stava cominciando a capire perch. Perch se davvero appartenevano a famiglie cos benestanti, allora avrebbero dovuto essere a casa loro, a studiare o a lavorare, a farsi una carriera sfruttando tutti i vantaggi di cui disponevano. Invece andavano alla deriva sprecando il loro tempo e drogandosi come quei poveri disgraziati disoccupati che frequentavano il centro della citt. Come il ragazzo che era morto due settimane prima per la dose tagliata male e di cui conosceva i genitori. Decise, mentre chiamava il brigadiere Lorenzini, che sarebbe uscito di nuovo, e che sarebbe passato a trovare i genitori mentre andava a vedere il parrucchiere.

Antonio!
Cosa c'?
Qualcuno per te!
L'atmosfera era soffocante, satura di odore di capelli bagnati e shampo caldo. Dopo due minuti l dentro, il maresciallo cominci a sudare. Il riflesso di una dozzina di occhi che lo fissavano dagli specchi non lo aiutava certo. Tra tutti quei camici di stoffa sintetica rosa e celeste tenue, il maresciallo si sentiva consapevole ancora pi del solito della propria mole e della propria divisa nera, e non sapeva dove mettersi per non essere d'intralcio a tutti gli assistenti indaffarati con i loro vassoi e asciugamani.
Finalmente apparve Antonio. Non portava il camice come le ragazze ma una camicia blu a pois e un foulard di seta celeste annodato intorno al collo.
Posso aiutarla?
C' un posto dove possiamo parlare? chiese il maresciallo, spostandosi per fare passare una signora con la testa avvolta in un asciugamano rosa.
 successo qualcosa? Se  per quella signora di sopra che si lamenta perch uso tutta l'acqua...
No, no...  per una delle vostre clienti, ma preferirei se possiamo...
Ma certo! La Vogel!
Sa gi tutto?
La moglie del direttore dell'Hotel Riverside viene qui a farsi i capelli.  venuta proprio ieri. Infatti  stata lei a consigliare la signora Vogel di venire da me - un momento... Caterina! La signora Fantoni  asciutta?
Ancora cinque minuti.
Vado nel retro per un momento... No, aspetta a sciacquare, quel colore ha bisogno di altri due minuti. Vai a pettinare la ragazzina. Da questa parte..., maresciallo, vero? Non ho un ufficio, ma forse Marina ha una cabina libera...
La manicure alz lo sguardo dalla bacinella dove era a mollo la mano di una signora anziana. La numero tre  libera. Ho appena spento la cera.
Perfetto. Da questa parte, maresciallo.
La cabina era cos piccola che c'era appena spazio per tutti e due in piedi accanto al lettino coperto da un lenzuolo di carta. Un forte odore di cera d'api proveniva da uno strano apparecchio in un angolo. Al contrario del direttore del Riverside, Antonio risult avere molto pi buonsenso di quanto potesse apparire a un primo sguardo.
Non saprei come poterle essere di aiuto inizi.
Cominci col dirmi tutto quello che sa della signora. Stiamo cercando di stabilire che tipo di vita conduceva, chi frequentava.
Eh! Difficile. Mi  sempre sembrata una persona solitaria.
Niente uomini?
Beh, da come parlava, no...
In che modo?
Ironico. Non so... un po' amareggiata. Si curava molto. Per esempio veniva qui tutte le settimane, ma questo lo sapr gi. Mi ricordo che un giorno disse che a volte si chiedeva se ne valeva la pena - scherzando, capisce - e che se le cose non miglioravano si sarebbe fatta suora. Parlava spesso cos.
Ma senza spiegare perch?
Preciso.  incredibile come parlano volentieri alcune donne, mi raccontano tutto, ma lei era piuttosto riservata, faceva solo qualche commento strano, come quello.
Lei sapeva che la signora era proprietaria di una villa vicino a Greve?
Questo me lo aveva detto, molto tempo fa, l'avevo quasi dimenticato. L per l mi ero chiesto perch non ci andasse ad abitare. Gliel'ho anche chiesto, ma non sembrava entusiasta di abitare fuori, in campagna, da sola, il che  comprensibile.
Le ha detto chi ci abitava?
Mi sembra che abbia detto che l'aveva affittata ma non ho idea a chi.  passato veramente tanto tempo.
Non le viene in mente altro, qualsiasi cosa? Antonio esit.
Anche se non le sembra importante potrebbe essere utile per noi disse il maresciallo per incoraggiarlo.
Non  quello...  che in realt sono solo pettegolezzi. A fare questo mestiere ne sento di tutti i colori, ma non racconto nulla. Non amo i pettegolezzi.
In questo caso i pettegolezzi ci potrebbero aiutare a scoprire chi l'ha uccisa e perch.
Allora  vero quello che mi ha detto la moglie del direttore? Credete che sia stata uccisa?
S.
Ah. Allora se  cos... Una signora che ha un appuntamento fisso pi o meno alla stessa ora della signora Vogel mi ha raccontato di aver visto la signora in un ristorante, insieme a un giovane. Molto giovane, praticamente un ragazzino. Davano l'impressione di essere molto intimi. Mi ha detto che si parlavano sottovoce. Preferirei che non si venisse a sapere che questo gliel'ho raccontato io - voglio dire per i giornali e cos via. Se crede che sia importante le posso dare il nome della signora, cos pu parlare con lei.
Grazie.
Un uomo giovane, praticamente un ragazzino. Il maresciallo stava pensando di nuovo alla villa, e la storia gli piaceva sempre meno.

Quanto tempo fa sar stato?
Le dico il giorno preciso, era il 27 agosto. Da quando  morto mio marito non vado spesso al ristorante, ma quel giorno mio figlio ha insistito per portarmi fuori, perch era il mio compleanno -  per questo che sono sicura della data.
Un mese prima della sua morte.
 vero. Mi dispiace farla stare in cucina, ma devo preparare la cena.
Accanto, nella sala da pranzo, la tavola era apparecchiata per due e alla televisione c'era il telegiornale delle venti. Nella casa tutto appariva tranquillo e ordinato, cos come la donna, che ora stava mettendo a scaldare una minestra. Al maresciallo non dava l'impressione di una pettegola.
 riuscita a vedere bene questo giovane?
Non proprio. La signora Vogel non mi aveva vista e non volevo attirare l'attenzione guardandola troppo. Non volevo metterla in imbarazzo.
Comunque, lo ha raccontato al signor Antonio.
Ha ragione. Non avrei dovuto dirlo. Era solo che la signora era in ritardo per l'appuntamento e lui stava dicendo che forse si era fatta suora davvero. Era una battuta che aveva detto la settimana prima. Non mi sembrava che ci fosse del male nel raccontarglielo. Dopo tutto lei aveva il diritto di fare quello che voleva. Ma l'uomo sembrava poco pi di un ragazzino, il che, devo ammettere, mi ha scioccata un po'. Capisce?
S.
Forse mi  sembrato di cattivo gusto, perch io ho un figlio di quell'et. Forse lei sar stata un po' pi giovane di me, per... Crede che potrebbe avere a che fare con quello che le  successo?
Non lo so.
Perch non si siede?
Non si preoccupi. Non voglio disturbarla pi del necessario.
Penser che sono un po' maleducata, ma mangiamo sempre a ore molto regolari per via di mio figlio.  al secondo anno di architettura, ma da quando  morto mio marito deve occuparsi anche della ditta.  solo una piccola ditta di impianti di riscaldamento, ma deve stare l praticamente tutto il giorno, e allora deve studiare fino a tardi la notte.  per questo che devo avere la cena pronta quando torna. Mi dispiace. Devo solo preparare un'insalata. Non so cos'altro le potrei raccontare...
Qualunque cosa si ricordi dell'aspetto di questo giovane. Anche se non lo ha guardato bene, qualcosa l'avr pure notata.
Ah, s... Beh, mi ricordo che era alto e magro - almeno, visto che era seduto, probabilmente dava l'impressione di essere alto perch era magro. La signora abbass il fuoco sotto la minestra che cominciava a bollire e ci aggiunse un pizzico di sale.
E il colore dei capelli?
Biondi, mi sembra... forse castani chiari, non ne sono sicura.
Non ha sentito nulla di quello che stavano dicendo?
No, ma ho avuto l'impressione che la signora lo stesse pregando e sembrava molto turbata. Doveva essere turbata, perch altrimenti mi avrebbe vista. E poi... non ho potuto fare a meno di notare... la signora gli ha fatto un assegno. Ah...! La donna fece un lieve scatto.
Le  venuta in mente qualche altra cosa?
Ma la donna non lo stava ascoltando. Il suo orecchio allenato aveva captato il rumore della porta dell'ascensore che si chiudeva fuori, sul pianerottolo.
Questo  mio figlio, posso buttare il riso.

Quando il maresciallo torn alla sua Stazione, in ufficio c'era il brigadiere Lorenzini.
Tutto a posto?
Tutto sotto controllo, maresciallo. I ragazzi sono di sopra a prepararsi la cena. Quando avranno finito smonto dal servizio.
Puoi smontare subito. Hai gi fatto pi che abbastanza per oggi.
Lorenzini non se lo fece dire due volte e si alz per prendere il soprabito. Si era sposato e viveva fuori dalla Caserma solo da qualche mese.
La moglie e i bambini del maresciallo erano gi a Siracusa, ma presto sarebbero stati con lui. Mentre Lorenzini usciva di fretta, facendo un gran fracasso, il maresciallo cercava di immaginarsi come sarebbe stato riprendere la normale vita di famiglia. Ripensava allo studente di architettura che, tornando a casa, si trovava un piatto di minestra calda e la televisione gi accesa in quella ordinata sala da pranzo.
Nell'appartamento del maresciallo era buio. Invece di entrare, sal a vedere come stavano i ragazzi.
Anche loro avevano la televisione accesa per, accanto, c'erano due monitor a circuito chiuso che controllavano il cancello d'ingresso. La stanza era calda e piena di vapore.
Cosa si mangia stasera?
Pasta al pomodoro e peperoncino - la specialit di Di Nuccio.
Allora buon appetito!
Altrettanto, maresciallo. Buonanotte.
Erano le nove passate. Il maresciallo si mise a sedere nel suo ufficio per scrivere il brogliaccio per il giorno dopo, sperando che non arrivassero chiamate impreviste per i suoi ragazzi. Dopo si rec nel suo appartamento e accese la luce in cucina. Anche lui mise una pentola d'acqua sul fuoco e apr l'armadio per prendere un vasetto della conserva di pomodoro fatta da sua moglie. Erano quasi otto ore che non mangiava e l'odore della cena degli altri gli aveva risvegliato l'appetito. Aspettando che l'acqua bollisse, ripensava ai vari giovani con cui, per un motivo o un altro, aveva avuto a che fare durante la giornata. Prima, quelli della villa in campagna, uno dei quali poteva benissimo essere stato l'amante della quarantottenne Hilde Vogel. Poi, il ragazzo morto per droga a diciotto anni, dai cui genitori in lutto si era recato quella sera. Poi il giovane che doveva portare avanti la ditta di famiglia, cercando di studiare di notte per la laurea. Per ultimo, ai suoi ragazzi di sopra che si preparavano la cena, ognuno di loro a centinaia di chilometri dalla propria casa e dalla famiglia. Era come se tutti questi giovani vivessero in mondi completamente diversi. Specialmente quelli della villa, che vivevano in un mondo che il maresciallo non capiva proprio.
Comunque, per quel giorno aveva fatto tutto quello che poteva, l'indomani aveva preso la giornata libera, e se tutto andava bene, il capitano non avrebbe pi avuto bisogno di lui per il caso Vogel. Sarebbe stato felice di non essere pi coinvolto in quella storia. Non poteva immaginarsi che di l a poco sarebbe successo qualcosa che lo avrebbe coinvolto molto pi profondamente, causandogli pi angosce di qualunque altro caso affrontato prima.

6.

Il problema con Guarnaccia, pensava il capitano Maestrangelo mentre l'autista, lottando nel traffico dell'ora di pranzo, lo stava conducendo in periferia verso Novoli, era che non diceva mai molto. Sembrava solo emanare sospetto o inquietudine. Era anche vero che, una volta sulle tracce della sua preda, la seguiva faticosamente ma inesorabilmente fino a prenderla, anche se ci fossero voluti degli anni. Ma non avevano anni a disposizione. Quello che avevano era Bandini a capo dell'indagine, un sostituto procuratore piuttosto irritabile, il quale aveva chiaramente fatto capire che si aspettava subito dei risultati. Al capitano, Bandini non era mai piaciuto e non era certo il tipo da apprezzare il ponderoso Guarnaccia. La macchina si ferm a un incrocio pieno di traffico per far passare una folla di ragazzini in grembiule che tornavano a casa da qualche scuola l vicino.
Quella mattina, non appena terminato di leggere il rapporto che il maresciallo gli aveva mandato, era stato tentato di chiamarlo, ma aveva riattaccato il telefono senza chiedere il numero. Dopo tutto, il maresciallo aveva preso il giorno libero. Il capitano sapeva che stava pretendendo troppo da tutti i suoi uomini e lo sapeva bene. Alla fine, dopo aver confrontato il rapporto di Guarnaccia con le dichiarazioni del personale dell'albergo, decise di uscire da solo.
La macchina ripart per rimettersi in coda al semaforo successivo.
Il problema era che disponeva di una serie di fatti sconnessi, fra nessuno dei quali pareva esistere una correlazione. Secondo il receptionist dell'albergo, Hilde Vogel faceva periodicamente dei viaggi all'estero. Parigi, Vienna e Bruxelles erano alcuni di quelli che si ricordava. Tutti gli inquilini di quella villa erano giovani stranieri, il che poteva far pensare che la signora li avesse rimorchiati durante questi viaggi e che gli annunci sui giornali, se veramente esistevano, fossero una copertura. Al maresciallo del posto, l'agente immobiliare di Greve aveva saputo dire solo che riceveva le domande che arrivavano e preparava i contratti.
Ma se era veramente cos che la signora li conosceva, avrebbero pagato un affitto cos alto? Non era plausibile. Perch l'affitto era un fatto concreto, questo almeno l'agente lo aveva saputo dire con certezza.
Ora stavano percorrendo un largo viale fiancheggiato da fabbriche, distributori di benzina e palazzi popolari.
Solo due dei fatti emersi sembravano avere qualcosa in comune. Circa un mese prima della sua morte, Hilde Vogel era stata vista in un ristorante insieme a un giovane alto e, all'incirca nello stesso periodo, un uomo alto era andato a trovarla all'Hotel Riverside. Questi fatti non corrispondevano con la data dell'assassinio, ma almeno sembravano combaciare tra di loro.
Credo che sia qui a sinistra disse l'autista all'improvviso, interrompendo i pensieri del capitano. Brutta zona, questa.
L'auto si ferm davanti a un palazzo identico a tutti gli altri palazzi. Era una bella giornata di sole, ma un vento freddo faceva volare le cartacce sul largo viale.
Aspettami qui, disse il capitano scendendo non dovrei metterci pi di mezz'ora.
Mentre saliva al quinto piano nel piccolo ascensore, pens di nuovo che sarebbe stato meglio se ci fosse stato anche il maresciallo. Lui era molto pi bravo a trattare con questa gente.
La signora Querci?
La donna che aveva aperto la porta sembrava sorpresa, ma cap quasi subito il motivo della visita.
Immagino che vorr parlare con mio marito?
S. Spero che sia sveglio.
Si accomodi. Era apparsa una bambina che fissava il capitano, tutto il tempo aggrappata alla gonna della sua mamma.
Mi dispiace disturbarvi a casa, ma  una cosa piuttosto urgente.
Non c' problema. Abbiamo appena finito di mangiare.
La signora lo accompagn comunque nella piccola cucina dove i piatti erano stati tolti e sul tavolo c'era una macchina da scrivere. La bambina li segu e si arrampic su uno sgabello all'angolo del tavolo dove c'erano un quaderno e dei pennarelli colorati. L'appartamento era molto caldo e nell'aria c'era ancora odore di cibo.
Faccio dei lavori di dattilografia per arrotondare lo stipendio. La donna aveva un bel viso, quasi da ragazzina, con il naso all'ins, ma il fisico cicciottello, troppo largo ai fianchi, indicava che doveva avere sui trentacinque anni. Mio marito rientrer subito. Dopo pranzo scende sempre al bar a comprare le sigarette e a prendere il caff.
Io non lo bevo mai. Prego, si sieda.
Grazie. La bambina continuava a fissare il capitano, ma quando lui la guardava, lei abbassava lo sguardo e cominciava a colorare freneticamente.
Mio marito non dovrebbe metterci molto ripet la donna, non sapendo cos'altro dire. Dopo un breve silenzio, la signora parve essersi resa conto di essere stata maleducata e aggiunse: Mi dispiace, non posso offrirle nemmeno un caff.  che mio marito va sempre a prenderlo al bar, capisce, e io non...
Non si preoccupi. Ho gi preso il caff ment il capitano, che non era riuscito nemmeno a pranzare. Suo marito non dorme di giorno?
Solo fino all'ora di pranzo. Se no, finirebbe per non avere neppure il tempo di vivere una sua vita, fuori dal lavoro.
Capisco. Dev'essere difficile anche per lei.
Difficile? Non pu immaginare. Non  uno scherzo rimanere da sola di notte in un quartiere come questo. Ho dei vicini bravi ma comunque, dopo otto anni di questa vita, non ne posso pi...
La signora si ferm all'improvviso e disse alla bambina: Vai di l a fare i tuoi compiti.
Ma li sto facendo qui.
Fai come ti ho detto. Su.
La bambina scese dallo sgabello, raccolse il suo quaderno e i pennarelli e diede un ultimo sguardo all'uomo in divisa mentre usciva.
Anch'io ho lavorato in un albergo continu la donna appena fu chiusa la porta. Anzi,  cos che ci siamo conosciuti, a Milano. Adesso che le era passata la timidezza iniziale sembrava contenta di avere qualcuno con cui parlare. Ero sempre stanca morta e non  che la paga fosse cosa di cui vantarsi. Se fosse per me, lui avrebbe gi smesso, gliel'ho detto, ma lui non  abbastanza deciso.
Il capitano si ricord della descrizione del portiere di notte fattagli dal maresciallo, una persona mite, che si accontentava di poco.
Non mi fraintenda,  un buon marito, ma il lavoro in albergo non fa per lui. Poi, quando capita una brutta faccenda come questa, rimani coinvolto, che tu c'entri o meno. Lui doveva smettere prima, quando siamo venuti via da Milano.
Immagino che sia difficile trovare un altro lavoro.
Per nulla,  proprio questo il punto! Vede, mio padre ha un negozio di alimentari in centro - io sono nata e cresciuta qui - e ce lo avrebbe venduto volentieri, a rate. Avrebbe dovuto essere gi andato in pensione da parecchio tempo. Ma per gli uomini l'orgoglio viene sempre prima di tutto, anche prima del bene della famiglia e Mario non ne vuole sapere finch non riesce a mettere insieme i soldi per un anticipo, come mio padre riuscirebbe ad avere da chiunque altro. Beh, pu immaginare cosa vuol dire cercare di mettere da parte qualcosa con lo stipendio di un portiere di notte! Sono anni che cerco di convincerlo, ma non si smuove! Shh! Questo  lui.
Mentre la porta si chiudeva piano sentirono la voce della bambina: C' un carabiniere! Posso venire con te in cucina?.
No. Continua a fare i tuoi compiti, da brava.
Avevi detto che mi aiutavi. L'avevi promesso.
Fra un minuto vengo ad aiutarti. Ora vai.
La porta di cucina si apr. Mario Querci sembrava diverso, pi giovane, con i jeans e il giubbotto. Il capitano lo aveva visto solo con l'abito nero che portava in servizio all'Hotel Riverside.
Mi dispiace disturbarla a casa cominci il capitano. Non fa niente. Immagino che sar di nuovo per la signora Vogel - non si alzi, mi metto qui.
Con tre adulti, la cucina era sovraffollata. Dall'appartamento accanto si sentiva litigare.
Tutto quello che sapevo l'ho raccontato al maresciallo disse il Querci.
S, me ne rendo conto. Infatti  proprio di una cosa che ho letto nella sua dichiarazione che le volevo chiedere. Ha detto che circa un mese fa  venuto un uomo a trovare la signora Vogel.
 vero. Ma sempre al maresciallo dissi che non mi ricordavo la data esatta e che non ho modo di controllare, dato che non era un cliente.
Di questo me ne rendo conto. Quello che ci sarebbe utile  una chiara descrizione di quest'uomo.
Capisco. Il problema  che cos tante persone entrano ed escono...
Quello che mi interessa  la sua et.
Beh... non sono bravo a giudicare l'et delle persone, ma direi che avr avuto circa cinquant'anni.
Cinquanta...
La delusione del capitano gli si doveva leggere in faccia, perch Querci continu: Come ho detto, non sono bravo con le et. Potrei essermi sbagliato di cinque anni in pi o in meno.
Ma non di trenta! Allora erano di nuovo punto e a capo con un mucchio di fatti sconnessi.
Aveva i capelli grigi, di questo sono abbastanza sicuro continuava il Querci, cercando ancora di aiutare.
Va bene. Allora grazie. Scusatemi ancora per il disturbo. Il capitano si alz.
Fu la signora ad accompagnarlo alla porta. Dal piccolo ingresso riusc a scorgere quello che avrebbe dovuto essere il salotto. C'era un divano, ma le due poltrone erano ribaltate l'una sull'altra, e la stanza era stata trasformata in una camera da letto. La bambina era stesa su un letto pieghevole con il suo quaderno e i pennarelli.
Alla porta, la signora Querci guard dietro a s come se volesse dirgli qualcosa in privato ma l'appartamento era cos piccolo che si sentiva ogni parola. Alla fine la signora usc fuori sul pianerottolo.
Volevo solo dire che... non lo coinvolgerete mica pi del necessario? Nonostante quello che ho detto,  una brava persona.  solo che  sfortunato. Sembrava sinceramente preoccupata, forse si vergognava anche un po' per il suo comportamento di prima. Non avrei dovuto parlare in quel modo, ma a volte... chiusa qui dentro tutto il giorno. Spero che capisca.
La prego, signora, non si preoccupi. A volte fa bene sfogarsi con un estraneo.
 proprio cos. A un estraneo si possono dire cose che normalmente non si direbbero.
Ma non nel mio mestiere, pensava il capitano scendendo in ascensore. Fu tentato di fermarsi un attimo a Palazzo Pitti - solo per aggiornare Guarnaccia - ma di nuovo si ricord che era in licenza e che sicuramente aveva i suoi problemi di cui preoccuparsi.

No no! Non hai capito... Non continuare a interrompermi.
Non ti sto interrompendo. Ho solamente chiesto se mi sentivi!
Non urlare. Certo che ti sento.
Ma la moglie del maresciallo non era mai convinta, anche se riusciva a sentire benissimo lui. A peggiorare le cose, la comunicazione andava e veniva, cos lui perdeva qualche parola che lei aveva detto e questo la faceva urlare ancora di pi. Lui stava diventando un po' rosso in viso.
Quello che sto cercando di dire  che i ragazzi hanno bisogno dello spazio pi di noi. Non sto dicendo di spostare i letti nella loro stanza, ma di dargli la nostra stanza che  pi grande - d'altra parte, dov' che dovrebbero studiare? A noi basta anche meno spazio.
Non vedo perch non puoi aspettare che arriviamo su prima di decidere. Salva, mi senti?
Perch ci sar il caos. Sto cercando di organizzare le cose.
Preferirei che aspettassi. E poi, perch non possono studiare in cucina come hanno sempre fatto e dove li posso tenere d'occhio?
Con la televisione l?
Spostiamo la televisione. C' il salotto.
Non c' bisogno di urlare, ti...
Tu aspetta che arrivi io. Sistemer tutto. Continui a telefonare e ci sta costando un patrimonio. Lo sai che quando abbiamo fatto mettere il telefono eravamo d'accordo di telefonarci una volta alla settimana come abbiamo sempre fatto.
In realt lei chiamava quanto lui, ogni volta con qualche problema nuovo a cui non avevano pensato prima.
Allora, lascia i bambini con mia sorella, come avevamo detto prima e tu vieni su prima per sistemare le cose.
Ero io che dicevo di fare cos e tu hai detto di no!
Bene, ora sto dicendo di s. Dopo tutto, se a me non mi fai fare nulla...
Va bene. Parler con Nunziata e vedr se  ancora disposta. Hai lavorato tanto?
Abbastanza. I soliti problemi con i drogati. Non aveva nessuna voglia di parlare del caso Vogel con il quale sperava di avere finito.
Oh Dio, Salva... comincio a preoccuparmi per i ragazzi. Dopo tutto, stanno crescendo. Qua non succedono quelle cose, non come a Firenze.
Ormai non possiamo pi cambiare idea. Lo sai che per avere un trasferimento laggi avrei forse dovuto aspettare degli anni.
S, hai ragione...
Non cominciare a preoccuparti. Andr tutto bene. Ma lui stesso pass quasi tutta la notte a preoccuparsi e non riusc a dormire quasi per niente. Ogni volta che cominciava ad addormentarsi faceva lo stesso sogno in cui cercava di consolare i genitori del ragazzo morto per droga per poi capire che erano loro a consolare lui che aveva perso i suoi due bambini, e che il loro figlio era l a guardare, vivo. Preso dal panico andava in giro per tutta Firenze a cercarli per poi ricordarsi che erano ancora gi a Siracusa. Fu anche contento di trovarsi a occhi bene aperti prima che suonasse la sveglia. Si sent comunque pesante e depresso tutta la mattina e le tre ore che era obbligato a fare il noioso lavoro d'ufficio non contribuivano a distrarlo. Quando il diversivo arriv si era appena rilassato sulla sua poltrona per fare un pisolino dopo pranzo. E questo non fu l'unico motivo perch risultasse sgradito.
Maresciallo, c' il capitano Maestrangelo al telefono per lei.
Se era per quella maledetta signora Vogel...
Passamelo di qua. No, aspetta, lo prendo nel mio ufficio. Addio pisolino. Signor capitano?
Ho bisogno del suo aiuto per il caso Vogel.
Ho capito.  successo qualcosa?
S.  successo qualcosa. Stamani il sostituto ha dato il permesso di togliere i sigilli dalla stanza della signora. Il direttore si stava lamentando e non sembrava esserci motivo di rifiutare. I sigilli sono stati tolti subito prima di pranzo. Dopo pranzo la cameriera  salita a preparare la stanza per il prossimo cliente. Non entrer in tutti i dettagli, li sentir quando arriva qui. Per farla breve, qualcuno  entrato in quella stanza e l'ha perquisita. Io voglio sapere chi  stato e perch.
Ci sarei andato io, continu ma ho quattro uomini fuori che stanno pedinando uno piccolo spacciatore che non abbiamo mai visto da queste parti, un marocchino. Credo che finalmente ci siamo e voglio essere in continuo contatto radio con loro.
In parte era vero. Questo caso non solo stava prendendo gran parte del suo tempo ma anche molte delle sue risorse mentali, il che rendeva difficile concentrarsi su qualunque altra cosa. Era anche convinto che fosse proprio Guarnaccia la persona capace di scoprire la verit sulla signora Vogel.
Il maresciallo non era del medesimo parere. Riattacc il telefono e, di cattivo umore, cominci a infilarsi la fondina. La cosa peggiore era che la protagonista di questo nuovo episodio sarebbe stata sicuramente quella cameriera odiosa che leggeva solo oroscopi e che non ci pensava due volte a dirgli di farsi gli affari suoi.
Lorenzini! Si affacci alla stanza del piantone. C' qualcosa che non va, maresciallo?
No... No. Tutto sotto controllo?
Abbastanza tranquillo. La pattuglia  andata su al Forte Belvedere. I residenti si stanno lamentando di uno strano odore.
Avrebbero dovuto chiamare i vigili.
L'hanno fatto. Sono stati i vigili a chiamare noi.
Mmm. Beh, non capisco perch... Che tipo di odore strano?
Di Nuccio ha detto di formaggio...
Formaggio? Proprio quello che ci mancava. Stava cercando gli occhiali scuri in una tasca dopo l'altra. Io esco.
Forse era solo per evitare che la cameriera lo confondesse o lo irritasse fin dall'inizio che decise di parlare per primo con il direttore, il quale stava gironzolando ansioso nell'ingresso quando il maresciallo entr nell'Hotel Riverside.
Prego, da questa parte.
Preferirei parlare qui, se per lei  lo stesso. Il maresciallo aveva un presentimento indefinibile che fosse l'ingresso la chiave dell'intera faccenda, se solo fosse riuscito a capire come.
Era evidente che per il direttore non era per nulla lo stesso, avrebbe tanto preferito tenere l'intruso in uniforme fuori dalla vista dei suoi clienti, ma non poteva certo dirlo. Il maresciallo pass dietro il banco. L si sedette pesantemente sullo sgabello del receptionist e si guard intorno in silenzio. Era quasi certo che qualcuno fosse riuscito a lasciare l'albergo portando un cadavere con nulla addosso tranne una pelliccia. Da dove era seduto vedeva diritto nella sala della colazione. Un po' pi a sinistra c'era l'ascensore che aveva una porta a vetri, accanto a questo c'era il montacarichi di servizio e le ampie scale con la moquette azzurra. Alla sua destra c'era la porta girevole dell'unica uscita. Un gruppo di quattro turisti di mezza et scesero dall'ascensore e uscirono, carichi di guide e macchine fotografiche.
Dov' il receptionist? chiese dopo un momento.
Nel mio ufficio, la sta aspettando insieme alla cameriera e alla donna delle pulizie. Immaginavo che avrebbe voluto parlare con loro.
S. Ma non si mosse. I suoi grandi occhi continuarono a scorrere lentamente su tutto quello che c'era in vista. L'idea che qualcuno avesse cercato di uscire dalla porta girevole con quel carico ingombrante e con il rischio di scontrarsi con altri era assurdo. Allora, l'ascensore. Direttamente gi fino al garage deve c'era la macchina che lo aspettava? Ma vedeva benissimo l'interno dei due ascensori e il rumore di uno che scendeva sarebbe stato chiaramente udibile nelle prime ore del mattino, quando nell'albergo c'era silenzio. Mario Querci, il portiere di notte, insisteva sul fatto che non aveva visto n sentito nulla, anche se era stato seduto proprio l.
Dov' il bagno? chiese il maresciallo quasi a se stesso.
Mi scusi?
Il portiere di notte. Non pu stare seduto qui tutta la notte senza andare in bagno. Dov'?
Ah, ho capito. Dietro di lei, sullo stesso corridoio della mia stanza e dell'ufficio amministrativo. Tra le due stanze c' un bagno per il personale.
Mmm. Comunque, uno al piano di sopra che aspettava di uscire con il cadavere non aveva modo di sapere...
Dopo avere atteso con evidente impazienza per qualche altro momento, il direttore disse seccamente: Non riesco proprio a capire cosa c'entra con...
Cosa? interruppe il maresciallo, tornando improvvisamente in s.
Stavo per dire che la sua domanda non sembra avere molto a che fare con quello che  appena successo.
Almeno potrebbero mandare qualcuno un po' pi sveglio!
No... ammise lentamente il maresciallo probabilmente no...
Per la prima volta guard con attenzione il direttore che era rimasto dall'altra parte del banco e che sembrava decisamente agitato. Era un uomo grande e imponente con i capelli grigi e gli occhi penetranti.
Lei  del Nord...? Fu una constatazione pi che una domanda.
Di Milano.
 vero... il capitano Maestrangelo me lo aveva accennato... E il proprietario di questo albergo?
 milanese anche lui. Ha un altro albergo a Milano. Vuole venire nel mio ufficio o ha intenzione di interrogare qui il personale? Le devo fare presente che per rispetto ai miei clienti...
Va bene disse il maresciallo con calma. Va bene. Ci parler nel suo ufficio se preferisce. A proposito, che fine ha fatto il cane?
Il cane? Ah, il cane della signora Vogel. Lo abbiamo fatto sopprimere.
L'animata conversazione, in pieno svolgimento quando il direttore apr all'improvviso la porta del suo ufficio, si ferm di colpo all'apparire del grosso uomo in uniforme dietro a lui.
Per prima voglio parlare con la cameriera disse il maresciallo con un sospiro quasi udibile. Aspett che la porta si chiudesse dietro agli altri prima di sedersi pesantemente sulla poltrona girevole del direttore e fissare la ragazza con uno sguardo che la diffidava dal fare la sfacciata. Risult non essere necessario. Appariva adesso una creatura spaurita con un viso magro e senza colorito, continuamente girava col dito ciocche di capelli neri e flosci sfuggite all'elastico.
Si  presa paura, eh? chiese il maresciallo dopo averla osservata per qualche secondo.
Vorrei anche vedere. Gino dice che avrei potuto essere benissimo aggredita, o anche uccisa.
Gino le ha detto cos, eh? Ma lei non ha visto chi era?
No.
Allora non credo che abbia da preoccuparsi. Mi racconti cosa  successo, dall'inizio alla fine.
Beh, stamani  venuta della gente - sar stato poco prima di pranzo - per dire al direttore che poteva usare di nuovo la stanza della signora Vogel. Erano due uomini e hanno tolto i sigilli dalla stanza.
Sa esattamente che ore erano?
Di preciso, no, ma sar stato quasi mezzogiorno perch, quando sono andata in cucina a pranzare, loro erano ancora di sopra.
E ha pranzato con il suo amico Gino?
No, lui deve mangiare alle undici perch serve ai tavoli. Dopo sono uscita a prendere un caff.
Con chi?
La mia mamma. Fa la custode in una scuola qui vicino e quando lei esce andiamo sempre a prendere un caff insieme.
Sempre nello stesso bar?
Quasi sempre.  l'unico bar da queste parti dove non ci sono turisti e ci si pu mettere a sedere senza pagare di pi.
E ha raccontato a sua madre che stavano togliendo i sigilli dalla stanza?
Certo. Nessuno mi ha detto di non dirlo!
Va bene, va bene. Lo ha raccontato a qualcun altro?
Non ho visto altra gente. Qui dentro lo sapevano tutti. Scherzavano dicendo che c'era una maledizione sulla stanza. Il direttore si  arrabbiato. Mi sa che aveva paura che i clienti ci sentissero.
Che cosa  successo quando  tornata a lavorare?
Il direttore mi ha detto di preparare la stanza e sono andata nel magazzino della biancheria per prendere le lenzuola e gli asciugamani.
C'era qualcuno nella camera quando  arrivata lei?
No - voglio dire - s. Non ho visto nessuno, ma comunque...
Mi descriva quello che ha visto quando  entrata.
Sono passata per il soggiorno fino alla camera e ho messo le lenzuola e l'altra roba sul letto. Allora ho notato che un cassetto era leggermente aperto. Ho chiamata Dina che era nel bagno - voglio dire, pensavo che fosse lei. Si immagini se andavo l dentro e...
Perch ha pensato che fosse quella delle pulizie?
L'avevo sentita. Almeno, ho sentito qualcuno che si muoveva l dentro e il suo secchio teneva aperta la porta del bagno.
Cosa le disse?
Non me lo ricordo... qualcosa su di lei che giocava a fare il carabiniere... La ragazza arross. Credevo che stesse frugando nella stanza della Vogel per via del cassetto...
Ho capito. E non ha risposto nessuno, immagino?
Non ho aspettato una risposta. Avevo cominciato a mettere la federa su un guanciale e mi sono accorta che era scucita. Sono andata a prenderne un'altra. Allora ho incontrato Dina. Stava uscendo dalla stanzina dove tengono il sapone e roba del genere, con una bottiglia di alcol in mano.
Dove si trova questa stanza?
Al quinto piano, accanto al magazzino della biancheria.
E la stanza della signora Vogel  al terzo, dico bene?
S, allora non poteva esserci Dina l dentro, no?
Io le dissi che avevo sentito qualcuno e lei ha detto che dovevamo chiamare il direttore.
Non  tornata subito alla stanza per vedere se c'era ancora qualcuno?
Col cavolo! Abbiamo chiamato il direttore e ci  andato lui, Gino dice che ho fatto bene. Dice...
Lasci stare Gino per il momento. Avevano davvero dato abbastanza tempo all'intruso per scappare, ma non poteva certo farne una colpa a loro.  sicura che non  stato toccato altro nella stanza a parte il cassetto?
Il direttore ha detto che era un po' aperto anche lo sportello dell'armadio, ma io non ci ho fatto caso.
Va bene. Pu andare. Mi mandi la donna delle pulizie.
La donna delle pulizie, una signora grassoccia sulla cinquantina, conferm tutto quello che aveva detto la cameriera e dichiar risolutamente che non aveva nulla da aggiungere. Il maresciallo ci mise quasi mezz'ora per farle ammettere che i cinque minuti che aveva detto di essersi assentata dalla stanza per prendere l'alcol in realt erano stati probabilmente quasi quindici. Era riuscita a prendersi un caff veloce gi in cucina con qualche compagno prima di salire al magazzino del quinto piano. Con il receptionist fu la solita storia della notte dell'omicidio. Era rimasto al suo posto tutto il tempo e non aveva visto nessuno passare dalle scale o in ascensore.
Nemmeno un'anima. A quell'ora, i clienti che mangiano qui sono in sala da pranzo. Quelli che pranzano fuori, o non tornano fino a sera o tornano per un riposino nel pomeriggio, ma non cos presto. Per me  il momento pi tranquillo della giornata.
A che ora mangia?
A mezzogiorno. Di solito  il direttore che prende il mio posto. Lui non mangia mai prima delle due e mezzo, quando hanno finito gli ospiti.
Ha parlato con qualcuno dei clienti della faccenda dei sigilli?
Assolutamente no. Il direttore ci ha proibito di parlarne. Quella maledetta donna ci ha dato gi abbastanza guai, senza...
 stato al banco tutto il tempo da solo?
Certo.
 assolutamente sicuro di non essere stato distratto, non ha parlato con nessuno?
No! Cio, il Querci, il portiere di notte,  passato a prendere le sue scarpe, ma le posso assicurare che non ci ho parlato per pi di un minuto.
Perch, non le  simpatico?
No no.  una persona tranquilla, si tiene sulle sue. Non ho nulla da dire contro di lui.
Una rarit, pens il maresciallo.
Capita spesso che passi qua il pomeriggio?
No, solo a volte. Ma doveva prendere le scarpe, quelle che usa qui dentro, per portarle ad aggiustare. Se le era scordate la mattina quando  venuto via.
Cambia scarpe quando va via?
Lo facciamo tutti.  la regola dell'albergo. Per lavorare abbiamo delle scarpe speciali leggere.
E come pu essere sicuro che non  entrato qualcuno mentre parlava con lui?
Glielo posso assicurare! Si  preso le sue scarpe e se ne  andato. Nessuno poteva passare di qui senza che lo vedessi.
A parte quelli del personale.
Non la seguo.
Non ci farebbe caso se uno del personale le passasse davanti per andare alle scale o all'ascensore. Il direttore, per esempio?
Beh, se la mette cos... potrebbe anche essere...
Per esempio, dove si trovava il direttore quando lo hanno chiamato la cameriera e la donna delle pulizie?
Stava uscendo dall'ascensore. L'ho chiamato...
Vede! Il maresciallo lo fiss scuotendo la testa.
Senta... Non vi aspetterete che testimoni in tribunale per questa faccenda, spero. Ho risposto meglio che potevo alle sue domande, ma lei mi ha confuso!
Il maresciallo lo fiss con uno sguardo torvo. Lei pu andare. Dica al direttore che sto usando il telefono e che non voglio essere disturbato.
Fece il numero borbottando fra s e s.
Signor capitano? Sono Guarnaccia... S, ho appena finito. No, niente di concreto, ma ci sono alcune cose che andrebbero verificate. Non so se ha finito di controllare il passato del personale... No, non stavo pensando a qualcosa come dei precedenti penali, ma credo che sarebbe una buona idea chiamare quelli di Milano... l'altro albergo, s. Quando avr delle informazioni ci potremo muovere. Comunque... ci mancano tanti elementi. Sappiamo troppo poco sulla donna e su quello che faceva - e ancora non sono contento di come stanno le cose in quella villa. Tutti quei giovani... comunque, le faccio avere il mio rapporto. Come? Il sostituto procuratore? Non so cosa lei potrebbe dirgli di concreto. Aspetti... Gli dica che ci serve sigillare nuovamente la stanza, almeno finch non abbiamo sentito qualcosa da Milano. Il direttore di qui sar furioso, ma non ci posso fare nulla. Aspetter qui finch non  stato fatto, in modo che non capitino altre storie strane. Ma spero che non ci mettano tanto, devo tornare a Palazzo Pitti.

Quando rientr, i suoi due carabinieri lo stavano aspettando ansiosi.
La vogliono su al Forte Belvedere, maresciallo. Lorenzini  gi andato.  stato trovato un cadavere e pensano che si tratti di un altro morto per droga.
Il maresciallo, che aveva cominciato a sganciarsi la fondina, la riagganci e usc senza dire una parola.
Lorenzini si stacc dal gruppo di persone in piedi accanto a un cespuglio di rovi sul lato della stradina stretta e ripida che costeggia le mura della citt verso il Forte.
Se qui pu prendere lei il controllo della situazione io torno gi. Aveva il viso un po' verde.
 morto per droga?
 probabile. Questo  un posto dove vengono per farsi. Ora lo sta esaminando il medico.
Va bene, puoi andare.
Il medico stava uscendo da dietro i cespugli quando il maresciallo si un alla folla. C'era gente che guardava dalle finestre delle case sul lato sinistro della stradina. Il fotografo doveva gi essere andato via, ma il vigile era ancora l insieme a un magistrato che il maresciallo non conosceva. Il vigile era giovane e aveva un colorito verde come quello di Lorenzini. L'odore che proveniva dai cespugli era molto forte e sapeva decisamente di formaggio. Un'ambulanza stava aspettando un po' pi in alto lungo la stradina.
Il maresciallo aspett impassibile dietro i suoi occhiali scuri mentre il dottore parlava con il magistrato.
 un peccato che tutto il corpo non fosse immerso nel fossato. Con il fatto che la testa  rimasta fuori dall'acqua i topi non vi hanno lasciato nulla da identificare. Come pu giudicare dall'odore, il cadavere  saponificato e quindi  rimasto in quel posto caldo e bagnato per almeno una quarantina di giorni, probabilmente anche un paio di mesi. Direi che era giovane, ma mi sto basando pi che altro sui vestiti. Se lo volete muovere...
Il magistrato fece cenno di s ai due portantini che aspettavano un po' a distanza, fumando. Il maresciallo, ancora in silenzio, li segu dietro i cespugli e guard gi nel fosso dove la prima cosa che vide nell'acqua furono le suole di un paio di scarpe da ginnastica. L'acqua della piccola sorgente gorgogliava attorno al cadavere, portando con s foglie morte e frammenti di rifiuti.
Nonostante la grande attenzione che misero nel muovere il cadavere reso pesante dall'acqua assorbita, la testa ormai scheletrica si stacc e dovette essere portata a parte. Una delle mani giallastre e cerose aveva una specie di braccialetto di cuoio pitturato.
Il vigile accese la sua radio e cominci a parlare. L'ambulanza and via. Alcuni di quelli che stavano guardando dalle case vicine chiusero le finestre.
E ancora il maresciallo non disse una parola.

7.

Pensiamo che lui sospetti di essere pedinato!
Ne siamo sicuri...
Per, gli siamo rimasti dietro lo stesso e quando si  incontrato con gli altri due...
Aspetta! Prima,  entrato in un bar, ed  l che sono riuscito ad avvicinarmi...
Uno alla volta disse il capitano. I suoi quattro ragazzi in borghese avevano fatto irruzione nel suo ufficio alle sei del pomeriggio e avevano accatastato le loro ricetrasmittenti sulla sua scrivania. Erano tutti senza fiato, ansiosi di parlare, e il capitano era costretto a interromperli di continuo.
Dov' che si  incontrato con gli altri due?
L vicino a Ponte Vecchio, sotto l'arco...
Riusciresti a riconoscerli?
Certo! Specialmente la ragazza, aveva due... mi scusi, signore - ma aveva una maglia molto scollata.
Questi ragazzi erano con il capitano da pochi mesi. Erano pieni di entusiasmo e avevano l'energia e la determinazione che questo tipo di lavoro richiedeva. Ma erano molto giovani e non avevano esperienza. Era sempre il solito problema. Gli uomini con esperienza non possedevano quell'energia inesauribile e non potevano facilmente confondersi nei gruppi di tossicodipendenti come potevano fare loro.
Cosa vi fa credere che pensi di essere pedinato?
Il fatto che, dopo essersi incontrati, si sono avviati verso la stazione camminando in fila indiana e molto distanti tra loro.
Allora, se  cos, doveva saperlo davvero. Probabilmente ha saputo qualcosa.  improbabile che sia riuscito a individuare qualcuno dei ragazzi, sembravano veramente una banda di scippatori disgraziati in cerca della borsetta di qualche turista per procurarsi la prossima dose.
Siete riusciti a mangiare qualcosa?
Nulla fino alle tre del pomeriggio! E anche allora solo un panino! Scommetto che lui non aveva fatto colazione alle sette come noi!
Comunque, ora andate a mangiare, poi tornate qui. Voglio darvi gli ordini per domani.
Continuiamo a pedinarlo?
No. Dubito che vi abbia riconosciuti, ma se sospetta di essere pedinato non si far vedere insieme al fornitore, ed  quello che vogliamo beccare. Per qualche giorno lo lasceremo stare e lavoreremo con gli informatori. Vi passo su un'altra indagine.
Vedendo svanire l'entusiasmo dalle loro facce e apparire un'espressione delusa, come se si trattasse di una punizione, aggiunse: Avete fatto un buon lavoro e non posso correre il rischio che riesca a individuarvi. Sarei costretto a togliervi dal caso definitivamente. Per ora, vi trasferisco al caso Vogel per qualche giorno.
Quella storia della straniera con la pelliccia?
La loro delusione era evidente. Mentre uscivano uno di loro si volt per dire: Abbiamo sentito che ieri  stato trovato morto un altro ragazzo, su vicino al Forte. Lei pensa che anche questo sia morto per una dose tagliata male e che sia legato magari a questo caso?
Non sarebbe stato facile trasferire la loro attenzione. No disse il capitano. A giudicare dai rilevamenti preliminari del medico,  accaduto troppo tempo fa. Sbrigatevi a mangiare qualcosa.
Quando furono andati via alz il telefono. Passatemi il maresciallo Guarnaccia della Stazione di Palazzo Pitti. La prima cosa che disse il maresciallo fu: Ha avuto il mio rapporto?.
Ce l'ho davanti agli occhi. Sembra si tratti di un'altra morte per droga, ma probabilmente per overdose, nulla a che fare con il caso in corso perch, secondo il medico,  successo parecchio tempo fa.
S, parecchio tempo fa...
Non sar andato lass per farsi da solo, e dato che non aveva documenti con s  probabile che li abbiano fatti sparire i suoi compagni prima di abbandonarlo per non essere coinvolti come testimoni.
 probabile.
Beh, vedremo cosa ci dir l'autopsia. La chiamavo per aggiornarla sul caso Vogel. Mi ha richiamato l'avvocato. La banca a Firenze della signora era la Steinhauslin. L aveva un conto estero e una volta al mese mandava assegni a una banca di Mainz nella Germania Federale su un conto intestato a H. Vogel.
Mandava i soldi a se stessa?
Sembra proprio cos. Tra l'altro gli assegni versati, a parte quelli dell'affitto della villa, provenivano sempre da una banca di Ginevra ed erano sicuramente dei trasferimenti dal proprio conto di lass.
Mmm... Tutto questo non diceva molto al maresciallo, che non aveva mai avuto altri soldi oltre allo stipendio da carabiniere.
Ho informato il sostituto procuratore e ora stiamo aspettando per vedere se l'avvocato viene fuori con qualcosa d'interessante dalla Germania. Abbiamo bisogno di saperne di pi sul passato della donna. Per quanto riguarda la ricerca di testimoni, siamo a un punto morto. Nessuno ha visto gettare il cadavere in Arno.
Potrebbe essere successo pi a monte, dove non ci sono case?
No. A giudicare dall'ora della morte e dalla lentezza del fiume, che era molto basso, la donna  stata quasi certamente buttata da uno dei ponti del centro, probabilmente quello pi vicino all'albergo.
Ho capito.
Ci sono delle teorie alternative ma nessuna che possa essere considerata plausibile. Se fosse stata uccisa in macchina su una qualche stradina deserta, per giustificare la quantit di tempo che il cadavere  rimasto in un'unica posizione dopo la morte, sarebbe accaduto a qualche ora di macchina da Firenze. Nessuno rischierebbe di guidare tutti quei chilometri con un cadavere in macchina per poi cercare di disfarsene nel centro della citt quando lo avrebbe potuto gettare nel fosso pi vicino.
No...
Sembra certo che sia stata uccisa nella propria camera da letto e tenuta l fino alle prime ore del mattino, quando il rischio che qualcuno vedesse portare via il cadavere era minore.
S... anche se qualcuno avrebbe voluto farcelo credere...
Non ne valeva la pena.
Suppongo di no... Stavo pensando a quella villa e al ragazzo nel ristorante.
Tutto questo potrebbe non avere nulla a che fare con l'assassinio.
 vero. Da Milano non ha saputo nulla?
S e no. C' stato un incidente, nell'altro albergo dello stesso proprietario, come aveva suggerito lei. Ma non ha portato a niente. Infatti, i nostri hanno avuto difficolt a scoprirlo perch non  mai stata fatta una denuncia. Alla fine hanno avuto le informazioni da un cameriere in pensione. Le far avere i dettagli. Ufficialmente, non ha direttamente a che fare con questo caso, non pu essere considerato come una prova.
Ha deciso cosa fare?
Il sostituto procuratore dar l'ordine di rimuovere i sigilli domani sera. Chiunque sia entrato l'altra volta  stato disturbato e probabilmente non ha trovato quello che cercava. Mi potrei anche sbagliare, ma vale la pena tentare. Se si rif vivo noi saremo l ad aspettarlo.
Ho capito. Il maresciallo toss e non disse nulla.
C' qualcosa che non va?
Il maresciallo toss di nuovo prima di dire lentamente: Quel ragazzo....
Quello del ristorante?
No, no... Quello che abbiamo trovato ieri.
Fu solo allora che il capitano si rese conto che il maresciallo lo aveva ascoltato solo per dovere. Se si fosse espresso come avevano fatto i suoi ragazzi, quel caso della straniera con la pelliccia, non avrebbe potuto essere pi esplicito. Gli ordini erano ordini e venivano sempre rispettati, ma non era quello il modo per ottenere il meglio dalle persone in un lavoro come quello. Solo la mattina del giorno prima aveva avuto l'impressione che Guarnaccia stesse cominciando a muoversi in quel suo modo lento e inesorabile verso chiunque avesse ucciso Hilde Vogel. Ora, per via del drogato morto, lo aveva perso. Era di nuovo solo. Nonostante tutto, disse solamente: Crede di sapere chi era?.
No, non ne ho idea... non  questo. Ma il dottore ha detto che potrebbe essere morto da due mesi.
Cos sembra.
Due mesi... e nessuno... deve pure avere avuto dei genitori da qualche parte.
Stamani  uscito un articolo sul giornale che potrebbe dare dei risultati, anche se nel caso Vogel non  servito a granch.
Ma il maresciallo non si faceva distrarre.
Questo giovane, praticamente un ragazzino. Perch dopo due mesi nessuno  venuto a cercarlo? Dov' sua madre?
Deve tenere presente che molti dei giovani tossicodipendenti che girano per Firenze non sono di qui, e non sono il tipo di persone che scrivono tutte le settimane a casa. Probabilmente i suoi genitori non hanno idea di dove si trovi da molto tempo e non sospettano che possa essergli successo qualcosa.
Quando il maresciallo non rispose disse: Pronto?  ancora in linea? Potrebbe anche essere straniero, sa. Pensi a quei ragazzi lass in quella villa....
Ma il maresciallo non abbocc. Comincer a controllare nei consolati disse. Per prima cosa, domani mattina.
Il capitano ci rinunci e riattacc.

Il maresciallo fu di parola. Si alz con il sole e part con la sua Cinquecento ad affrontare il traffico dell'ora di punta con gli impiegati che correvano verso l'ufficio e i bambini che intasavano le vie strette, strillando e chiacchierando prima di precipitarsi verso il cortile della scuola all'ultimo squillo della campanella. Bench le giornate fossero ancora calde, a quell'ora c'era una fredda nebbiolina autunnale e la gente indossava gi il cappotto. I turisti si erano ridotti a un numero ragionevole e i grandi caff avevano tolto i tavolini all'esterno. La citt stava riprendendo il ritmo invernale adesso che i fiorentini ne erano tornati in possesso.
C'era qualcosa che sua moglie gli aveva detto di fare quella mattina, pensava il maresciallo, mentre una moltitudine di giovani in motorino sfrecciavano accanto alla sua macchina. Lo aveva chiamato di nuovo la sera prima. Di qualunque cosa si trattasse, doveva aspettare. Parcheggi il pi vicino possibile al consolato britannico, torn indietro a piedi sul Lungarno brulicante di gente e sal la scalinata di marmo bianco fino al primo piano. Rimase l per circa un quarto d'ora e and via sapendone quanto prima. Gir l'angolo e si diresse al consolato francese. Ogni visita andava pi o meno allo stesso modo. Per prima cosa gli mostravano un cartellone dove erano attaccate le foto delle persone che si ritenevano scomparse a Firenze. Ogni volta doveva spiegare che le foto non gli erano d'aiuto perch il ragazzo non aveva pi una faccia. Potevano invece essergli utili l'altezza, il colore dei capelli e l'et. Gli furono mostrate le foto di due ragazzi di sedici anni che erano scomparsi tre giorni prima. Uno aveva i capelli neri e l'altro li aveva rossi. Cosa ci facevano in vacanza da soli a quell'et? C'era un marito che era scomparso durante una gita in pullman. La moglie aveva mandato una foto di lui seduto su una sdraio nel giardino della loro villetta in periferia. La mattina procedeva e il maresciallo, mentre camminava lentamente per le strade sotto il tenue sole, cominciava a chiedersi se era cos dappertutto oppure se era solo l'Italia che attirava i fuggitivi dal resto dell'Europa.
All'una si rimise in macchina, sbattendo lo sportello tre volte perch non si chiudeva mai, e ritorn verso la sua Stazione nel traffico intenso dell'ora di pranzo. Stava rimuginando perplesso. Quando Lorenzini lo ricevette dicendo Ha chiamato sua moglie..., borbott soltanto: La richiamo dopo pranzo e and nel suo appartamento per riflettere in pace.
Emerse due ore dopo, annunciando che stava per uscire di nuovo e and via in macchina, con il viso pesante e inespressivo dietro gli occhiali scuri.
Stette via molto tempo. Quando rientr apr per abitudine la porta della stanza del piantone per vedere se tutto andava bene, ma non disse nulla ai due ragazzi, li guard con un'espressione assente e poi richiuse la porta. And nel suo ufficio, si sedette lentamente alla scrivania e rimase un momento assorto con le sue grandi mani posate sulle ginocchia. Respirava pesantemente come se fosse turbato. Guard il suo orologio che segnava le sei meno cinque. Poi guard il telefono e allung una mano, ma invece di prendere il ricevitore, accese la luce da tavolo perch stava gi facendosi buio.
Dopo essere rimasto ancora un po' seduto, mormor fra s e s: Mah... e sbuff.
Rimase a lungo a fissare con i suoi occhi sporgenti la parete di fronte dove c'era una cartina del centro di Firenze con la sua zona contornata di rosso.
Mezz'ora pi tardi, quando si affacci Lorenzini, il maresciallo stava laboriosamente riempiendo il brogliaccio per il giorno dopo e sembrava di cattivo umore.

Il capitano non riusciva a decidersi se andare a letto. Quella settimana aveva dormito veramente poco. Erano le dieci di sera. Era improbabile che succedesse qualcosa nelle prossime due ore, se qualcosa doveva succedere. Due dei suoi carabinieri in borghese, adeguatamente ripuliti e vestiti elegantemente, erano appostati al primo piano dell'Hotel Riverside. Nessuno li conosceva, dato che non avevano lavorato su questo caso fino ad allora. Tutto quello che richiedeva questo lavoro era la capacit di rimanere sveglio e ascoltare. Se l'intruso si fosse fatto vivo sarebbe stato facile prenderlo. Il capitano doveva solo aspettare, e non c'era motivo perch non dovesse dormire nel frattempo. Probabilmente lo avrebbe fatto se non avesse avuto quel sostituto procuratore alle calcagna giorno e notte. Maestrangelo era abituato ad attendere pazientemente e aveva fiducia nei suoi uomini, ma essere sotto pressione dall'esterno lo rendeva nervoso. Se fosse andato a letto non sarebbe riuscito a dormire. Il sostituto aveva addirittura cercato di pretendere che questa operazione avvenisse la notte prima.
Non vedo alcun valido motivo per perdere un altro giorno. Questa indagine si  gi trascinata troppo a lungo e devo dire che la sua attuale linea non ha prodotto molto.
Il capitano non poteva certo dire che questa linea era stata indicata dal sostituto procuratore stesso, il quale era troppo occupato con un processo in corte d'assise, molto pi al centro dell'attenzione dei giornali, per dedicarsi maggiormente a questo caso. Spieg invece con pazienza che fino a oggi non c'era stata una stanza libera su quel piano e che, anche se ci fosse stata, sarebbe sembrato piuttosto strano mettere e togliere i sigilli in un giorno senza nemmeno dare il tempo al direttore di far chiamare la procura dal suo avvocato per protestare.
Speriamo almeno che ne venga fuori qualcosa fu la battuta di chiusura del sostituto.
E se non fosse venuto fuori nulla?
Beh, alla fine ci sarebbero arrivati, ci voleva pazienza, ma col passare del tempo il sostituto sarebbe divenuto ancora pi assillante di quanto gi non fosse.
Il capitano decise di non andare a letto. Riemp un paio di ore con del lavoro di ufficio che non avrebbe avuto tempo di fare il giorno dopo se questa operazione avesse avuto successo.
Poi si alz per sgranchirsi e guard gi in strada sotto alla sua finestra. Una fila di auto del turno di mezzanotte della Radiomobile stava lasciando l'edificio. Sulle strade c'era ancora molto traffico, ma pochi pedoni. Un gruppo di persone si mise a litigare su qualcosa proprio sotto la sua finestra, poi entrarono nel portone principale, sicuramente per fare una denuncia. Ora poteva succedere qualcosa da un momento all'altro, al Riverside. Qualunque cosa stesse cercando l'intruso dell'altro giorno, doveva essere stata una cosa molto compromettente per giustificare un simile rischio. Doveva anche essere piuttosto sicuro che quella cosa non fosse stata trovata dagli uomini del capitano, poich altrimenti sarebbe stato interrogato, magari anche arrestato. Quello che il capitano sospettava era che non sapesse dove fosse nascosta. Se lo avesse saputo non avrebbe aperto sia l'armadio sia il cassetto.
Si rimise a sedere alla sua scrivania quando suon il telefono.
Pronto?
 il maresciallo Guarnaccia per lei, signor capitano.
Me lo passi. Cosa poteva volere a quell'ora? Non ci sar stato un altro morto per droga?
Signor capitano?
Sono io.
Mi hanno detto che era ancora nel suo ufficio, altrimenti avrei lasciato un messaggio per domani.
 successo qualcosa?
No no, niente... C' qualcuno con lei?
No, nessuno.
Ho capito. Comunque andrebbe bene anche domani. Immagino che sar molto impegnato, altrimenti non sarebbe ancora in ufficio a quest'ora...
Quando il capitano ebbe finito di spiegare che cosa stava succedendo, il maresciallo annunci: Allora verr subito da lei se non le dispiace.  per il caso Vogel.... E dopo un colpo di tosse e un borbottio incomprensibile, riattacc.
Stupito, il capitano si alz di nuovo e si mise alla finestra. Allora si era sbagliato. Per avrebbe giurato che Guarnaccia fosse partito su una pista tutta sua e avesse abbandonato il caso Vogel. Se cos era, allora qualcosa gli aveva fatto cambiare direzione di nuovo. Forse i genitori del ragazzo morto si erano messi in contatto. Comunque lo avrebbe saputo presto. La Cinquecento bianca del maresciallo arrivava scoppiettando lungo Borgo Ognissanti ed entr dal cancello. Il capitano si mise seduto ad aspettare.
Una volta che Guarnaccia fu entrato e si fu seduto pesantemente dall'altra parte della scrivania, risult evidente che non sapeva da dove cominciare.
Non saprei da dove cominciare, a dire la verit... Il maresciallo si guardava fisso le ginocchia.
Cominci dall'inizio sugger il capitano, chiedendosi che diavolo avesse da dire di cos complicato.
 difficile spiegare esattamente...
Perch per il maresciallo non c'era un inizio. C'erano soltanto persone, e un certo numero di immagini fissate nella sua mente. Un paio di scarpe da ginnastica che spuntavano da un fossato e l'acqua che ci scorreva intorno portando via le foglie morte. La villa polverosa e trascurata. Tutte quelle fotografie di giovani scomparsi attaccate alle bacheche nei consolati. Quella donna simpatica nell'appartamento ordinato che continuava a cucinare mentre diceva: Forse  perch io ho un figlio di quell'et....
E, a dire la verit, ci che lo turbava di pi era che un'ora prima si era ricordato all'improvviso che cosa gli aveva chiesto di fare sua moglie quella mattina. Avrebbe dovuto recarsi alla scuola media in piazza Pitti per iscrivere i suoi due figli. Invece, non solo si era dimenticato di farlo, ma aveva passato tutta la mattina a sparare a zero sui genitori negligenti. Fu quello che alla fine lo spinse a chiamare il capitano. Avrebbe aspettato fino a quando non fosse stato in grado di dare una parvenza di ordine logico alle sue sensazioni e sospetti, ma era cos pieno di rimorso per la sua stupidit che aveva avuto bisogno che il capitano gli confermasse che ci che aveva fatto durante la giornata era importante.
Ora stava seduto l con una serie di immagini ingarbugliate in testa e con il capitano che aspettava paziente davanti a lui. Con uno sforzo di volont il maresciallo alz gli occhi per fissarli sul suo ufficiale e cominci la sua storia dalla met.
Oggi pomeriggio sono stato all'istituto di Medicina Legale.
Il capitano non disse nulla ma lo guard solo un po' incuriosito. Continu, lasciando che a momenti i suoi grandi occhi vagassero per l'ampio ufficio e a momenti tornassero alle sue ginocchia; il maresciallo ogni tanto guardava il volto del capitano chiedendosi che tipo di impressione stava facendo, se ne stesse facendo.
Dopo tutto, non c'era nulla che si potesse definire concreto. Era partito per andare all'istituto di Medicina Legale senza un'idea chiara in testa. Sentiva solo il bisogno di vedere di nuovo il ragazzo senza volto, vederlo da vicino. Tuttavia, quando l'idea prese forma, fu come se fosse stata l tutto il tempo.
Al professor Forli piaceva sempre parlare e, anche se non aveva ancora cominciato a lavorare all'autopsia, accompagn lui stesso il maresciallo. Si trovarono l'uno di fronte all'altro con in mezzo il cadavere che giaceva in un cassetto refrigerato.
Conserviamo le parti smembrate separatamente aveva spiegato Forli mentre tirava fuori il cassetto. Ma dato che dalle spalle in su non c' praticamente nulla da vedere immagino che non le interesser.
No, no...
Se l'odore  troppo forte, le posso prendere una maschera.
Evidentemente il professore ne era immune.
Non importa disse il maresciallo. Era comunque cos preso da essere appena cosciente del cattivo odore di formaggio. Fiss assorto quello che restava del ragazzo e not gli eloquenti segni dei fori sulle braccia unte e giallastre.
 molto magro mormor dopo un momento.
La maggior parte dei tossicodipendenti lo sono. Anche se probabilmente questo aveva cominciato da poco. Non ci sono cicatrici sulle cosce.  probabile che cominci a lavorare domani su questo cadavere, se nel frattempo non viene fuori qualcosa di urgente. Il problema con un cadavere saponificato  che una volta che si secca diventa fragile, gessoso, quindi prima comincio meglio . Comunque, le posso dire subito che dentro sar un pasticcio e non potr dirle molto.
Ma se  conservato cos bene...
Il processo lavora dall'esterno verso l'interno, il che  utile nel caso di segni superficiali, come queste cicatrici lasciate dagli aghi, ma totalmente inutile se le interessa sapere l'ultima cosa che ha mangiato, il suo stato di salute, e cos via.
E la causa della morte...?
 una questione di fortuna. Il professore scroll le spalle. In questo caso abbiamo davanti la prova che lui era un tossicodipendente. A questo si aggiunge il fatto che  stato trovato in un luogo frequentato abitualmente dai drogati e l'assenza di documenti farebbe pensare a un'overdose. I suoi compagni avranno abbandonato il corpo. Ma non glielo posso provare. Del fegato non sar rimasto nulla da analizzare e anche il sangue sar decomposto. Sul viso e sul collo non c' rimasta pi carne, per esempio. E se fosse stato strangolato come la straniera con la pelliccia?  improbabile, ma quello che voglio dire  che non posso provare che sia andata altrimenti.
No... Fu allora che l'idea si materializz, o era emersa dalla sua coscienza come se fosse sempre stata l? Non pensava che il ragazzo fosse stato strangolato, anche se questa avrebbe potuto essere una ipotesi da vagliare.

Adesso guardava il capitano, osservandolo attentamente mentre questi aspettava che arrivasse al dunque. Poteva anche lasciare perdere la storia, perch era tutto troppo vago, ma continu gradualmente.
L'autopsia di questa signora Vogel...
S?
Non  che ne ha ancora una copia?
Ce l'ha il sostituto, alla Procura.
Questa era stata una mossa stupida, pens il maresciallo. All'Istituto di Medicina Legale doveva esserci stata un'altra copia. Sarebbe bastato chiedere al professore. Cos poteva rimuginare la cosa prima di esporsi.
Stavo pensando disse lentamente. Me ne ha fatto un riassunto, ma non ha detto... mi chiedevo se la signora abbia avuto un figlio?
S disse il capitano. Ne ha avuto uno.
Quanto tempo fa? C'era scritto?
Se mi ricordo bene, c'era scritto di una cicatrice che risaliva da quindici a venti anni prima.
Il maresciallo si rilass visibilmente e non si fece pi problemi a raccontare le immagini cos come gli venivano.
Il fatto  che quando parlavo con la donna che aveva visto la signora Vogel nel ristorante con il giovane, quasi un ragazzino... Beh, mi veniva da pensare che se lei stessa era l con suo figlio, perch anche la signora Vogel non avrebbe potuto essere l con il suo di figlio... Solo che non sapevo se ne avesse uno. E poi, quella donna non  stupida e di solito si capisce quando si tratta di madre e figlio... Ma vede, la signora Vogel viveva qui da quindici anni. Quello che sto cercando di dire  che, anche se era suo figlio, lo conosceva appena. Non potevano avere il tipo di rapporto... Non so se mi sto spiegando...
Continui.
Quei ragazzi nella villa... sono ancora convinto che ci dovrebbe parlare. Io non sono competente. Forse uno di loro conosceva la signora, non pagava l'affitto... E poi c' quell'altro che  sparito poco dopo che  arrivato qui. Dovrebbe essere andato in Grecia, per...
Sta pensando che il ragazzo morto potrebbe essere uno di loro? Che potrebbe essere il figlio della signora Vogel? Ma per quanto ne sappiamo noi potrebbe avere avuto una figlia - e quel ragazzo che lei mi dice essere andato in Grecia, aveva un nome inglese.
Se mi permette, questo non prova niente. E poi c' l'altro. Di lui non sappiamo niente. Non era sulla nostra lista di inquilini e neppure su quella dell'agenzia immobiliare. Non ho nessuna vera prova,  solo che le cose sono cominciate a succedere all'incirca quando sono arrivati quei ragazzi...
Questo era vero. La visita dell'uomo dai capelli grigi, il ragazzo nel ristorante...
Ma lei non fu uccisa che un mese dopo e a quel punto il ragazzo era gi morto puntualizz il capitano.
Potrei sbagliare insistette il maresciallo, ma il suo viso e la sua voce dicevano il contrario.
Andr a dare un'occhiata a questa villa.
Con un mandato aggiunse il maresciallo guardando le ginocchia.
Con un mandato. Ma non voglio pensare a cosa dir il sostituto...
Suon il telefono.
Pronto?
Lo abbiamo preso, signore! Ma ora non sappiamo cosa fare. Non lo possiamo arrestare in flagrante perch...
Cos' che  andato storto? Dalla stanza cosa ha preso?
 questo il problema, signore, non ha preso niente; allora...
Vi avevo detto di non disturbarlo! Di aspettare che uscisse!
Abbiamo aspettato, signore, ma  uscito a mani vuote. Cosa potevamo fare? Non lo possiamo arrestare, vero? Non soltanto perch si trovava nella stanza. D'altra parte...
No, non lo potete arrestare. Portatelo qui!
Il capitano scaravent gi il ricevitore. Aveva il viso pallido e tamburellava sulla scrivania con le dita. Per un po' si dimentic completamente della presenza del maresciallo che rimase in silenzio. Quando riusc a riprendere il controllo, disse brevemente:
Stanno portando qui il Querci.
Mah.
Se non parla lo arresto per reticenza. Se solo avesse trovato quello che stava cercando in quella stanza!
Forse...
Non solo lo arresto per reticenza, ma ricever una comunicazione giudiziaria per l'omicidio.
Potrebbe comunque essere che...
Chiamo subito il sostituto.  lui quello che voleva azione, quindi buttiamolo gi dal letto, cos ne vede un po'!
Il maresciallo decise che si era gi esposto abbastanza per quel giorno. Si alz borbottando qualcosa e il capitano lo lasci andare con un vago senso di sollievo per il fatto che era meglio non si trovasse l quando fosse arrivato il sostituto. Ma avrebbe riconosciuto questa sua piccola debolezza molto pi tardi, quando ebbe modo di pentirsene.

8.

La storia di Milano. Prima di tutto, vorrei sentire la sua versione dei fatti.
Non penso che mi creder. Sono sicuro che nessuno mi ha creduto, nemmeno mia moglie, anche se la questione  finita l.
Presumo che il direttore le abbia creduto.
Mi ha aiutato.  un lontano cugino di mia moglie.  per quello che  andata lass a lavorare. Non vuol dire che mi abbia creduto. Mi ha aiutato per via di mia moglie, la famiglia. Altrimenti...
Vorrei sentire comunque la sua versione dei fatti insistette il capitano garbatamente.
La sua rabbia era svanita nel momento in cui il portiere dal viso grigiastro era stato portato davanti a lui.
Alle domande formali, Intende rispondere alle domande? Intende dire la verit?, il portiere rispose di s solo alla prima. Alla seconda domanda, gocce di sudore gli apparvero sopra il labbro superiore.
 successo otto anni fa... Questo lo sapr gi.
Allora lei era il receptionist e faceva il turno di giorno?
S. La donna era nell'albergo solo da tre settimane. Aveva cominciato a stuzzicarmi fin dall'inizio, ma solo per scherzo. Le solite cose.
Ma poi  andata oltre?
Lei sa il tipo di donna che intendo. Ricca e annoiata, di una certa et. Un uomo in divisa, pagato per essere al loro servizio... per loro non  altro che un giocattolo. Non so se capisce quello che voglio dire.
La capisco. Nel corso della sua carriera anche il capitano ne aveva trovate una o due cos. Ci sono uomini che non sono contrari ad approfittare di una situazione del genere disse al portiere.
Ero sposato da poco e avevo appena saputo che mia moglie aspettava un bambino. Per di pi, lavorava ancora nell'albergo. Nella sua voce mite non c'era rabbia, ma il suo viso era arrossito.
Cosa  stato a fare precipitare le cose?
Una sera mi chiam per telefono dalla sua stanza. Stavo per finire il turno. Mi ricordo che dovevo accompagnare mia moglie dal dottore perch si sentiva poco bene.
I primi mesi furono difficili per lei.
E lei  andato nella stanza di questa donna?
A dire la verit, non le diedi molto peso. Mi aveva chiesto di imbucare una lettera mentre tornavo a casa. Vede, ero abituato a quel genere di comportamento e non avevo mai avuto problemi.
Tanto per cominciare non era vestita. Ancora non capii, perch era l'ora in cui i clienti si preparano per cena. Mi disse che aveva appena fatto la doccia. Portava un accappatoio. Mi diede la lettera - c'era veramente una lettera - e poi mi chiese di bere qualcosa con lei. Aveva una bottiglia di whisky in camera.
Lei rifiut?
S, ma lei non mi dava retta, continuava a parlare e vers due drink. Li pos tutti e due sul comodino e si stese sul letto. L'accappatoio non era legato...
Lei cosa ha fatto?
All'inizio rimasi l, impalato, a fissarla. Se prima di salire ci avessi pensato, sarei riuscito a uscire prima, ma mi prese alla sprovvista e non riuscii a fare altro che rimanere l a fissarla. Se avessi affrontato meglio la situazione, senza essere imbarazzato, avrei potuto cavarmela senza problemi. Se solo me ne fossi accorto prima! Non ci pensavo. Ero un po' preoccupato per mia moglie e non c'ero molto con la testa. Lei mi disse di prendere il drink. Pensavo di poterlo buttare gi in un sorso e andarmene subito. Ma quando allungai la mano me la prese e mi costrinse a toccarla. Fu allora che... non era giovane, capisce. Era una bella donna, sempre vestita elegante, ma aveva il seno... molto morbido e cadente...
Le faceva schifo?
No. Schifo, sinceramente no. Ero solo sorpreso, ero stato solamente con ragazze giovani - prima di sposarmi, voglio dire. In ogni modo lei mi deve aver letto l'espressione in faccia e dato che rimasi l senza fare nulla si tir su a sedere e cominci a insultarmi. Quando mi si avvicin con la faccia mi resi conto che doveva avere gi bevuto parecchio, prima che arrivassi io. Si strapp via di dosso l'accappatoio. Cosa c', sono troppo magra per i tuoi gusti? Non sono cicciottella come la tua mogliettina,  cos? Sai quanti uomini vorrebbero avere un'occasione come questa - e uomini di ben altra classe rispetto alla tua! All'improvviso cominci a ridere istericamente. Allora siamo arrivati d questo! Rifiutata da un essere come te!
Lei stava ancora quasi ridendo, ma cerc di darmi un violento colpo in faccia. Tentai di fermarla ma lei fu troppo veloce, il risultato fu che le graffiai leggermente l'avambraccio e il seno sinistro. Cercai di calmarla. Dopo tutto, quelli delle camere accanto dovevano averla sentita. Infatti, l'avevano sentita, e l'evidenza era ovviamente contro di me. Avevano sentito azzuffarsi e lei che urlava. Quando arrivarono alla porta per vedere cosa stava succedendo videro lei nuda e graffiata che piangeva, mentre cercava di spingermi fuori dalla stanza, e io che facevo resistenza perch stavo ancora cercando di calmarla. In effetti non posso dare la colpa a nessuno se non mi hanno creduto. Probabilmente non ci avrei creduto nemmeno io.
E l'ha accusato di averla aggredita?
S. Chiamarono subito il direttore. Ci fu una scenata terribile.
Ma so che non  stata fatta alcuna denuncia. I carabinieri di Milano non hanno nulla nei loro archivi.
Comunque lei insistette per chiamare i carabinieri. Quando arrivarono, era svenuta. Mi sa che doveva avere bevuto molto, infatti dopo mi  venuto il dubbio che stesse fingendo e che ci avesse ripensato a raccontare la sua versione dei fatti, come dire, ufficialmente. D'altra parte anch'io avrei dovuto raccontare la mia, e c'era anche il rischio che mi credessero.  partita il giorno dopo. Credo che il direttore le abbia offerto di annullare il suo conto a condizione che lasciasse perdere. Le ha anche raccontato che mi avrebbe licenziato e immagino che questo le abbia dato pi soddisfazione di tutto il resto.
E lei si  trasferito a Firenze?
Il proprietario di quell'albergo aveva appena comprato il Riverside e stava mandando gi un direttore. Io sono venuto con lui, e mia moglie ha smesso di lavorare, dato che comunque non stava troppo bene.
Sono loro che l'hanno obbligato a fare il portiere di notte o fu una scelta sua?
L'ha deciso il direttore.  per quello che sono sicuro che non abbia mai creduto alla mia versione. Ora ho meno contatti con i clienti. Devo ammettere che per me  stato un sollievo, anche se mi pagavano meno e c'era la bambina in arrivo.
Comunque, con una delle clienti lei ha avuto abbastanza contatto, pare.
Era quello che voleva lei, e dopo l'altra storia avevo paura... Mi volete arrestare?
Dipende da quello che mi racconter adesso.
Ma il mandato era sulla scrivania davanti al capitano. Inutile dire che il sostituto era rimasto l solo il tempo necessario per firmarlo ed era andato a letto, dando al Querci solo uno sguardo di sfuggita. Se quest'ultimo fosse stato arrestato o detenuto sarebbe tornato a interrogarlo il giorno dopo, quando gli tornava comodo.
Fu una storia come quella con la signora Vogel?
No. Non sarebbe giusto dire cos. Giusto nei confronti della signora, voglio dire, e ora che  morta...
Non  soltanto morta,  stata strangolata e gettata nel fiume.
Deve essere stata una specie di pazza.
Non so se la redazione lo accetterebbe... non se era soltanto una pazza.
Quel caso della straniera con la pelliccia.
L'unica persona che sembrava avere un po' di sensibilit o di rispetto per Hilde Vogel era quest'uomo tranquillo e disorientato seduto di fronte al capitano, ma fra i due giaceva sulla scrivania un mandato di arresto.
Eravate amanti?
No. Era una donna intelligente, anche sensibile, nonostante le piacesse nasconderlo. All'inizio avevo paura che si trattasse di un'altra storia come a Milano,  vero, ma lei era totalmente diversa. Pi che altro aveva bisogno di qualcuno con cui parlare... No, nemmeno quello, perch non parlava molto, a parte rare occasioni.
La signora parlava mai del suo passato, quando viveva in Germania?
Un paio di volte. So che suo padre fu ucciso durante la guerra e che, anche se era molto portata per le lingue, non ha mai avuto la possibilit di continuare gli studi. Era andata invece a lavorare in un negozio, quindi immagino che fossero a corto di soldi. Sua madre mor di qualche malattia poco dopo. Credo che fosse sposata, ma non parlava mai del suo matrimonio o di quello che le era successo dopo. Solo dell'infanzia.
Le parl mai di un figlio?
No, mai. Avevo l'impressione che fosse divorziata o che fosse rimasta vedova abbastanza giovane. Era sempre vaga su queste cose e io non ho mai insistito. Comunque... Ho raccontato al maresciallo che c'era sicuramente un uomo nella sua vita ma sono sicuro che non poteva essere suo marito.
Gli ha anche raccontato che c'era un'altra donna.
S. Ma non posso dirle pi di quello che ho gi raccontato al maresciallo. Erano solo degli accenni qua e l. E molto di quello che le sto raccontando l'ho solo intuito o supposto. Per esempio immagino che abbia sposato uno piuttosto ricco perch vivere al Riverside costa.
E il padre ucciso durante la guerra  una supposizione sua o lo ha detto la signora?
Sono abbastanza sicuro che me lo ha detto lei.
E le ha mai detto nulla della villa? Una villa vicino a Greve in Chianti?
No, mai.
Ho capito.
Non sembrava arrabbiato nemmeno adesso. Aveva delle occhiaie nere sotto gli occhi e probabilmente non aveva dormito bene a partire dal giorno in cui il capitano era andato a trovarlo a casa per fargli una domanda che poteva benissimo sembrare un pretesto. Non era difficile immaginarlo a letto sveglio durante la mattina a sentire la moglie che batteva a macchina e i vicini che litigavano oltre le pareti sottili.
La signora potrebbe avere avuto i suoi motivi per non raccontarmi niente disse a voce bassa. Dopo tutto, io non le ho mai raccontato di Milano.
D'altra parte, se tutto quello che cercava era qualcuno con cui confidarsi, sembrerebbe assurdo che le mentisse.
Tutti mentono, a volte anche alle persone pi vicine, non crede? Comunque, non penso che il problema fosse di avere qualcuno con cui confidarsi. Come le dicevo prima... non  facile da spiegare, ma a Milano anch'io ho vissuto da solo, prima di fare amicizia con mia moglie. Sono le piccole cose che ti fanno sentire solo. Non avere nessuno con cui sfogarsi alla fine della giornata, nessuno che ti prepara qualcosa di caldo quando hai un raffreddore. Quando aveva l'influenza o il mal di testa andavo a prenderle qualcosa in farmacia, quel genere di cose... E c' anche la mancanza di affetto. Non dico il sesso, solo dell'affetto normale di tutti i giorni, di un contatto fisico...
E tra lei e la signora Vogel che tipo di contatto fisico c'era? Lei ha detto che non eravate amanti.
Gliel'ho detto, non si trattava di sesso. A volte ne parlavamo, ma nulla di pi. Con il passare degli anni ci siamo abituati a questo tipo di rapporto intimo ma innocuo.
Allora, in tutti quegli anni non l'ha mai toccata?
A volte, quando aveva mal di testa, le massaggiavo il collo. Che ci creda o no, eravamo pi che altro come fratello e sorella. A vivere da sola come faceva lei...
Immagino che sar stata lei a scegliere di vivere da sola.
Non credo. Sono convinto che non era contenta della sua situazione, che si aspettava qualcosa di meglio, forse da quell'uomo di cui parlavo prima, ma le cose si trascinavano anno dopo anno.
Quindi le massaggiava il collo disse lentamente il capitano alla reception?
Come...?
Al maresciallo ha raccontato che fu l che avevano luogo i vostri incontri. Che la signora non riusciva a dormire e scendeva a chiacchierare con lei. E lei, ovviamente, non lasciava il suo posto.
L'atmosfera nella stanza era improvvisamente cambiata. Fino ad allora poteva essere una conversazione amichevole. Adesso gocce di sudore erano riapparse sopra il labbro superiore del Querci, anche se sembrava avere freddo. Quando non rispose, il capitano continu: Andava in camera della signora?.
Io... Non mi ricordo...
Lei  salito dalla signora la notte in cui fu uccisa.
Non ho visto niente, proprio niente!
Lei  salito in camera e, o ha visto cosa  successo oppure l'ha uccisa lei.
No! No, no!
Perch se non lo avesse fatto e si fosse trovato al suo posto, deve per forza avere visto non solo qualcuno uscire dall'albergo, ma qualcuno che portava il cadavere.
Non ho visto niente, non ho visto niente!
Tutti diciamo delle bugie. Me lo ha appena detto lei, no?
Si, ma sto dicendo la verit. Non ho visto niente. Le giuro che  la verit, qualunque cosa...
Qualunque cosa?
 la verit.
Se non  stato lei, di cosa ha paura? Cosa stava cercando stanotte in quella stanza?
Niente.
E l'altra volta? Anche allora non cercava niente? Anche l'altra volta  stato lei a frugare nella stanza, vero?
Non... Non me lo ricordo.
Cosa stava cercando stanotte?
Niente. Giuro che  la verit.
Smonter quella stanza finch non avr trovato quello che cercava lei. Se  l, io lo trover. Questo non potr che peggiorare la sua situazione.
Non ci posso fare niente. Sto dicendo la verit. Non cercavo niente.
E non ha visto niente. Chi  venuto a trovare la signora Vogel la notte in cui  morta - qualcuno che conosceva?
No.
Qualcuno che non conosceva? Un ragazzo o un uomo? Quale?
Non ho visto niente! Come faccio a dirle quello che non ho visto?
Il capitano sbatt la mano sul mandato. Lei si rende conto di cosa sta facendo? Se giura che la notte dell'omicidio nessuno  andato a trovare la signora, rimane lei l'unico indiziato!
Nessuno pu provare che l'ho uccisa se non l'ho fatto.
No. Nessuno poteva provare che ha aggredito la donna a Milano se non lo aveva fatto. Ma questo non ha impedito che lei perdesse il lavoro, non  cos?
S. Ora stava tremando e aveva le labbra secche e screpolate.
Il capitano suon un campanello. Porta dell'acqua e due bicchieri.
Il capitano diede a Querci appena il tempo di bere un po' d'acqua e continu con l'interrogatorio, anche se aveva poche speranze di concludere qualcosa. Se il portiere si fosse inventato una storia, una storia qualsiasi, sarebbe stato facile smontarlo, ma non inventava nulla. Continuava a dire Non lo so, Non me lo ricordo, Non ho visto niente.
Dopo essersi ripetuto e avere ascoltato le stesse risposte per un'altra ora, il capitano decise che una notte in cella avrebbe potuto fare pi effetto. Prima che portassero via il Querci, gli chiese: Vuole telefonare a sua moglie?.
Sono in arresto?
S.
Il viso del Querci divenne ancora pi pallido, come se stesse per vomitare o svenire, e non sarebbe stato il primo a reagire cos in circostanze del genere. Ma disse solo: No. Non mi aspetta a casa fino a domani mattina, comunque. Non avrebbe senso svegliarla.
Portatelo via.
Il capitano torn alla finestra e si stropicci il viso stanco tra le mani. Erano passate le tre del mattino e ora in strada c'era silenzio sotto la luce giallastra dei lampioni. Sotto uno di questi c'era un uomo con le mani in tasca che stava guardando in su verso la finestra.
Per l'amor di Dio...! Si volt e prese il telefono. Se quello l sotto  Galli, non lo fate salire. Ditegli di tornare domani.
Gliel'ho gi detto, signore.
Beh,  ancora qui fuori. Glielo dica di nuovo. Io vado a dormire.

Non che di solito Guarnaccia parlasse molto, ma quella mattina era particolarmente silenzioso. Era seduto accanto al capitano sul sedile posteriore della macchina con le mani piantate sulle ginocchia e con lo sguardo fisso davanti a s dietro gli occhiali scuri. Una volta che ebbero passato il paese di Greve, ogni tanto si sporgeva leggermente in avanti per dare indicazioni all'autista.
Per tutto il viaggio il capitano aveva cercato di illustrargli la storia del Querci, ma tutto quello che disse fu: Lo ha arrestato?.
Non avevo scelta.
Crede che racconter qualcosa stamani quando lo interrogher il sostituto?
Sono sicuro di no.
Dopo di che non disse pi nulla se non monosillabi e borbottii.
Sembrava soddisfatto perch stavano andando alla villa, ma nulla di pi.
Qui a sinistra.
Girarono a sinistra per una strada sterrata che attraversava i vigneti dove era gi iniziata la vendemmia. Ogni tanto fra i filari si vedevano due file di uomini e donne che tagliavano i pesanti grappoli d'uva e un trattore li seguiva in fondo al campo. Una macchina bianca veniva verso di loro lungo la stretta stradina e l'autista rallent accostando in uno slargo erboso. L'altra macchina venne avanti fino ad affiancarli, e il conducente si affacci per urlare:
Buongiorno!
Il capitano abbass il finestrino: Galli! Uno di questi giorni supererai veramente il limite!
Sa, non riuscivo a dormire disse il cronista un po' imbarazzato. A parte gli scherzi, se fossi in voi arresterei Sweeton. Quel ragazzo  un bugiardo nato.
Sfortunatamente non lo posso arrestare per quello.
Allora per droga. Credetemi, li so riconoscere. Cocaina, Cristo, da queste parti ci si sballa solo a respirare.
Da una fattoria vicina rigagnoli di acqua color del vino scorrevano in un fosso che costeggiava la strada e nell'aria c'era un aroma di fermentazione cos intenso da essere veramente inebriante.
Ho sentito che avete arrestato anche il portiere di notte.
Me lo immagino. Ma non cominciare a scrivere congetture, non ora, questo  un avvertimento.
Avvertimento ricevuto. Comunque, nessuno crede che sia stato lui, ve lo posso dire gratis. Quando  che ci date qualcosa da pubblicare sul caso della droga?
Quando abbiamo qualcosa da darvi. Ora levati di mezzo che mi stai bloccando la strada.
Con piacere. Io vado a dormire. Ma sono ancora convinto che dovrebbe arrestare quello stronzetto prima che scappi dall'Italia. E con questo, Galli and via, alzando polvere e facendo schizzare la ghiaia macchiata di vino.
Quando arrivarono, la villa sembrava deserta pi che mai. Il silenzio era cos profondo che udivano nella distanza i vendemmiatori che chiamavano per fare venire a prendere i secchi pieni. Comunque, questa volta affacciato alla finestra del primo piano dove c'era la persiana rotta, c'era un volto che guardava il loro arrivo. Scomparve quando scesero dalla macchina.
Aspetti qui disse il capitano all'autista mentre si avviava all'ingresso; il maresciallo seguiva. Il campanello di ferro arrugginito fece un suono stridulo. Dopo qualche momento una voce da dietro la porta disse: Dovete entrare da dietro.
Quando arrivarono sul retro, Sweeton era l ad aspettarli davanti alla porta della cucina. La porta davanti non si apre. Fece un passo indietro per farli entrare. Il maresciallo vide la differenza nel suo atteggiamento anche prima che parlasse. Era molto pallido e li guard entrare con aria nervosa.
Che succede? Deve spiegare!  venuto un giornalista a scocciare. State attenti perch mio padre... Il discorso sfum quando il capitano si ferm per guardarlo in faccia.
Ho un mandato per perquisire questa casa.
Questo  tutto?
Non so disse il capitano a voce bassa se  tutto oppure no. Cominceremo con la sua stanza, se vuole farci strada.
Il ragazzo esit come se stesse per dire qualcosa, ma ci ripens. Si gir e li condusse fuori dalla cucina assolata e su per le scale buie. Una volta che si trovarono tutti e tre nella sua camera lui rimase l fermo, a guardarli cautamente.
Il suo amico Christian  tornato? chiese il capitano.
Non ho detto che era mio amico. Abitava qui, e basta.
Abitava? Non ci abita pi?
Non lo so. Le sue cose sono ancora qui. Non  affare mio. I suoi occhi passavano continuamente dal capitano al maresciallo, il quale si muoveva lentamente intorno alla stanza senza toccare nulla, guardava soltanto, dondolando i suoi occhiali in una mano.
Quando  stata l'ultima volta che lo ha visto?
Non ricordo. Diverso tempo fa.
Quanto tempo fa?
Non so. Perch devo dire?
Quanto tempo fa? Un mese? Due mesi?
Non so. Non ricordo.
Un mese o due?
Due. Forse due.
Il maresciallo aveva trovato una copia della Nazione sotto il letto e la stava sfogliando lentamente. Nella stanza, l'odore di colori a olio e acquaragia era forte.
Il ragazzo si era piazzato davanti al cavalletto in mezzo alla stanza. Quel paesaggio era ancora appoggiato l, il raggio di sole che entrava dalla finestra lo colpiva in pieno. Il maresciallo trov la pagina che cercava, pieg il giornale e lo fece vedere al capitano, che diede solo un'occhiata veloce al titolo prima di renderlo senza dire nulla.
Non ci hai ancora chiesto perch siamo qui disse il capitano. Non ti interessa?
Non  affare mio.
Come fai a essere sicuro?
Perch non ho fatto niente.
E non saprai nemmeno nulla, immagino.
Giusto.
Il maresciallo apr un cassetto e lo richiuse senza guardare il contenuto. Sembrava che girasse per la stanza in modo casuale. Ogni volta che passava vicino a dove erano il capitano e il ragazzo, quest'ultimo mostrava un maggior nervosismo. Teneva le mani nelle tasche della giacca come per sembrare rilassato, ma stringeva i pugni. Il maresciallo si ritir in un angolo della stanza, infil gli occhiali in tasca e rimase a guardare.
Cos'hai preso? continu il capitano.
Non capisco. Ma il capitano guardava fisso nelle sue pupille rimpicciolite e il ragazzo se ne rese conto.
Quel giornalista ti ha dato fastidio, eh?
Non aveva diritto di venire qui.
Cosa ti ha chiesto?
Perch lo devo dire. Chiedete a lui.
Cosa ti ha chiesto? Il capitano alz la voce solo un po'.
Ha chiesto come chiedete voi - della padrona di questa villa.
Ma io non ti ho chiesto della padrona della villa. Io ti ho chiesto del tuo amico Christian.
Non  mio amico!
Cosa c'entra lui con la proprietaria?
Niente. Non lo so.
Allora perch hai pensato che ero interessato alla proprietaria quando ti ho chiesto di Christian? Maresciallo!
Dato che il maresciallo aveva smesso di cercare, doveva avere trovato quello che voleva.
Guarnaccia venne avanti con grandi passi pesanti verso il ragazzo e il cavalletto dietro di lui. Il ragazzo si prese paura e tir una mano fuori di tasca con un movimento involontario che rovesci sul pavimento il contenitore dei colori e dei pennelli dal ripiano del cavalletto, spargendo tubetti e bottigline.
Lascia disse il maresciallo mentre il ragazzo si chinava per raccogliere le cose. Lascia stare, te li raccatto io. Ma raccolse solo la scatola macchiata di colore e cominci a esaminarla attentamente. Era suddivisa in compartimenti di varie misure. Infilato in uno di questi c'era un sacchetto di carta marrone. Il maresciallo lo tolse con attenzione e lev la carta marrone per scoprire una bustina di plastica. Era poco pi grande di un francobollo ed era stata arrotolata stretta. Il maresciallo la srotol, prese qualche cristallo sulla punta di un dito e li assaggi. Poi riarrotol la bustina e se la infil in una tasca.
Ne hai ancora? chiese il capitano al ragazzo.
No. Compro solo per uso personale e non potete...
D'accordo. Sei bene informato sulle leggi italiane, ne sono convinto. Ma d'altra parte leggi i giornali, vero? Adesso daremo uno sguardo alla camera del tuo amico Christian.
Il ragazzo fece strada senza dire una parola, ma sentivano il suo respiro rapido e sincopato.
Il maresciallo and diritto al comodino ed esamin le due met di limone raggrinzite, la cintura, il cucchiaino e l'accendino. Poi cominci a perquisire la stanza, questa volta in modo sistematico.
Cosa faceva Christian non  affare mio.
Allora lascia lavorare il maresciallo e pensa agli affari tuoi disse il capitano. E nel frattempo dimmi cos' che faceva Christian. Tieni presente che sappiamo di lui e la signora Vogel.
Ho detto: non  affare mio!
Allora non hai nulla di cui preoccuparti. Ci stai solo aiutando con le indagini.
Il maresciallo stava tirando via dal letto il pesante materasso. Il suo viso era pi che mai privo di espressione, ma i suoi movimenti davano l'impressione di grande sicurezza e il capitano decise di rischiare.
Abbiamo trovato il corpo di Christian disse.
Il ragazzo inghiott con difficolt. Rimase in silenzio e teneva gli occhi fissi sulla mole in movimento del maresciallo, il quale aveva scoperto due piccoli sacchetti che erano stati fissati sotto il letto con del nastro adesivo. Il capitano spinse Sweeton verso il letto e i tre rimasero a guardare in silenzio, il maresciallo aveva un po' di fiatone dopo i suoi sforzi. L'aria era piena di polvere turbinante.
Non toccheremo quei due pacchetti finch non arriver la Scientifica per esaminarli disse il capitano.
Quello che faceva Christian qui dentro non  niente a fare con me.
Certo che no. A me interessa quello che facevi tu qui dentro. Probabilmente quel pacchetto polveroso contiene eroina ed  li da quando Christian se n' andato. Ma scommetterei che l'altro  l al massimo da mezz'ora. Quel giornalista ti ha spaventato davvero, eh?
 niente a fare con me.
No? E se in quel pacchetto c' della cocaina? Christian non usava la cocaina.
Non potete provare quello.
Ricordati che abbiamo trovato il suo corpo.
Non potete provare per. Il giornale dice che la testa era...
Il giornale? I giornali non sanno niente di Christian.
Avete guardato il giornale in camera mia.
Quel ragazzo trovato morto al Forte? Ma sul giornale non c'era scritto chi era. Loro non sanno. Tu come facevi a sapere che era Christian?
Perch lei ha detto prima, ha detto che avete trovato il suo corpo.
Non ho detto che si trattava di quel corpo l. Chi sa se troveremo le tue impronte su quel pacchetto?
Non troverete. E questa non  la mia camera. Una cosa che trovate qui dentro...
Questo  vero. Nulla ci impedisce di trovare tutti e due questi pacchetti in camera tua per.
Provate a fare una cosa cos e chiamo mio padre.
State attento! Mio padre  un giudice. Non potete fare una cosa come questa.
Per sua fortuna, tuo padre non fa il giudice in Italia. Temo che se lo facesse sarebbe imbarazzato di avere un figlio in un pasticcio come questo.
Non sono in un pasticcio. Christian...
Christian  morto disse il capitano a voce bassa e la proprietaria di questa villa  morta, e l'unica persona che aveva un legame con loro sei tu. Sei in un pasticcio, eccome, ma forse non ti sei ancora reso conto che non stiamo parlando di droga, ma di omicidio. Quindi forse sar bene chiamare comunque tuo padre.
Sperava che Galli non gli avesse raccontato dell'arresto del portiere di notte, il capitano lo avrebbe messo dentro, quel giornalista! Ma il pallido viso del ragazzo era arrossito per il panico e i suoi occhi cominciarono a guardare freneticamente in giro per la stanza come per cercare una via di fuga. Il maresciallo si avvicin di un altro passo, cos vicino che quasi lo toccava. Galli non gli aveva detto del portiere.
Credo che sar meglio che tu venga con noi continu il capitano; ne parleremo nel mio ufficio.
Non mi potete arrestare senza prove.
Non ti sto arrestando. Secondo la tua versione solo Christian era coinvolto. Ma Christian  morto e non ci pu raccontare pi nulla. E nessun altro ce lo pu raccontare. Se sai qualcosa ti consiglio di dircelo, perch altrimenti cominceremo a pensare che sei stato tu, capisci?
Io chiamo mio padre.
Te l'ho gi detto che dovresti chiamare tuo padre. Lo potrai chiamare dal mio ufficio. Vorrei parlarci anche io. Per prima cosa gli devo chiedere quanti soldi ti ha mandato in tutto l'anno. Andiamo?
Il ragazzo fu fatto sedere dietro, accanto al maresciallo. Viaggiarono lungo le strade in mezzo ai vigneti, attraverso la tranquilla confusione della piazza di Greve e gi in citt dove un groviglio di traffico intasava Porta Romana per entrare a Firenze. Per tutto il tragitto il ragazzo non apr bocca.
Quando arrivarono a Borgo Ognissanti uno dei piantoni usc e venne alla macchina per dire al capitano che qualcuno lo stava aspettando.
Non voglio vedere giornalisti.
 una donna, signore. Il piantone consult un foglietto. Una certa signora Vogel. Se vuole salire con lei,  qui nella sala d'attesa.

9.

C' qualcuno insieme alla signora, aggiunse il piantone un avvocato. Vuole che...
Ma il capitano era saltato gi dalla macchina, facendo cenno all'autista di procedere, e si stava affrettando verso l'entrata della sala d'attesa sulla destra. Irrazionalmente, aveva una mezza idea che si sarebbe trovato davanti una donna bionda, magra, con occhi azzurri dallo sguardo ironico. Ma quando arriv all'entrata vide una donna oltre i sessant'anni, seduta rigida sulla panca di legno consunta e con accanto un uomo grosso e robusto. Fu l'uomo che si alz per presentarsi.
Capitano Maestrangelo? Avvocato Heer. Credo che ci siamo parlati per telefono.
Sar meglio andare nel mio ufficio. Senza dire altro, il capitano li condusse lungo il portico del chiostro e su per le scale. Stava cercando di decidere velocemente se farli aspettare mentre lui interrogava Sweeton o se questa donna poteva dirgli qualcosa di utile per mettere sotto pressione il ragazzo. Quando arrivarono al suo ufficio, dove anche il maresciallo e Sweeton lo aspettavano, aveva preso la sua decisione.
Fece un cenno a Guarnaccia di portare il ragazzo nella stanza accanto e fece accomodare i due visitatori.
Sedetevi, prego.
L'uomo disse qualcosa in tedesco alla donna e lei si mise a sedere senza rispondere, stringendo tra le mani la grande borsetta piazzata saldamente sulle ginocchia. Il capitano si rese conto che probabilmente la donna era molto pi anziana di quanto non avesse pensato all'inizio, ma le innumerevoli piccole rughe che le solcavano il volto erano nascoste da uno spesso strato di fondotinta. Gli occhi svegli della donna lo guardavano con freddezza.
Lei  la suocera di Hilde Vogel? cominci il capitano.
La donna si gir verso l'avvocato che le tradusse la domanda. Rispose con una sola parola affermativa.
La donna tenne questo atteggiamento per tutto il colloquio. Senza pi preoccuparsi di guardare in faccia il capitano e guardando fuori dalla finestra se lui e l'avvocato si parlavano in italiano, come se quello che veniva detto in una lingua straniera non la riguardasse. Dopo aver dichiarato di chiamarsi Hannah Kiefer Vogel e di essere residente a Mainz, cominci a parlare, fermandosi ogni tanto, senza nascondere l'irritazione che le procurava il doversi interrompere per lasciare che l'avvocato Heer traducesse.
Sono venuta qui non appena il direttore della banca mi ha raccontato quello che  successo. Tanto vale che metta subito in chiaro che mia nuora non ha portato altro che guai alla famiglia fin dal giorno in cui mio figlio fu cos stupido da sposarla. Di conseguenza, il modo in cui  morta non mi sorprende affatto. Lei certamente capir che quella non era affatto come noi. La famiglia Vogel  molto rispettata a Mainz. Mio marito e anche mio suocero sono stati sindaci della citt. Mio padre era un avvocato molto stimato. Posso tranquillamente affermare che, se mio marito fosse stato vivo, il matrimonio di mio figlio non sarebbe mai avvenuto. Sfortunatamente mio marito ha lasciato tutto il patrimonio a nostro figlio, a me, invece, solo una modesta rendita da capitale e il diritto di vivere nella mia casa per tutta la vita. Il risultato  che sono stata costretta a dividere la mia casa con una commessa. La prego di credere che non sto cercando di essere irriverente, quella donna lavorava in un negozio di propriet di un amico di mio figlio.  cos che si sono incontrati, e secondo me c'era qualcosa fra lei e Becker anche allora. Se le dico che mio figlio non era morto nemmeno da sei mesi quando Becker cominci a venire in casa - pu immaginare quello che provavo. Non ero disposta ad accettare questo genere di cose in casa mia e mi sono fatta capire fin dall'inizio. In ogni modo...
Dopo averla ascoltata per ben cinque minuti il capitano fece cenno a Heer di fermarla. Se c'era qualcosa di peggio della rispettabile cattiveria di questa donna era la sua presunzione che lui naturalmente la dovesse comprendere, con quel suo lei capisce. Per di pi non aveva tempo da sprecare ad ascoltare le insinuazioni e le ingiurie della donna. Aveva bisogno di informazioni, non di pettegolezzi.
La donna non fu per nulla contenta di essere zittita. Le tremarono impercettibilmente le labbra, che serr in un'espressione di disappunto, anche se forse questo era sintomo pi di vecchiaia che di rabbia, poich pareva molto calma e sicura di s.
Il capitano prese il fascicolo Vogel dal cassetto e tir fuori la dichiarazione di Mario Querci, e rivolgendosi all'avvocato:
Potrebbe chiedere alla signora se gentilmente vuole rispondere ad alcune domande che potrebbero essere utili per la nostra indagine?
Heer fece la traduzione. L'avvocato non mostrava alcun imbarazzo n un particolare interesse in quello che doveva tradurre, evidentemente non aveva alcuna obiezione verso quello che doveva fare o dire, purch venisse pagato. La donna fiss la finestra in attesa che le venisse rivolta una domanda in tedesco.
Lei conosceva i genitori di sua nuora?
Certamente no.
Non erano presenti al matrimonio?
La madre mor alcuni mesi prima.
E il padre?
Il padre le aveva abbandonate gi da molto molto tempo, lasciandole senza un soldo.
E non  quello il motivo per cui Hilde Vogel fu costretta a lasciare gli studi e trovarsi un lavoro?
Potrebbe essere.
Non  che fino ad allora magari erano stati benestanti?
Pu anche darsi. Il padre era un architetto. Io so solo che quando spos mio figlio non ha portato con s nemmeno un soldo. Di sicuro lei sapeva cosa voleva. L'ho capito fin dall'inizio e gliel'ho anche detto.
Immagino che finch la madre fu viva, la figlia cercasse di mantenere il tenore di vita a cui era abituata.
Cercavano di mantenere le apparenze, se  questo che intende. Secondo me, le persone dovrebbero vivere secondo le loro possibilit e accontentarsi dello stile di vita che possono permettersi.
Mi sembra comunque strano che la figlia dovesse fare la commessa se aveva avuto una buona educazione, anche se aveva dovuto interrompere gli studi.
Se vogliamo essere pignoli, immagino che si potrebbe dire che dirigeva l'azienda di Becker, dato che lui viaggiava molto, ma se vuole sapere come la penso io, ha ottenuto quella posizione solo perch fra loro due c'era qualcosa.
Sa dove  andato il padre quando le ha lasciate?
 venuto qui, chiaramente, questo lo saprete, poich alla fine lei lo ha seguito.
In che senso lo ha seguito?
 venuta a vivere quaggi, poich la mia casa non le andava bene, o meglio, il mio standard di vita era troppo alto per lei.
Le disse che veniva ad abitare con suo padre?
Certamente. E non posso dire che fui sorpresa. Secondo me erano uguali. So che si dilettava a dipingere e probabilmente credeva di essere una specie di Gauguin, per scappare in quel modo. Inutile dire che non ne venne fuori nulla.
A lei sembra probabile che il padre l'abbia voluta a vivere con s se, come dice, aveva abbandonato la sua famiglia e le aveva lasciate senza un soldo per tutti quegli anni?
Deve essere cos, dato che cos  successo.
Non  successo cos, signora. Hilde Vogel non ha mai vissuto con suo padre, ma in un albergo, da sola.
Credo che lei si sbagli. Non aveva i soldi.
Pare invece che avesse soldi in abbondanza.
Allora stava facendo qualcosa di losco.
Il capitano, anche se si trovava automaticamente a difendere Hilde Vogel da questa donna maligna, fu costretto a ricordare che anche lui aveva detto la stessa cosa.
Suo figlio  morto, signora?
 morto molto giovane, di emorragia cerebrale.
Di cosa si occupava?
Insegnava legge all'universit di Mainz.
Lasciando lei e sua nuora insieme nella casa?
S.
Quale era la sua situazione economica a quel punto? La manteneva suo figlio?
Il patrimonio  intestato all'erede maschio, come  sempre stato. Lei ebbe una piccola rendita, come ebbi anche io, finch non si fosse risposata, e il diritto di vivere nella casa per tutta la vita.
Questa rendita le avrebbe permesso di vivere altrove?
Secondo me, no. La manutenzione della casa era ripagata dal patrimonio. Il reddito era solo per le spese personali.
Prima o poi dovevano affrontare la questione dell'erede maschio. A questo punto il capitano era convinto che avesse ragione Guarnaccia e che questo colloquio non potesse concludersi che all'istituto di Medicina Legale. Decise che era meglio ottenere tutte le altre informazioni che poteva prima di affrontare quel problema. Comunque not, prima di continuare, che la donna non offriva alcuna informazione riguardo all'esistenza di un figlio e lui voleva sapere perch.
Mi racconti di quest'uomo... Becker, ha detto che si chiamava, con il quale lei crede che sua nuora avesse una relazione.
Non  che lo penso, lo so. Non sono mica cieca. Per di pi era una persona poco perbene, secondo me. Tutta la citt sapeva che aveva una relazione con la sua segretaria e che questa viaggiava con lui, con la scusa del lavoro.
Questo fu prima o dopo la sua presunta relazione con sua nuora?
Prima o dopo? La donna quasi sput per il disgusto. Se le giocava tutte e due. Forse solo mia nuora, all'inizio quando  andata a lavorare per lui, ma presto riprese con l'altra, quando lei e mio figlio si sposarono. Poi dopo...
Un momento. Sta dicendo che questa relazione  continuata quando suo figlio e sua nuora si furono sposati?
Non sto dicendo nulla del genere! Si immagini se avrei tollerato uno scandalo simile in famiglia. Io la controllavo ogni momento, le assicuro. E ho fatto tutto quello che potevo perch mio figlio rompesse con Becker. Il matrimonio e la famiglia sono molto pi importanti dell'amicizia.
Litigavate per questo?
Cercavo semplicemente di farlo ragionare.
Quindi fu l'amante di Becker prima di incontrare suo figlio? Non c' nulla di strano in questo. Immagino che avr rotto con Becker e poi abbia deciso di sposare suo figlio.
Sapeva fare i suoi interessi. Becker non l'avrebbe mai sposata.
Il capitano si ferm un momento per sfogliare la dichiarazione di Mario Querci. Trovata la pagina che cercava, alz lo sguardo e chiese: La segretaria di Becker, era pi vecchia di sua nuora?.
Di qualche anno. Probabilmente fu per quello che...
Come si chiamava?
Ursula Janz.
Vive ancora a Mainz?
No.
Dove vive adesso?
Non capisco perch lei pensi che io sappia questo. Non ne ho la pi pallida idea.
Quando ha lasciato Mainz?
Quando Becker vendette la sua attivit e se ne and via.
Quanto tempo fa  successo?
Almeno quattordici anni.
Partirono insieme?
Non saprei. Lui  andato via per primo, ma questo non significa nulla.
E sua nuora?
Era gi partita, quasi un anno prima.
Perch avevate litigato per il fatto che lei invitava Becker in casa?
Non mi abbasso a litigare con persone del genere. Ho semplicemente fatto capire quello che pensavo. Sono sicura che lei capir che nella mia casa, nella casa di mio figlio...
Chi mandava avanti la casa dopo la morte di suo figlio?
Io, naturalmente, prima e anche dopo. Mio figlio era abituato a una casa molto ordinata.
Al capitano torn in mente il volto sulla foto del passaporto. Era forse riuscita a considerare la suocera con quell'ironia distaccata? Aveva forti sospetti che non fosse possibile. Allora era molto pi giovane ed era rimasta vedova, a casa da sola sotto il controllo di questa donna arcigna, senza mezzi sufficienti per fuggire e nemmeno un posto dove andare. Forse aveva inventato per orgoglio la storia di voler andare dal padre. O magari era per mascherare il fatto che si aspettava che Becker la raggiungesse? In ogni caso non lo aveva fatto. Allora come si era mantenuta? Da dove provenivano i soldi di Ginevra? E Becker, dove si trovava adesso?
Visto che dice che questo signor Becker era un amico di suo figlio, non  che ne avrebbe una foto?
No.
Suo figlio e lui non sono mai stati fotografati insieme? E al matrimonio, lui non c'era?
C'era, nonostante la mia volont.
Allora deve apparire su qualcuna delle foto, no?
C'era. Ma dopo la morte di mio figlio non volevo conservare nulla che potesse ricordare il suo infelice matrimonio.
Ha distrutto le foto?
S.
Aveva fatto cos anche Hilde Vogel? Tra le sue cose non avevano trovato alcuna traccia della sua vita precedente.
Quanti anni avr Becker ora?
Circa cinquantacinque, immagino.
Lasciando da parte le sue relazioni con le donne, che tipo di persona era?
Arrogante. Se le dico che la sua frase preferita era: Il novantanove virgola nove per cento delle persone  idiota.... A lui piaceva manipolare la gente.
Compreso suo figlio?
Mio figlio era una persona molto intelligente ma anche estremamente onesta. Becker diceva che era il suo unico valido avversario a scacchi, giocavano sempre a scacchi fin dai tempi dell'universit. Ma, secondo me, a Becker piaceva avere intorno mio figlio solo come spettatore.
Spettatore di cosa?
Dei suoi scherzi, se cos si possono chiamare, perch non erano affatto divertenti. Gli piaceva mettere in ridicolo le persone per poi enfatizzare la loro ingenuit.
Ha mai fatto qualcosa di illegale?
Non proprio, ma mio figlio diceva sempre che stava giocando col fuoco.
E lui ascoltava suo figlio?
Ne dubito. Non aveva alcuna considerazione verso le altre persone.
Dopo che part,  stato pi visto a Mainz?
Per fortuna, mai.
Ho capito. Mi vuole scusare un momento?
Quando entr nell'anticamera della stanza accanto trov la porta bloccata dall'ampia schiena del maresciallo. Sweeton era crollato su una sedia con le mani infilate nelle tasche, il suo viso era pallido e torvo. I due uomini uscirono chiudendo dentro il ragazzo.
Credo disse il capitano che adesso sappiamo chi era l'amico dai capelli grigi di Hilde Vogel. E spieg brevemente di Becker. Quadra con quello che ci ha raccontato il Querci del fatto che lei aveva un amante che aveva un'altra donna nella sua vita.
Non star mica pensando a un delitto passionale?
Il maresciallo sembrava dubbioso.
Tutt'altro. Sto pensando che forse lei lo stava ricattando, anche se, non sapendo cosa lui facesse, sar difficile provarlo...
Il maresciallo sembrava ancora dubbioso.
Cosa vuole che faccia con questo ragazzo?
Gli faccia telefonare a suo padre e poi gli dia qualcosa da mangiare. Dopo andremo all'istituto di Medicina Legale.
Vuole che venga anch'io?
S... a meno che... Potrebbe riprovare a parlare con Querci.
 ancora gi in cella?
S, e ora che sappiamo qualcosa sull'uomo dai capelli grigi potrebbe parlare.
Non credo borbott il maresciallo. Non ancora. Credo che sarebbe meglio se venissi con lei, come diceva. Potrei parlare dopo con il Querci, se crede. Forse sarebbe meglio chiarire un paio di cose prima...
Il maresciallo sapeva bene che sarebbe toccato a lui parlare con il Querci, ma non lo faceva volentieri e non era ancora deciso su come affrontare la cosa.
Penso al ragazzo disse, riaprendo la porta dell'anticamera. Spera che identificher il cadavere del suo amico?
Se il suo amico  il ragazzo morto, s. Lui o altrimenti la nonna. Devo affrontare la questione adesso e non sar piacevole per lei, anche se devo dire che ha un carattere duro.
La donna era seduta esattamente come l'aveva lasciata e l'avvocato le stava dicendo qualcosa a voce bassa in tedesco.
Il capitano si scus nuovamente per essersi assentato e si mise a sedere.
Signora, devo chiederle di identificare il corpo di sua nuora. Se, quando il magistrato dar il permesso, la vorr riportare in Germania...
Non ne vedo il motivo.
In questo caso, avvocato Heer, forse io e lei potremo discutere i dettagli della sepoltura in un altro momento.
Certamente.
Grazie. Adesso, signora, potrei sapere se suo figlio e sua nuora ebbero un figlio?
S, lo hanno avuto.
Un maschio?
S.
E il suo nome?
Christian. Gli  stato dato il nome di mio figlio.
Quanti anni aveva quando mor suo padre?
Aveva appena compiuto due anni.
E sua madre  andata via poco dopo?
Circa due anni dopo.
E non tent di portare suo figlio con s?
Ci prov, ma naturalmente era fuori discussione. Lei non aveva alcuna possibilit di mantenerlo.
Ma il ragazzo non aveva ereditato dal padre?
Avr la sua eredit quando avr compiuto venticinque anni. Nel frattempo sono io l'amministratrice fiduciaria dei suoi beni, assieme al nostro avvocato di famiglia.
Perch non divenne sua madre l'amministratrice?
In primo luogo perch lei non capiva nulla di faccende simili e non sarebbe stata in grado di prendere decisioni riguardo agli investimenti. In secondo luogo perch erano soldi della famiglia Vogel. Non sarebbe stato appropriato farli amministrare da un'estranea.
Anche lei si  sposata nella famiglia Vogel, non  cos?
Portando con me una considerevole dote. Una grande parte delle propriet che erediter mio nipote originariamente appartenevano a mio padre.
Se sua nuora avesse insistito a voler portare via il bambino, lei avrebbe potuto impedirglielo?
Direi proprio di s. Avrei chiesto che fosse posto sotto la tutela d'ufficio, data l'immoralit della madre e il fatto che lei non era in grado di offrirgli una casa alternativa o mezzi di sostentamento.
Lei minacci di fare questo, in maniera esplicita, voglio dire?
Non uso minacciare le persone. Ho fatto capire le mie intenzioni, se  questo che intende.
E Hilde Vogel rinunci?
Abbandon il bambino piuttosto che rimanere dove si trovava e crescere suo figlio in una casa rispettabile.
Si volevano molto bene?
Cosa intende?
Nel modo in cui si vogliono bene di solito una madre e un figlio. Se ne occupava lei stessa fino a quando  partita?
Fino a un certo punto. Chiaramente il bambino aveva una governante.
Scelta da lei?
La donna si trovava gi al mio servizio con un'altra mansione e aveva gi dimostrato di essere un'ottima governante quando mio figlio era ancora piccolo.
Sua nuora dopo che fu partita ebbe ancora ulteriori contatti con il bambino?
Assolutamente nessuno.
Per sembra che ogni mese versasse dei soldi su un conto in una banca di Mainz. Questi soldi erano per lei?
S.
Erano un contributo per il mantenimento del bambino?
In teoria, anche se non ne avevo alcun bisogno. Naturalmente non li ho mai toccati. Li trasferivo su un conto di risparmio intestato a mio nipote.
Lui ne  al corrente?
Gliel'ho detto al suo diciottesimo compleanno.
Perch questi soldi venivano mandati alla banca invece che a lei personalmente?
Su mia richiesta. Non avevo alcun desiderio di avere un contatto diretto con mia nuora.
Considerava gli assegni come un contatto personale? O c'erano anche delle lettere?
I primi anni, s.
Non rispondeva, a parte chiederle di versare l'assegno direttamente sul conto corrente?
Le lettere non erano indirizzate a me, ma a mio nipote.
E lui le rispose mai quando fu abbastanza grande?
Non le ha mai viste.
Considerava quindi un suo diritto censurare la posta di suo nipote?
Mio nipote era un bambino. Mi ritenevo responsabile del suo benessere morale, visto che era stato affidato a me.
E le pareva che il suo benessere morale potesse essere messo in pericolo dal ricevere lettere da sua madre?
S. E il modo in cui  morta - per non parlare del denaro, di provenienza inspiegabile, che le permetteva di vivere in un albergo, indicano quanto le mie paure fossero fondate.
Il capitano osserv attentamente l'avvocato Heer mentre questi traduceva in italiano l'ultima dichiarazione, ma il viso pesante dello svizzero mostrava solo una professionale cortesia. Decise di non fare cenno dei suoi sospetti di ricatto, e di tenersi all'argomento del ragazzo.
Signora, suo nipote vive ancora con lei?
S, anche se passa la maggior parte del tempo a scuola a Francoforte.
 l che si trova adesso?
La donna esit un istante prima di dire: In questo momento  in viaggio.
In Europa?
Cos credo. Mi spedisce solo una cartolina di tanto in tanto.
Quand' partito dalla Germania?
All'inizio di luglio.
Non dovrebbe essere gi tornato a scuola?
Dovrebbe. Sfortunatamente ha ereditato alcune delle abitudini testarde di sua madre.
Lei crede che potrebbe essere venuto a trovare sua madre?
Non ho alcun motivo per pensarlo.
Neanche il fatto che sua nuora avesse smesso di mandare gli assegni mensili in giugno?
Il direttore della mia banca si occupa di queste cose.
Io non ne ero a conoscenza. Stava mentendo e senza grande successo. Doveva esserci un motivo se non aveva menzionato il ragazzo fino a che lui non aveva insistito.
 mai stato nei guai?
Se intende con la legge, certamente no.
Allora a scuola?
La donna non rispose subito e ci fu una breve discussione fra lei e l'avvocato. Pur non comprendendo nemmeno una parola, il capitano era convinto che l'avvocato le avesse consigliato di dire la verit, poich non sarebbe comunque stato difficile scoprirla.
Ci fu un problema a scuola disse la signora alla fine.
Droga?
S.
Lui  scappato?
Le ho gi detto che  in viaggio.
 scappato prima della fine dell'anno scolastico? Posso scoprirlo da me disse per risparmiare la fatica all'avvocato, se preferisce.
 andato via prima della fine dell'anno, s. Aveva degli esami importanti. Sfortunatamente  sempre stato emotivo.
A parte il problema con gli esami, era infelice?
Non gli  mai mancato niente. E, se mi  permesso di dirlo, sono venuta qui per vedere che vengano condotte bene le procedure di mia nuora e per tutelare gli interessi della famiglia, non per discutere di mio nipote.
Il che presumibilmente voleva dire che, ora che Hilde Vogel era morta e aveva lasciato del denaro, questo era finalmente diventato parte della famiglia.
C' un testamento? chiese il capitano a Heer.
S. Ha lasciato tutto a suo figlio tranne una piccola somma a un signore di nome Querci. Mi dispiace non sapere nulla di lui ma immagino che non sar un problema rintracciarlo.
Sappiamo chi  fu tutto quello che il capitano ebbe da dire su questo argomento.
E se il ragazzo non lasciasse eredi, per esempio se non dovesse sopravvivere a sua madre,  stato previsto qualcosa per un'eventualit simile?
Ho consigliato alla mia cliente di fare una simile disposizione. Se il figlio non fosse sopravvissuto alla madre, questo signor Querci sarebbe diventato l'erede. Il patrimonio non era vincolato e una volta che il figlio avesse ereditato, tutte le future decisioni spettavano a lui.
Un testamento del genere non potrebbe venire contestato nel caso che ereditasse il signor Querci?
Potrebbe, da parte di un parente consanguineo stretto, ma so che la mia cliente non ne aveva.
Ha spiegato la situazione alla signora qui presente?
S.
Se il ragazzo dovesse morire senza fare un testamento, sarebbe lei a ereditare da lui?
 probabile. Per quanto ne so io, non ci sarebbero altri reclamanti.
Ha parlato anche di questo con la signora?
Abbiamo discusso ogni possibile eventualit, anche se quest'ultima  stata affrontata solo brevemente.
Capisco. Avvocato Heer, ho motivo di pensare che Christian Vogel sia morto qui a Firenze prima di sua madre, forse per un'overdose di eroina, anche se di questo non ho alcuna prova. Sfortunatamente lo stato in cui  stato ritrovato il cadavere render l'identificazione alquanto difficile e anche estremamente dolorosa. Le sarei grato se potesse accompagnare la signora all'istituto di Medicina Legale.
Certamente.
Grazie. Potrebbe dirmi se conosceva il padre della sua cliente, il proprietario della villa nei pressi di Greve?
S, lo conoscevo. Ho trattato per suo conto quando acquist la villa, infatti ho avuto la figlia come cliente solo dopo che lei eredit quell'immobile.
Il padre lasci un testamento?
No. Dovetti insistere molto per farmi dare l'indirizzo del suo parente pi stretto. Trascurava i suoi affari e, per quanto ne so, non aveva alcun interesse per sua figlia.
Cosa faceva per vivere?
Viveva del reddito ricavato da alcune azioni, anch'esse ereditate poi dalla figlia. Era molto poco e non bastava per mantenere un immobile grande come quello che aveva lui. Immagino che la villa sia ridotta male.
Non l'ha mai vista?
No.
Con quale frequenza si vedeva con lui?
Molto raramente.
Secondo lei, il padre prendeva sul serio la pittura?
Non saprei. Ho avuto l'impressione che fosse interessato a un certo modo di vivere. Non parlava mai gran che della sua pittura e dubito che ci abbia mai guadagnato qualcosa.
Quando  l'ultima volta che lo ha visto?
Mi fece chiamare quando fu ricoverato in ospedale. Era messo molto male e so che aveva il fegato inguaribilmente danneggiato.
Beveva?
Tanto. L'ultima volta che lo avevo visto fu qualche anno prima, quando scadevano i dieci anni validi per il pagamento della tassa sul passaggio di propriet per la villa. Gi allora era messo male.
E quando mor lei si mise in contatto con la figlia?
S. All'inizio fu sorpresa di avere ereditato la villa, finch non le spiegai che semplicemente non c'era un testamento e che lei era l'unica parente. Pare che quando arriv qui abbia fatto sforzi notevoli per fare la pace con il padre, ma che fu respinta con decisione.
Ma non lo ammise, pensava il capitano, almeno non con la suocera, alla quale aveva sempre dato il recapito del padre. Nemmeno con il Querci, con il quale aveva fatto finta che fosse morto.
Mi chiedo, se  cos, come faceva a sapere dove trovarlo, dato che non era pi in contatto con la sua famiglia dopo che le ebbe abbandonate.
Lei sapeva che suo padre era a Firenze, o perlomeno ne era abbastanza sicura. La famiglia era venuta qui in vacanza e lui aveva sempre espresso il desiderio di venire a vivere qui. So che chiese aiuto al consolato tedesco e loro si sono messi in contatto con l'Ufficio Stranieri alla Questura.
Christian aveva seguito la stessa procedura per trovare sua madre? Il capitano sospettava che non fosse cos.
Potrebbe chiedere alla signora se, quando ha informato suo nipote dei soldi mandati dalla madre, lui le ha chiesto l'indirizzo?
Fu evidente che la domanda non piacque alla signora. Lo chiese.
E lei, signora, glielo ha dato?
No.
Ma potrebbe averlo ottenuto dalla banca?
Pu essere, s.
Avete litigato per questo?
Ho gi fatto presente che queste domande riguardanti mio nipote non mi sembrano rilevanti.
Sfortunatamente, signora, ho motivo di credere che suo nipote sia venuto qui per trovare sua madre. Abbiamo le prove che un ragazzo di nome Christian stava nella sua villa. Il ragazzo  scomparso durante l'estate e successivamente  stato trovato un cadavere che potrebbe benissimo essere il suo. Se l'ho importunata con cos tante domande era solo per verificare questa ipotesi. Se lei avesse potuto dirmi che suo nipote si trova a casa, tranquillo, avrei potuto risparmiarle la spiacevole identificazione del corpo e degli indumenti del ragazzo che abbiamo trovato morto. Mi dispiace molto, signora, ma a questo punto sar necessario.
Di nuovo quel leggero tremore delle labbra.
Sono sicura che lei si sbaglia.
Lo spero veramente.
Deve esserci un errore. Mio nipote... avrebbe avuto con s dei documenti, il suo passaporto...
Non  stato trovato alcun documento. Pu darsi che la morte sia stata causata da un'overdose accidentale di eroina e che i suoi documenti siano stati rimossi dai suoi compagni per evitare di essere coinvolti. Ho gi chiesto all'avvocato Heer di accompagnarla quando andremo all'istituto di Medicina Legale. Forse dovrebbe cercare di mangiare qualcosa prima.
No. Questo equivoco deve essere chiarito subito... Subito. Aspetti... lei dice che  scomparso d'estate?
S. Abbiamo trovato il corpo solo di recente.
Ma questo vorrebbe dire... Arross e strinse i pugni intorno alla borsetta sulle ginocchia.
Temo che vorr dire che, perfino per lei, identificarlo...
Ma lei lo interruppe e si mise a parlare velocemente con l'avvocato, senza dargli il tempo per tradurre. Quando questi alla fine riusc a fermarla, disse:
Vuole sapere, se si trattasse di suo nipote, se pu essere morto prima di sua madre.
Solo allora il capitano cominci a capire la sua reticenza a parlare del ragazzo.
Un mese prima. Osserv e cap il suo sollievo mentre la donna ascoltava la traduzione.
Era diventato violento?
Aveva cominciato a chiedere soldi, molti soldi.
La minacciava in qualche modo?
Lui mi... mi derubava. Nonostante tutti i miei sforzi... perfino i miei vasi cinesi, erano di mia madre e lui lo sapeva, sapeva il valore che avevano per me e li rub perch mi rifiutai di dargli i soldi. Io cercavo di aiutarlo e lui rubava proprio le cose che... Non erano le cose di maggior valore nella casa. Me lo faceva per dispetto e io cercavo di aiutarlo. Non c'era nessuno a cui potessi rivolgermi, capisce. In casa non c'era un uomo, qualcuno a cui poter chiedere consiglio, e io sono una signora anziana, troppo anziana per sapere come comportarsi in una situazione come quella.
Non poteva sapere come comportarsi, signora. Lui aveva bisogno di un'assistenza professionale.
Assistenza professionale? Capitano, Mainz  una piccola citt provinciale. Se qualcuno avesse scoperto... Io volevo proteggerlo. Ho sempre cercato di proteggerlo.
Tutto questo  cominciato quando aveva diciotto anni? Quando gli ha raccontato di sua madre e dei soldi?
Ma... forse. Non ci avevo pensato ma deve essere cominciato pi o meno allora. Anche se  sempre stato un ragazzo difficile. Ho fatto male, allora, a dirglielo. Ho sempre cercato di essere giusta, di comportarmi onestamente, ma in questo mondo sono sempre quelli disonesti che hanno la meglio. Se sapesse cosa non ho sofferto questo ultimo anno! Fu quasi un sollievo quando se ne and. Non lo riconoscevo pi, era diventato un estraneo, quasi un mostro.
Aveva paura di lui?
Non rispose subito. Muoveva la testa come se volesse negare e le sue mani gracili giocherellavano con la maniglia della borsetta. Mi scusi. Era riuscita ad aprire la borsetta ma sembrava avere dimenticato cosa stesse cercando. Due grandi lacrime stavano scendendole gi per le guance rugose, disegnandole rigagnoli rosa nel fondotinta.
Il capitano le pass un fazzoletto bianco ripiegato e lei lo accett, si asciug gli occhi e si soffi il naso.
Volevo solo che avesse successo e che fosse felice, che avesse una vita onesta e rispettabile come suo padre. Lei mi capisce?
S, la capisco. Signora, sarebbe di grande aiuto se lei potesse identificare sua nuora, ma se per lei  troppo doloroso guardare il corpo del ragazzo che abbiamo trovato possiamo stabilire se si tratta di suo nipote anche tramite una perizia odontoiatrica.  quello che avremmo comunque fatto se lei non fosse venuta a trovarmi.
Ma per quello ci vorr del tempo... Stava rigirandosi il fazzoletto bagnato fra le dita, dimenticando di asciugarsi le lacrime che continuavano a scendere.
Ci vorr del tempo, s.
Allora preferisco sapere adesso che sono qui. Se mi pu dare solo un momento per ricompormi...
Certo. Vuole mangiare qualcosa prima che andiamo?
No, non potrei. Vorrei un bicchiere di acqua.
Se preferisce potrei farle portare del brandy.
Fece cenno di no.
Il capitano telefon per l'acqua e and nella stanza accanto. Il maresciallo era seduto, fermo e impassibile. Il ragazzo, ora seduto rigidamente diritto nella sedia, sembrava impaurito e nervoso. Forse la telefonata a casa lo aveva reso pi consapevole della realt della sua situazione. Quando vide il capitano si alz in piedi di scatto.
Non pu tenermi qui, vedr. Domani arriva mio padre!
Il capitano lo ignor e chiese a Guarnaccia, che si alz lentamente in piedi: Il ragazzo ha mangiato qualcosa?.
Del caff e un panino.
Allora andiamo.

Si recarono all'istituto di Medicina Legale con due auto, il maresciallo era nella seconda insieme a Sweeton. Quando lasciarono il tepore della piazza assolata e cominciarono a salire le scale nella fredda ombra del grande edificio il ragazzo si blocc.
Non potete obbligarmi a entrare l dentro, se non voglio. Senza pensarci, lo aveva detto in inglese. Il maresciallo, anche se aveva capito comunque, non disse niente. Semplicemente imped la ritirata del ragazzo con la sua mole di gran lunga superiore e ripresero a camminare.
Il freddo ingresso pavimentato di marmo aveva un deprimente odore di formaldeide.
Lo tenga qui, per il momento. Il capitano indic una panca di legno lucido. Prima ci occuperemo dell'identificazione della donna. And a parlare con qualcuno alla finestra della portineria e, dopo una breve attesa, un portantino lo condusse gi per un lungo corridoio insieme alla signora anziana e all'avvocato.
Siediti disse il maresciallo a Sweeton. Lui rimase in piedi, con i suoi grandi occhi sul ragazzo che sembrava stare male come se avesse gi visto il cadavere.
Gli altri non erano via da molto quando torn il portantino.
Da questa parte.
Quando ebbero raggiunto il gruppo di persone nell'obitorio si scopr che c'era stato un errore. Il cadavere del ragazzo era stato portato alla sala per le autopsie su un altro piano. Furono accompagnati da un altro portantino, il quale disse loro: Il professore comincer a lavorarci quando torna dopo pranzo. Uscirono dall'ascensore in un corridoio dove l'odore di formaldeide era molto pi forte.
Qui dentro.
Crediamo che potrebbe essere il nipote di questa signora. Se il cadavere potesse essere in parte coperto in modo che non veda che la testa...
Vuole che faccia portare su i vestiti? Potrebbe risparmiare del tempo.
S, se lo pu fare.
Controllo che ci sia qualcuno qui per aiutarvi. Apr la porta della stanza di sezione.
Il gruppetto di persone che aspettavano ebbe appena il tempo per intravedere un angolo del tavolo da sezione montato su un condotto aperto al centro del pavimento piastrellato, quando John Sweeton si pieg come se stesse per vomitare. Non vomit. Si gir invece di scatto, dando una testata nello stomaco del maresciallo, e fugg lungo il corridoio, sempre a testa bassa.
Ci penser io a lui. Il maresciallo aveva previsto la sua fuga, se non il colpo allo stomaco, e aveva gi controllato dov'erano le scale. Il corridoio era a fondo cieco. Corse pesantemente dietro al ragazzo che si ferm, slittando sul pavimento; quando si accorse che non c'era uscita, si gir, vide il maresciallo che lo stava raggiungendo e spingendo apr una porta alla sua sinistra, sbattendola dietro a s. Ci fu uno schianto metallico seguito dal rumore di vetri rotti che cadevano sulle piastrelle del pavimento. Quando il maresciallo raggiunse la porta la trov sbarrata dall'interno.
Il portantino si un a lui.
Cosa c' l dentro? chiese il maresciallo.
 solo un ripostiglio. Alcune persone reagiscono in modo strano. Probabilmente si calmer se lo lascia stare per un po'.
Non pu uscire da l dentro?
No. Non c' nemmeno una finestra.
Mi lasci da solo con lui, ci penso io.
Se  sicuro di farcela.
Ci penso io a lui. Quando fu solo, il maresciallo buss piano alla porta.
No! La voce era isterica e quasi irriconoscibile. Non pu costringermi a entrare! Non ha diritto!
E tu non hai il diritto di chiuderti l dentro rispose il maresciallo impassibile.
Rimango qui quanto voglio e lei non mi pu fare niente!
Posso sfondare la porta.
Vedr quando arriva mio padre! Era la voce di un bambino che diceva cose infantili e il maresciallo era abbastanza sicuro che il ragazzo stesse piangendo.
Tuo padre non sar qui fino a domani. Vuoi rimanere l dentro fino a domani?
Non importa cosa dice lei, non lo voglio vedere e lei non pu obbligare!
Il portantino riapparve a fianco del maresciallo. Portava dei vestiti avvolti in sacchetti di plastica.
Non sembra che riesca a calmarlo.
Non sto cercando di calmarlo ringhi il maresciallo.
Il portantino lo lasci.
Stammi a sentire disse il maresciallo a voce alta, con la bocca vicino alla porta. Se continui a comportarti cos ti troverai ancora pi nei guai di quanto gi non...
Non sono nei guai! Non potete provare nulla, e mio padre...
Ti ho detto di starmi a sentire! Nessuno sa ancora come  morto quel ragazzo, ma se continui ancora cos avremo ogni motivo di pensare che tu sia coinvolto in qualche modo.
Non  vero! Lei questo non lo pensa, non avevo nessun motivo per fargli questo!
E come possiamo sapere se avevi un motivo oppure no? Ci stai dando un motivo per arrestarti e dopo, padre o non padre, ci vorr molto tempo per provare quello che hai fatto o che non hai fatto - e non troverai la prigione pi comoda di dove ti trovi adesso.
Non ci fu risposta e il maresciallo picchi scontento con la spalla alla porta che non aveva alcuna intenzione di buttare gi.
Va' via! strill il ragazzo.
Apri questa porta!
Aspetti... Ci fu un fruscio, uno scricchiolare di vetri, e la porta si apr leggermente.
Cosa fa? Mi faccia uscire!
Invece di fare uscire il ragazzo, il maresciallo si spinse dentro e richiuse la porta.
Cosa vuole fare? Mi faccia uscire di qui!
Un minuto fa volevi rimanerci.
La stanza era buia, a parte una debole luce grigia che proveniva da una presa d'aria che la collegava con la stanza accanto. Il ragazzo si era ritirato nell'angolo in fondo tra gli scaffali di legno pieni di bottiglie di vetro, alcune delle quali si erano rotte quando era entrato in preda al panico. Il maresciallo sentiva i frammenti di vetro sotto i piedi e un secchio di metallo luccicante era rovesciato in mezzo al pavimento. La stanza puzzava di disinfettante. Fece un passo avanti.
Non venire vicino! Il ragazzo si teneva una delle mani come se si fosse fatto male, ma era impossibile vedere se stesse sanguinando oppure no. Il maresciallo raccolse il secchio rovesciato e lo mise da una parte.
Non venire vicino a me, non fare niente a me - se mi tocca...
Adesso basta... Il viso pallido del ragazzo era appena visibile. Il suo respiro affannoso era quello di un ragazzino sconvolto ed esausto dal piangere. Il maresciallo stesso era sconvolto. L'unica soluzione ai problemi di questo ragazzo era di farlo tornare a casa dai suoi e farlo smettere con la droga. Ma si era gi abbastanza impantanato perch fosse cos semplice. Era troppo tardi, era quello il problema. Era sempre troppo tardi. Se avesse detto quello che pensava la notte prima che arrestassero il Querci... Ma Querci aveva fatto quello che aveva fatto e nessuno poteva pi rimediare. Alla fine non si poteva fare molto per aiutare le persone, e per di pi ti vedevano come un villano, come stava facendo questo ragazzo ora. Presto sarebbe stato il turno del Querci, di guardarlo nello stesso modo. Beh, aveva voluto mettere paura al ragazzo e ora c'era riuscito.
Il maresciallo non era molto bravo nel ruolo che aveva scelto di recitare e rimase l in piedi nella stanza buia cercando di pensare cosa fare adesso. Ma il ragazzo vedeva solo la mole minacciosa che aveva davanti a s, il suo silenzio lo rendeva pi minaccioso che mai.
Se le dico cosa  successo a Christian...
Il maresciallo non si fidava di parlare.
Mi lascer stare?
Dimmi come si chiamava.
Come si chiamava? Non lo so, glielo giuro, l'ho visto solo quella volta.
Come si chiamava Christian, il suo cognome.
Non... non lo so... che importa? Non me lo ha mai detto.
Importa.
Non lo so. Non ci preoccupavamo di cose del genere. La gente andava e veniva. In ogni modo,  stata tutta un'idea sua.
Il ragazzo tir su col naso e alz le mani al viso per pulirsi.
Vedendo la striscia scura lasciata sul viso, il maresciallo si mosse in avanti per guardare la mano, pi da vicino. Non mi tocchi! Aveva promesso...
Cosa ti avevo promesso? Rimase di nuovo fermo. Dico tutto. Ho detto che dico tutto...
Allora?
L'idea  stata di Christian, lo giuro.
Me lo hai appena detto. Che idea?
Della padrona della villa. Disse che poteva farsi dare dei soldi.
Per comprare droga?
S. Lui la conosceva. Era tedesca come lui.
E perch avrebbe dovuto dargli dei soldi?
Lui sapeva qualcosa di lei...
Vuoi dire che la stava ricattando?
All'inizio non era cos... Noi non... lui non ha organizzato la cosa. Le prime volte lei ha dati dei soldi a lui cos. Io non c'ero, lo giuro, io non conoscevo lei. Non l'ho mai vista.
E gli dava i soldi cos.
Lo port anche a mangiare fuori. Forse lei... Comunque  vero che dava soldi a lui, mi fece vedere assegni. Disse che erano ancora tanti da dove erano venuti quelli. Poi l'agente immobiliare  venuto su alla villa con un architetto. Dovevano fare lavori.
Vi  stato chiesto di sloggiare?
No. Almeno non fino a quando scadeva il mio contratto.
Ma Christian non aveva un contratto, vero?
No, ma non era preoccupato. Diceva che la signora faceva lavori alla villa per lui, che lei pensava di venire ad abitare con lui. Non so se era vero o no. Era sempre a inventare cose per sembrare importante. Era un po' pazzo.
Ma tu sei diventato suo amico. Parli tedesco?
No. Lui parlava inglese, e anche francese. Era bravissimo con le lingue. Comunque, era pazzo.
Ma sei diventato suo amico insistette il maresciallo.
Lui era l, e basta.
E ti dava soldi.
Voleva sembrare importante.
Quando arriver tuo padre il capitano vorr sapere quanti soldi ti mandava.
Dopo una breve pausa il ragazzo disse: Aveva smesso di mandarli.
Era arrabbiato con te?
Dovevo tornare in primavera per iscrivermi all'universit.
Non ci volevi andare?
Voleva farmi studiare legge. Io volevo dipingere.
Allora prendevi soldi da Christian.
Mi ha prestato un po', tutto qui.
Christian aveva intenzione di vivere nella villa con la proprietaria?
No. Lui diceva che era pazza se pensava che lui andava a vivere con lei in un posto vecchio e brutto come quello. Diceva che andava ad Amsterdam, era il posto migliore per trovare la roba, e per andare si faceva dare i soldi da lei, lei non poteva dire di no perch ora sapeva tutto di lei e da dove venivano i soldi.
Come faceva a saperlo?
Lui diceva che aveva detto tutto lei, ma non sapevo mai se diceva la verit o se inventava tutto. Comunque, disse che aveva fissato di incontrare lei su vicino al Forte e mi chiese di andare con lui perch io ho una Vespa. Di notte non ci sono autobus per Greve.
Ti promise una percentuale?
Mi prometteva un prestito, tutto qua. Io non conoscevo nemmeno quella donna!
Va bene. Vai avanti.
Quando siamo arrivati, ho nascosto la Vespa e mi sono nascosto anch'io.
La donna  arrivata da sola?
Non  venuta. Si  fermata una macchina vicino a Christian. Quello che guidava abbass il finestrino per parlargli. Era un uomo.
Riuscivi a sentire cosa dicevano?
Ero troppo lontano...
Il ragazzo stava cullando la mano ferita vicino al petto. Doveva fargli molto male, ma il maresciallo non osava muoversi.
Christian  salito in macchina?
No. L'uomo  uscito dalla macchina e sono andati gi per la strada, a piedi. Li ho seguiti per un po' e mi sono nascosto di nuovo.
E ancora non riuscivi a sentire cosa dicevano?
Ero troppo lontano. Avevo paura di avvicinarmi di pi. Non aveva mai parlato di un uomo. Aveva detto la donna viveva da sola. Pensavo che era un poliziotto. Ma poi ho visto l'uomo dare una busta a Christian e poi ha... Quando Christian  girato per andare via lo ha preso, lo ha solo preso per il collo. Non c'era nessun rumore...
Non hai cercato di aiutarlo?
Non c'era nessun rumore. Solo i grilli, e faceva caldo, sudavo, ero tutto bagnato. Non c'era nessun rumore e lungo la strada c'erano case con le persiane chiuse, era buio. Era come se non succedeva nulla. Se Christian aveva gridato... Ho visto che alzavano in alto le mani e poi sono rimasti fermi, tutti e due, per molto tempo avevo paura di muovermi...
Avresti potuto aiutarlo.
Non potevo! Non potevo aiutare! Se quello mi vedeva attaccava anche me! C'erano delle case l, doveva gridare ma non c'era nessun rumore! Lui era pazzo, ho detto, era pazzo, doveva gridare per fare venire qualcuno, gridare e gridare, e io non potevo... e l'uomo si  chinato su di lui... e poi  tornato su alla macchina ed  andato via. Ho visto Christian nel fossato con gli occhi aperti. Mi fissava...
Gli hai preso i documenti?
Non ho toccato lui, ho corso su la salita e ho preso la Vespa. Ho quasi cascato perch tremavo molto.  stata colpa sua, non capisce? Doveva urlare...! Si gett contro il lato degli scaffali di legno con la testa sotto il braccio piegato, singhiozzando forte. Il maresciallo arretr verso la porta e l'apr. Vide le piastrelle grigie, i vetri rotti affogati in una marea di disinfettante striato di sangue e sent i passi del capitano che venivano lungo il corridoio verso di loro.

10.

Cosa gli  successo?
Si  ferito alla mano. Sar meglio portarlo in ospedale per farci mettere dei punti. Intanto io chiamo il portantino per spiegare questo casino... Avete finito?
Li ho fatti riaccompagnare con la mia auto. La donna  messa male, ma ha identificato il ragazzo in maniera piuttosto precisa, pi che altro dalle mani e dal braccialetto di cuoio. Lo portava da anni. Possiamo anche fare a meno che lo veda Sweeton.
Non voglio, non voglio guardare... La voce di Sweeton che proveniva dall'interno del ripostiglio aveva perso tutta la sua carica ribelle.
Andiamo, ti portiamo via di qui. Il ragazzo si lasci portare fuori dalla stanza senza protestare.
Si fermarono al pronto soccorso dell'ospedale pi vicino. Il medico che li ricevette guard il ragazzo ferito e poi le loro uniformi e chiese: Un incidente stradale?.
No. Il capitano non dette spiegazioni. Ci sarebbe voluto troppo tempo. Il medico port via il ragazzo senza commentare ma non ne sembrava contento. Non si poteva sapere cosa gli avrebbe raccontato il ragazzo.
Sembra essere sotto shock. Pi di quanto possano giustificare queste ferite. Cosa avete intenzione di fare con lui?
Era un problema al quale il capitano stava velocemente pensando mentre aspettavano, dopo avere ascoltato il resoconto del maresciallo.
Poteva arrestare Sweeton per ricatto ma avrebbe avuto difficolt a far valere tale accusa. Il padre del ragazzo era un giudice inglese e appena arrivato lo avrebbe scavalcato, andando direttamente al sostituto procuratore e sapeva bene come sarebbero andate le cose da l in poi. Ma il ragazzo era un testimone chiave, ed era anche impaurito. Se lo avessero lasciato andare e fosse sparito, il sostituto sarebbe stato egualmente furioso. E le cose andavano gi abbastanza male anche senza quelle ferite da spiegare.
Forse sarebbe meglio se lo teneste qui, almeno fino a domani.
Questo  un pronto soccorso. Non abbiamo letti liberi.
Ha detto che il ragazzo  sotto shock.
Non  in pericolo. I genitori dove sono?
Suo padre arriva domani dall'Inghilterra.
Questo ragazzo  nei guai?
S. E se non lo potete tenere voi probabilmente gli toccher l'ospedale del carcere.
Va bene. Se  cos lo tengo qui sotto sedativo fino a domani. Poi potr assumersene la responsabilit il padre. Nel frattempo ho bisogno di una dichiarazione scritta sulla causa delle ferite. Trover il modulo apposito all'accettazione. Sembrava voler aggiungere qualcosa, ma fuori si erano fermate due ambulanze e un'infermiera lo stava chiamando mentre veniva portata dentro la prima barella. Con un breve cenno della testa li lasci.
Fu il maresciallo che compil il modulo. Quando ebbe finito disse: Ora bisogna vedere se il ragazzo racconter la verit, quando sar qui suo padre.
Crede che lo far?
Non lo so. Il maresciallo stava cercando gli occhiali scuri mentre arrivavano alla porta di vetro dell'ingresso. Non lo so.

Stava scappando? Come sarebbe a dire, stava scappando? chiese seccamente il sostituto. Non aveva mai nascosto che preferiva lavorare con la polizia anzich con i carabinieri e adesso sicuramente considerava questa come un'ulteriore conferma della sua convinzione. Il capitano allontan il ricevitore dall'orecchio mentre il monologo del sostituto continuava senza dar segni di tregua.
E chi sarebbe questo maresciallo che lo doveva sorvegliare?
Guarnaccia, dottore, della Stazione di Palazzo Pitti.
Guarnaccia...? Guarnaccia? Ho gi sentito questo nome, abbiamo gi avuto problemi con lui?
No, anzi, spesso ci  stato molto utile.
Ah s? Beh, questa volta ci  stato del tutto inutile. Lei si rende conto che il padre di questo ragazzo  un giudice e che quando arriver qui saranno guai. Perch non  stato sorvegliato per bene?
Non era in arresto, dottore, e gli uomini che ho a disposizione stanno lavorando su un altro caso...
Non mi interessano altri casi! A me interessa questo, e voglio un rapporto completo su tutta questa storia prima che arrivi il padre domani. Dov' il ragazzo adesso?
In un ospedale sotto sedativo.
Mandi subito un uomo a piantonarlo! Se riesce a scappare e sparisce prima che arrivi il padre...
L'ho gi fatto. Certo, se lei potesse firmare il mandato potremmo arrestarlo per estorsione.
Ma neanche per idea! Mi occuper io di questa faccenda - e farebbe meglio a trovare delle prove consistenti su quel Querci. Io al suo posto lo avrei gi fatto confessare.
Ci credo, pens il capitano incupito, perch non ha il padre che  un giudice e si potrebbe chiudere un occhio su qualche livido. Poteva difendersi raccontando del testamento della signora Vogel, ma non lo fece. Avrebbe aspettato Guarnaccia. Non importava quanto ci sarebbe voluto, lui avrebbe aspettato, non importava cosa diceva il sostituto perch, se avesse avuto il buonsenso di dare ascolto al maresciallo fin dall'inizio...
Tornando dall'ospedale il maresciallo aveva borbottato, imbarazzato:  stata colpa mia, avrei dovuto dire quello che pensavo, prima che lo arrestaste. Sarebbe stato tutto pi facile. Se avessi saputo che aveva bisogno di soldi... ma a me sembrava uno che si accontentava.
Lo era. Era sua moglie che, dopo quello che era successo a Milano, voleva che lui smettesse con il lavoro in albergo. Voleva che lui comprasse il negozio del padre.
Ho capito. Non lo sapevo. Solo che sembrava ovvio che, se non aveva preso nulla dalla stanza... Beh, avrei dovuto parlare.
E io avrei dovuto pensarci da solo.
Quello non gli dispiaceva ammetterlo, ma non poteva certo ammettere che quella sera, prima che arrivasse il sostituto, era stato contento di lasciare andare via Guarnaccia. Scendendo dalla macchina il maresciallo aveva detto: Hanno dei bambini, vero?.
Uno, una bambina.
Sar da lei appena ho finito. Porto con me Lorenzini.
Adesso, almeno, il sostituto era alla fine della sua filippica, poich il capitano, con la mente altrove, rispondeva s, dottore e no, dottore senza dargli appigli per un altro attacco. Alla fine riagganci sentendosi sollevato. Aveva fatto quello che poteva per evitare questo tipo di scontro, come faceva con tutti i magistrati, ma ora che era successo lo stesso, si sentiva libero di continuare il suo lavoro a modo suo e di lasciare che anche Guarnaccia lo facesse. Tir verso s il fascicolo Vogel e lo apr. Con un po' di fortuna avrebbe avuto circa due ore prima di essere disturbato e ora aveva tutte le informazioni che gli servivano, tranne quelle che gli avrebbe dato il Querci di l a poco. Apr il passaporto grigio e incontr ancora una volta quello sguardo freddo e ironico. Non un ricatto, non poteva essere per quello. Qualunque cosa fosse stata, tutto era cambiato con l'arrivo del figlio. Era un po' una ripetizione dell'arrivo di lei stessa tanti anni prima. Ma questa volta i ruoli erano scambiati. Era il figlio che non ne voleva sapere. Una cosa, almeno, era certa. Qualunque cosa avesse combinato Hilde Vogel durante tutti quegli anni, se avesse continuato a farlo, se fosse stata ostinata e senza cuore come suo padre, probabilmente oggi sarebbe ancora viva, e cos anche il figlio. Quel momento di affetto materno, o di sentimentalismo, il tentativo di rimediare il triste passato, avevano portato a un disastro peggiore di quelli provocati talora dai peggiori crimini. Nel fascicolo c'era anche la pagina del giornale dove era riportata la notizia del cadavere ripescato nell'Arno. Maestrangelo la lesse. La lesse di nuovo, accigliato. Poi un accenno di sorriso pass sul suo volto, mentre rifletteva su quanto era assurdo quello che stava pensando.
Comunque, sempre guardando il giornale, prese il telefono e chiese di essere messo in contatto con un suo collega tedesco, con il quale aveva lavorato per sei mesi l'anno precedente su un caso di rapimento. Non era la persona giusta a cui chiedere informazioni, ma almeno riuscivano a capirsi con un miscuglio di inglese e italiano e avrebbe inoltrato le sue richieste alle persone giuste. Ci volle un po' di tempo prima che riuscissero a rintracciare la persona, ma quando finalmente rispose, la sua voce cavernosa gli fece subito tornare in mente l'immagine di quell'uomo grande, dai capelli rossi, con il viso dalla carnagione che diveniva rubizza dopo il primo bicchiere di vino. Era un agente dall'intelligenza eccezionale e il suo aspetto da orso gli dava il vantaggio di sembrare innocuo e un po' tonto. La prima reazione alla richiesta del capitano fu di sorpresa. Qui sui giornali non c' stato niente.
Anche qui c' stato veramente poco. So che non dovrei chiedertelo...
Invece dovresti! Mi fa tantissimo piacere! Fammi scrivere il nome... Becker, hai detto?
Walter Becker. Sono abbastanza sicuro che non ci sia nulla nei vostri archivi, ma sar meglio controllare.
E immagino che potrebbero servirti un po' di informazioni sul suo passato?
Ti sarei grato per qualsiasi cosa, se fosse possibile.
Dove viveva?
A Mainz.
Mainz. Mi metter subito in contatto con loro. Stesso numero, stesso ufficio?
S.
Non puoi immaginare quanto mi manca l'Italia. Scommetto che l fa ancora caldo.
Abbastanza.
Non ti rendi conto di come sei fortunato! Qui, da pi di una settimana c' pioggia e vento e met dei miei uomini hanno l'influenza. Ti richiamo.
Dopo avere riattaccato il capitano cominci una lettura sistematica di tutte le dichiarazioni nel fascicolo Vogel, prendendo appunti per il rapporto al sostituto, mentre leggeva. L'interruzione attesa arriv dopo solo un'ora, quando entr uno dei carabinieri in borghese che mise un pacchettino sulla scrivania.
Lo abbiamo preso, signor capitano.
Grazie a Dio. Mai come adesso aveva bisogno di concentrarsi su un unico caso.
Portalo tu al laboratorio. Se possibile, vorrei le analisi prima di arrestarlo. Hai scoperto dove abita?
Non c' stato verso, signore, ma mi vedo con lui stasera alle dieci in piazza. Mi dar un po' di questa roba da spacciare.
Vai dal tenente Morri. Lui ti far avere il mandato. Stanotte potr venire con te e voglio almeno altri tre uomini sul posto.
Diede il resto degli ordini cercando di condividere l'entusiasmo del ragazzo. Dopo tutto, i ragazzi impegnati su questo caso, per quanto giovani, avevano fatto un buon lavoro. Che senso aveva buttarli gi ricordando che tutti gli spacciatori che loro arrestavano venivano subito rimpiazzati da altri?
Avete fatto un buon lavoro disse alla fine ma ricordatevi, non avete finito fino a quando non lo portate qui dentro. Soprattutto, state attenti. Nonostante tutte le precauzioni prese, quell'appuntamento potrebbe essere un'imboscata anche per voi, e se lo fosse non sar tanto facile fare arrivare dei rinforzi per tempo. Ci vogliono solo pochi secondi per accoltellare qualcuno o spingerlo in una macchina. E non sarebbe stato il primo a essere ammazzato di botte o accoltellato, in un caso come questo.
Far attenzione, signore.
Dopo che avrai visto il tenente lascia questo al laboratorio e vai a riposarti.
E tolto di mezzo questo problema, il capitano si rimise al lavoro facendo solo una pausa ogni tanto per dare un'occhiata alla foto di Hilde Vogel o fuori dalla finestra, chiedendosi quando sarebbe arrivato Guarnaccia.

Togliti le scarpe, sugger il maresciallo altrimenti ci faranno problemi per avere sporcato.
Lorenzini si mise a sedere sul bordo della vasca da bagno per slacciarsi le scarpe.
Sembra un posto improbabile.
 l'unico posto rimasto. Deve esserci da qualche parte. Aspetta, sposto questa roba.
Il maresciallo tolse tutte le bottigliette e un bicchiere con dentro due spazzolini dall'armadietto e li mise in un angolo in terra. Vai, sali.
Lorenzini si mise in bilico con i piedi sul bordo del bidet e sbirci dietro l'armadietto di vetro.
Non vedo niente.
Forse dovremmo toglierlo.
Ma  avvitato al muro.
Lo saranno i ganci, ma dovresti riuscire a sganciarlo.
In bilico in questo modo non sar facile... Aspetti un attimo, forse viene un po' in avanti...
La parte superiore dell'armadietto scivol in avanti di circa un centimetro e qualcosa cadde dietro.
Sta venendo... Ora rispingilo indietro e tira in avanti la parte di sotto... Eccolo. Fermo cos, l'ho preso. Bene, puoi scendere.
Quando ebbero finito di mettere a posto uscirono passando dalla camera da letto. Adesso che era occupata da altre persone aveva preso un altro aspetto. Stesi sul letto c'erano due impermeabili dai colori vivaci e sul comodino c'erano delle cartine e una guida di Roma insieme a una confezione straniera di cereali per la colazione. Il direttore del Riverside li aspettava fuori nel corridoio, di cattivo umore e ansioso al pensiero che i suoi clienti avrebbero potuto rientrare prima che i due carabinieri avessero finito.
Non si preoccupi, disse il maresciallo abbiamo finito. Non ci vedr pi.
Pare che abbiate trovato quello che cercavate.
Ma il maresciallo non rispose.
Circa un'ora pi tardi era seduto da solo nella cucina del Querci, a bilanciarsi su una sedia di frmica troppo piccola per lui. Stava guardando fuori dalla finestra, a una finestra identica dall'altra parte della strada. Nel pomeriggio il cielo era diventato grigio e l'atmosfera nella piccola stanza era deprimente. Quello che restava di un pranzo freddo e affrettato riempiva il ripiano accanto al lavandino. Il maresciallo pose il suo cappello sul tavolo di frmica accanto alla macchina da scrivere. La bambina, lui lo sapeva anche senza girarsi per guardare, lo stava spiando attraverso la fessura lasciata dalla porta socchiusa. Le uniche voci provenivano dall'appartamento accanto.
La signora Querci entr con in mano un pacchetto. Era dove aveva detto lei, sopra l'armadio.
Non sembrava avere pianto ma il volto e il resto del corpo si erano come afflosciati e dimostrava pi della sua et. Il maresciallo si alz e prese il pacchetto. Alla porta la bambina parl all'improvviso, con una voce stridula. Dove  mio padre?
Te l'ho detto,  all'ospedale disse la mamma velocemente, sapendo che la domanda non era rivolta a lei.
Ma la bambina, incredula, teneva gli occhi accusatori fissi sul maresciallo. Era cos mortificato che si volt e scese a piedi le interminabili rampe di scale, poich temeva che sarebbero rimaste tutt'e due a fissarlo se avesse aspettato l'ascensore.

La telefonata dalla Germania arriv a un quarto alle sei. Il cielo si era scurito prima del tempo per via delle nubi pesanti e il capitano aveva acceso la luce sulla scrivania.
Maestrangelo? Mi dispiace che ci sia voluto cos tanto tempo ma, come pensavi tu, nei nostri archivi non c'era niente e quindi mi sono messo subito in contatto con Mainz. Il problema  stato trovare qualcuno che se lo ricordasse. Alla fine qualcuno mi ha suggerito un uomo che  andato in pensione quattro anni fa e ovviamente c' voluto un po' di tempo per rintracciarlo. Sembra che il tuo uomo sia stato un bel personaggio.
I suoi affari erano regolari?
Ah, su quello non c' nulla da eccepire. Una ditta di import-export. Gli uffici avevano sede a Francoforte ma i magazzini erano a Mainz, che era la sua citt natale. L aveva anche un negozio.
Che genere di cose trattava?
Un po' di tutto tranne alimentari e forniture industriali. Articoli in pelle, gioielleria, porcellana, questo genere di cose. Ah, per un certo periodo comprava anche marmo intarsiato da Carrara, pezzi finiti da trasformare in tavoli quass. Tutti affari molto proficui.
Hai qualche idea sul perch abbia smesso?
Non certo per problemi di affari. La ditta va ancora bene, si  ingrandita e tratta articoli a basso costo che Becker non aveva mai trattato. Lui amava le cose di qualit ed era anche, a detta di tutti, un uomo scaltro.
E della sua vita privata?
Altro che. Mainz  una citt piccola e lui era un uomo ricco e influente. Tutti lo conoscevano anche se era simpatico a pochi. Pare che per un certo periodo abbia avuto, molto apertamente, due amanti ma evidentemente non era il tipo che perde la testa neanche per questo genere di cose. Non spos nessuna delle due. Circolavano voci che dicevano che era perverso.
Lo disse in tedesco. Poich il capitano non capiva cerc un equivalente in inglese o italiano e poi spieg: Strani gusti sessuali, non conosco i dettagli e potrebbe benissimo essere solo un pettegolezzo. In ogni caso, non fu questo che lo rendeva antipatico ma un altro dei suoi strani vizi.
Gli scherzi?
Allora lo sai gi? Sembrava deluso.
Non ne so quasi nulla, so solo che ne aveva il vizio.
Beh, alcuni ebbero ripercussioni piuttosto serie, specialmente quando riusc a entrare a far parte del consiglio comunale. In qualche modo  riuscito a mettere in giro la voce che un membro molto influente del consiglio soffriva di una malattia fatale. Cominciarono subito incontri segreti e vennero fuori nuove alleanze. Quando veniva fuori la questione, Becker stesso era attento a dire che probabilmente si trattava soltanto di una voce infondata. La sfortunata vittima non aveva idea di perch stesse perdendo i suoi sostenitori mentre intorno a lui spuntavano nuove alleanze. Quando la verit venne a galla fu talmente disgustato dal comportamento dei suoi colleghi che dette le dimissioni, il che, secondo Becker, dimostrava che le voci erano pi potenti della verit.
Vuoi dire che lo ammise?
Lo ammetteva sempre. Manipolare le persone gli dava grande soddisfazione, ma non gli bastava, gli piaceva farlo davanti a un pubblico - dopo tutto, aveva sempre negato la fondatezza della storia. Fece decine di questi scherzi, ma la maggior parte non provoc danni seri come questo, metteva solo in ridicolo le sue vittime.
Nessuno lo ha mai denunciato?
Non piace a nessuno ammettere le proprie debolezze. Sembra anche che la gente avesse paura di lui. Sicuramente i rispettabili cittadini di Mainz si sentirono sollevati quando lui se ne and via.
Il tuo uomo non ti ha detto dove potrebbe essere andato?
Di nuovo, solo delle voci - e chiss se sono state messe in circolazione dallo stesso Becker! Comunque, Amsterdam e New York sembrano essere le ipotesi pi diffuse. Allora, credi che sia lui?
Ne sono sicuro. Ci sarebbe voluta quella sua arroganza e intelligenza.
Non credo che metter mai pi piede in Germania e quindi non avr l'occasione... Sei fortunato, se lo prendi riuscirai a creare un subbuglio internazionale.
 vero, ma dubito che io o chiunque altro riuscir a prenderlo. Comunque, grazie per il tuo aiuto. E se ti  di consolazione, anche qui sta per cominciare a piovere.
Il tedesco scoppi a ridere. Prima o poi deve riempirsi quel vostro fiumiciattolo! Beviti una bottiglia di buon Chianti per me - e fammi sapere come va a finire. In bocca al lupo!
Cominci a piovere quasi subito, all'inizio piano, poi pi forte e infine a ritmo costante. La grande finestra dell'ufficio del capitano si copr di gocce di pioggia che scorrevano gi tracciando rivoli che le raffiche di vento facevano zigzagare. Il capitano si alz per guardare fuori, ma non si vedeva quasi nulla. Segu la traccia di una grande goccia che scendeva obliqua e si univa a un'altra pi piccola. Aveva tutti i dati scritti in ordine cronologico ma la cosa importante era presentare il rapporto in modo da convincere il sostituto. Probabilmente gli ci sarebbero voluti dei giorni per scriverlo. La pioggia si era stabilizzata e aveva tutta l'aria di voler durare. Avrebbe strappato via le ultime foglie da tutti gli alberi nei viali e avrebbe presto gonfiato il tranquillo fiume verde in un grande torrente marrone in piena. La citt stessa sarebbe rimasta avvolta in una pesante nebbia per settimane, lasciando chiaramente visibile solo la sfera dorata in cima alla cupola del Duomo. Sarebbe durato fino alla fine di novembre e quando avrebbe smesso sarebbe stato inverno. A Maestrangelo venne un brivido al pensiero, anche se nell'ufficio c'era caldo.
Riconobbe il bussare alla porta. Entri, maresciallo. Guarnaccia era avvolto in un enorme impermeabile nero. Aveva gocce sulle spalle e sul berretto che teneva davanti a s. Sembrava senza fiato ma, come sempre, l'espressione del volto non tradiva nulla. La prima cosa che fece dopo aver appeso il berretto all'attaccapanni ed essersi tolto l'impermeabile fu di sbottonare la tasca sul petto dell'uniforme e vuotarne il contenuto davanti al capitano. Solo allora si mise a sedere, ancora con il respiro pesante.
Dov'era? chiese Maestrangelo.
Dietro la specchiera nel bagno.
Mmm... Il capitano accarezz la collana con un dito. E pensare che, dopo tutto, non vale nulla...
Dato che il maresciallo non disse nulla, continu: Non ha mai pensato che era strano il fatto che fosse nuda ma che avesse ancora questi addosso?.
Non ci avevo pensato per niente. Non me ne intendo per nulla di quel genere di cose.
Ma lei  un uomo sposato.
Il maresciallo sembr imbarazzato, ma non disse nulla.
Beh, non sono un esperto di donne e dei gioielli che portano, ma avrei pensato che, in circostanze normali, li avrebbe tolti prima di spogliarsi.
Credo di s.
Solo, pare, le circostanze non erano cos normali.  probabile che il Querci ci sapr dire qualcosa. Non c'era altro nelle stanze?
No. Ma c' questo. Da una tasca pi grande Guarnaccia tir fuori il pacchetto che gli aveva dato la signora Querci. Sono andato a casa del Querci.
E ha prelevato questo? Senza un mandato?
Non ho avuto bisogno di un mandato disse tranquillamente il maresciallo. Ho soltanto parlato con sua moglie, lei lo ha trovato e me lo ha dato.
Certo. E se ci fosse andato Guarnaccia a parlargli la prima volta... Comunque, era inutile pensarci adesso. Si era fatto convincere da quel maledetto sostituto e la colpa non era che sua.
La signora ha guardato cosa c' dentro?
Non lo posso sapere, ma credo di no. Credo che non lo voglia sapere. Io credo che far subito richiesta per il divorzio.
Il capitano sembr sorpreso. Nonostante tutto sembrava volergli piuttosto bene.
 vero. Non si pu certo dire che sia stata una scelta sua.  pi una decisione dei suoi genitori e del direttore d'albergo, che  una specie di cugino. Pare che siano andati a trovarla tutti insieme con un avvocato. Avr bisogno di aiuto e loro sono stati chiari, non l'aiuteranno se non lascia il marito.
Forse cambier idea quando le sar passato lo shock.
Non vedo come potrebbe. C' da considerare anche la bambina.
Mi sa che ha ragione. Il capitano stava tastando il pacchetto mentre lo apriva. Saranno delle fotografie, immagino...
Quando le foto furono sparse sulla scrivania, fu pi che altro sconcertante l'incongruenza. Il capitano fu interessato a quelle che mostravano Hilde Vogel insieme al suo bambino. Una era stata fatta evidentemente dopo il battesimo, dato che il bambino aveva un lungo vestito bianco che sembrava antico. C'erano anche fotografie del matrimonio in alcuni portaritratti pieghevoli di cartone con i bordi increspati e argentati, ma ritraevano soltanto la coppia stessa. Era evidente l'assenza della signora Vogel pi anziana, come del resto era assente quel sorriso ironico che era diventato consueto negli ultimi anni di Hilde Vogel. Per quanto riguardava le altre foto... non si potevano definire pornografiche. Erotiche, se mai, anche artistiche. Maestrangelo non era certo un esperto di fotografia, ma era facile vedere che la luce e la composizione erano sorprendentemente originali e sarebbe stato disposto a scommettere che erano state sviluppate da Becker stesso. Diveniva sempre pi evidente che qualunque cosa facesse, gli riusciva in maniera brillante. C'era poco da stupirsi se aveva cos poca stima delle altre persone.
Dispose le foto davanti a s e le osserv per un momento. I fondali erano pi o meno simili, seta o velluto spiegazzato in un unico colore forte.
Come si potrebbe fotografare un articolo di gioielleria...
Solo che in questo caso era il corpo umano a essere decorato con pietre luccicanti. Alcune erano scattate da un'altezza tale da farlo sembrare veramente una piccola scultura incastonata di gioielli e posta sulla seta per essere messa in mostra. Altre erano dei primi piani, una curva bianca contro un velluto nero, il luccichio di piccoli diamanti contro una curva di ombra profonda.
Il respiro pesante e regolare del maresciallo era l'unico rumore nella stanza poco illuminata. Era inutile, decise Maestrangelo, alzare lo sguardo e chiedere al maresciallo cosa ne pensasse delle foto. Quasi sicuramente avrebbe risposto che non se ne intendeva di quel genere di cose. Chiese invece: Perch Querci dovrebbe aver preso questa roba?.
Il maresciallo cerc in un'altra tasca ancora. Avevo paura che si perdesse, allora l'ho tolto...  talmente piccolo... ecco.
Era talmente piccolo che faceva pena. Un ritratto del Querci che evidentemente era stato ritagliato da una foto di gruppo. Quasi certamente nella foto c'erano anche la moglie e la bambina, se non addirittura anche altri parenti. Era probabile che avesse avuto difficolt a prelevarla dall'album di famiglia senza che sua moglie se ne accorgesse.
Vede, potrebbe non essere stata una scusa tornare a prendersi le scarpe quel giorno. Nessuno sapeva che erano stati tolti i sigilli. Guard il suo orologio. Non credo che ci sia altro. Sar meglio che rientri.  ora che il mio brigadiere finisca il turno e immagino che il sostituto vorr il mio rapporto scritto sul ragazzo, Sweeton.
Se ha un'altra mezz'oretta, sto riguardando tutto il fascicolo.  quasi sicuro che domani il sostituto si far portare il Querci per interrogarlo.
Di gi?
Ne sono convinto, e se punta all'omicidio con il furto come movente vorr dire ergastolo.
Tutti e due guardavano la collana.
Chiamer Lorenzini disse il maresciallo.
Quando ebbero finito, fuori dalla finestra del capitano era completamente buio, se non per un bagliore rosato che sovrastava la citt e dei punti di luce gialla che brillavano attraverso la pioggia. Maestrangelo si alz e rimase a guardare fuori mentre il maresciallo si abbottonava l'impermeabile e si aggiustava il berretto.
La collana priva di valore era ancora sulla scrivania.

11.

Non era colpa del capitano se le cose erano andate cos. Comunque non riusciva a non sentirsi soddisfatto. Per quanto lo riguardava, tutta la procedura era stata assolutamente corretta. La mattina dopo aveva informato il sostituto delle novit che c'erano state, soprattutto riguardo al testamento di Hilde Vogel e al ritrovamento della collana e delle foto e, per la prima volta, il sostituto era parso a malincuore soddisfatto di lui. Per quanto riguardava il resto, erano comunque pi che altro supposizioni e anche se le avrebbe scritte nel suo rapporto non avevano una relazione diretta con il caso Querci, che a questo punto era l'unica cosa che interessava il magistrato. Era improbabile che il capitano venisse a sapere molto di quello che sarebbe avvenuto tra lui e il giudice inglese in arrivo quella mattina. Il prossimo autunno John Sweeton si sarebbe trovato quasi sicuramente a studiare legge in qualche universit inglese, seguendo tranquillamente le orme del padre. Se mai fosse chiamato come testimone non sarebbe stato per il processo del Querci ma per un altro, che probabilmente non avrebbe mai avuto luogo.
L'appuntamento era stato fissato per le quindici e trenta nell'ufficio del sostituto, in Procura. Il capitano aveva insistito sulla presenza di Guarnaccia, ma l'idea non fu gradita.
Sinceramente, non ne vedo il motivo.
 stato lui a trovare la collana, e anche le fotografie.
Abbiamo il suo rapporto scritto, se non vado errato.
S. Ma non abbiamo alcuna prova. Se avessimo sorpreso il Querci con la collana sarebbe stato diverso. Per quanto ne sappiamo, potrebbe essere stata l tutto il tempo. Non c' nemmeno un'impronta utilizzabile. Possiamo solo sperare che il Querci confessi quando vede che l'abbiamo trovata, ma se non confessa ci rimane soltanto la teoria di Guarnaccia su cui basarsi, e in quel caso preferirei che lui fosse presente.
E Maestrangelo l'ebbe vinta.
Di conseguenza, l'ufficio del magistrato era piuttosto affollato. Querci era seduto di fronte al sostituto procuratore, il quale stava dietro un'ampia scrivania antica. Il cancelliere del sostituto era seduto un po' da un lato, pronto a trascrivere l'interrogatorio, e un giovane avvocato nominato d'ufficio per il Querci era seduto dietro al suo cliente e giocava nervosamente con i suoi incartamenti che teneva sulla valigetta appoggiata sulle ginocchia. Maestrangelo era in piedi dietro al sostituto e aveva dietro le spalle un enorme quadro dalla pesante cornice dorata. Guarnaccia, come era sua abitudine, si era ritirato in un angolo da dove, nell'ombra di una libreria alta fino al soffitto, poteva osservare tutto con i suoi grandi occhi sporgenti e dove tutti, a parte il capitano, potevano dimenticarsi della sua presenza.
Potevano essere l per recitare una commedia; l'unica differenza era che ognuno aveva un'idea totalmente diversa del finale.
Maestrangelo gioc un po' con questa idea mentre si svolgevano i preliminari. A quel punto non aveva intenzione di interrompere il sostituto, il quale stava dirigendo la scena con quella sicurezza e presunzione che, in cos poco tempo, lo avevano fatto arrivare cos in alto. Era convinto che il Querci, dopo avere visto le prove contenute nelle due buste etichettate che erano sulla scrivania, avrebbe reso una confessione completa senza problemi. Se cos non fosse stato, la colpa era del sostituto, la cui brillante arroganza era spettacolare in tribunale, ma poteva ridurre un disgraziato come il Querci in un silenzio terrorizzato. Aveva il vizio, che il capitano trovava odioso, di muovere le braccia in gesti drammatici e plateali, come se avesse indosso la toga, con quelle larghe maniche. Oggi indossava un doppiopetto grigio e Maestrangelo, guardando gi da dietro le sue spalle, vedeva continuamente i polsini bianchi della camicia contro le mani abbronzate, mentre gesticolava.
Un altro vizio antipatico che il capitano aveva notato in tante altre occasioni era come all'improvviso il sostituto si buttava indietro nella poltrona con le mani alzate gridando: Mio caro signor tal de tali, lei non pretender mica che io creda....
Ecco che partiva...
Mio caro signor Querci, non pretender mica che io creda che lei non sia stato l'amante di questa signora?
Querci non rispose. Come poteva rispondere se la domanda, se si poteva chiamare domanda, veniva posta in quel modo? Durante il poco tempo passato in cella era dimagrito, specialmente intorno al collo. Gli occhi avevano uno sguardo stordito come se non si preoccupasse pi di mettere a fuoco.
L'ultima persona che il capitano si ricordava seduta su quella sedia era una loro vecchia conoscenza, un fiorentinaccio senza peli sulla lingua che aveva risposto a tono, e il sostituto si era divertito tantissimo. Il rifiuto da parte del Querci di stare al gioco, di fornirgli le battute su cui improvvisare in maniera geniale, stava cominciando a infastidirlo. Ogni tanto, con esagerata cortesia, permetteva che parlasse l'avvocato difensore, senza mai interromperlo o contraddirlo, ma aspettando in attento silenzio per molto tempo dopo che il giovane aveva finito di parlare, come se si aspettasse l'arrivo di una conclusione pi intelligente o pertinente. Vedendo che nulla seguiva, un sorriso perplesso attraversava il suo volto e riprendeva l'interrogatorio con sofferta gravit, come se l'interruzione fosse stata una perdita di tempo per tutti. Era una tecnica che non falliva mai, nemmeno con gli avvocati pi esperti, i quali avevano imparato ad aspettarselo. Questa volta, dopo dieci minuti, il giovane avvocato aveva gi perso completamente il controllo di s e della situazione.
Il capitano sentiva la propria stanchezza pi di tutto quello che stava succedendo nella stanza dove, secondo lui, il riscaldamento era troppo alto. Forse anche quello era dovuto alla stanchezza. La notte precedente aveva continuato a lavorare per molto tempo dopo che Guarnaccia era andato via. Aveva battuto a macchina quattro pagine e mezza sul caso Querci e poi aveva buttato gi un abbozzo di un secondo rapporto che non aveva discusso con nessuno, a parte il suo collega tedesco e il maresciallo. Aveva appena finito, quando portarono dentro uno spacciatore appena arrestato ed era rimasto pi di un'ora a sistemare quella faccenda. Inutile dirlo, Galli era sulla scena molto prima dei suoi colleghi giornalisti, pieno fino all'orlo di cibo e vino, pareri e consigli. Finirono la serata prendendo un whisky insieme nell'ufficio del capitano a chi sa che ora. Probabilmente anche il whisky contribuiva al suo vago senso di intontimento.
Lei era da solo la notte in questione?
S...
Le dispiacerebbe alzare la voce?
S. Da solo.
A che ora  andato su a trovare la vittima?
Non... Io non l'ho vista. Non ho visto niente.
Sappiamo che lei era solito andare a trovare la donna nella sua stanza. Lei ha gi ammesso di avere avuto una relazione con la donna, una relazione che non poteva certo essere nata nel foyer. Qui leggo: Le massaggiavo il collo quando aveva mal di testa. Adesso lei vuole negare questa dichiarazione?
Non l'ho vista quella notte.
Il sostituto inclin la testa leggermente a sinistra. Avvocato, sarebbe cos gentile da spiegare al suo cliente che deve rispondere alle domande che gli vengono poste? Il giovane avvocato mormor qualcosa nell'orecchio del Querci, ma l'altro non diede segno di avere sentito o capito. Comunque, quando la domanda fu ripetuta lui rispose: No, non la nego.
E le massaggiava il collo nel foyer? Forse dietro al banco?
No.
Grazie. Lei, secondo una dichiarazione del receptionist di giorno, amava giocare con il cane di questa signora. Non era permesso che il cane girasse per le stanze aperte al pubblico e in special modo nel foyer, dato che di norma l'albergo non permetteva nessun tipo di animale. Quella notte lei era in servizio. Vuole che io creda che la signora portasse il cane gi a trovarla nel mezzo della notte? Alle ore piccole?
No...
Le devo nuovamente chiedere di alzare la voce, per favore. La signora portava gi l'animale per farle visita durante la notte?
No.
Come se non avesse sentito la prima volta! Tra loro non c'era nemmeno mezzo metro di distanza. Il capitano trovava pi che mai repellenti questi metodi. Cos tanto da stupirsi che il sostituto non sentisse le ondate di disgusto che lo colpivano dietro il collo. Non che gli sarebbe importato...
La vedeva fuori dall'albergo?
No! Mai... mai.
Se  cosi, mio caro signor Querci... Si butt indietro nella poltrona accennando una risata: Andava a trovarla in camera!.
Per la prima volta il Querci guard esitante il suo avvocato, del quale, fino ad allora, aveva a malapena riconosciuto la presenza, ma il sostituto non gli diede il tempo di parlare.
S o no, Querci, s o no! Lei  andato nella sua camera?
S.
Oh, via!
Ed era finita l. Invece della domanda, attesa, sulla notte dell'omicidio, cambi improvvisamente direzione. Raccolse una delle buste e, con un ampio gesto, vuot il contenuto sulla scrivania, piombando sulla foto minuscola che sventol sotto il naso del Querci.
Lei la riconosce?
S... certo.
Certo!  una foto di lei, non  vero?
S.
Non vorrei sbagliarmi su questo punto. Perch vede,  importante! Una foto di lei, signor Querci - chi l'ha fatta?
Mia moglie.
Sua moglie? Allora, sua moglie non c'era nella foto? Immagino che per ci fossero altre persone, prima che lei la ritagliasse?
I parenti di mia moglie... e Serena.
Serena?
La mia bambina. Adesso gli occhi di Querci mettevano a fuoco e si stavano riempiendo di lacrime... Aveva il viso paonazzo.
Molto commovente. Chiaramente, sarebbe stato ancora pi commovente se non fosse per il fatto che ha tagliato via la sua bambina in modo da poter dare la foto alla sua amante!
Non era... non era cos...
Allora, signor Querci, ci dica come era.
Io... niente... Mi chiese una foto e non vedevo motivo di... solo che non ce l'avevo, non di me da solo. Non c'era nulla di male. Lei era molto sola.
Esatto! E oltre a essere sola, era anche ricca. Quale occasione migliore potrebbe capitare a un portiere di notte!
Non era...
Non era cos, ci continua a dire. Ma noi sappiamo che invece era esattamente cos, signor Querci, perch sappiamo del testamento!
L'avvocato del Querci fu visibilmente sorpreso e lanci uno sguardo di risentimento al proprio cliente. Ma lo stesso Querci era completamente confuso.
Non capisco...
Allora le spiegher. Questa signora le ha lasciato dei soldi - e dato che, per una coincidenza molto fortunata per lei,  stato ucciso il figlio poco prima che la signora venisse uccisa, lei  l'unico erede.
Querci guardava una faccia dopo l'altra delle persone intorno a lui come se cercasse di capire cosa stesse succedendo. Non lo sapevo. Non lo sapevo...
Che cosa non sapeva? Del testamento? Del figlio?
Del testamento. Io non lo sapevo! Lo giuro!
Un momento fa giurava di non essere mai stato in camera della signora: allora, signor Querci, come pu pretendere che ora le creda qualcuno?
Senza dargli il tempo di rispondere, con un gesto da prestigiatore, il sostituto dispose a ventaglio le foto di Hilde Vogel nuda. Non parl. Il Querci dette alle foto un'occhiata veloce ma la sua attenzione pass quasi subito all'altro pacchetto bianco, ancora chiuso.
Per favore, guardi queste foto disse bruscamente il sostituto. Le guardi bene. Le ha mai viste prima d'ora?
Io... s.
Le ha scattate lei?
No!
Non le sta guardando. Lei  impaziente di sapere cosa c' nell'altro pacchetto? A quello ci arriveremo. Le sto chiedendo di queste foto.
Non le ho fatte io.
Chi le ha fatte?
Le ha fatte lui... qualcuno che lei conosceva. Tanti anni fa, in Germania.
A che ora  andata a trovarla, quella notte?
Non ci sono andato.
Allora diamo soddisfazione alla sua curiosit! Afferr l'altro pacchetto e rovesci la collana sopra le fotografie.
Lei riconosce questa come propriet di Hilde Vogel?
Ci fu un silenzio cos profondo che si udiva la pioggia cadere fuori nel cortile. Il sostituto si stava sporgendo in avanti, gli avambracci stesi sulla scrivania, la schiena rigida. Non ripet la domanda. Nella stanza nessuno si mosse. Querci continu a fissare la collana in silenzio e poi, in silenzio, molto lentamente, cominci a scuotere la testa.
No disse finalmente. No.
Fu allora che il capitano si rese conto che doveva intervenire. Venne avanti, chinandosi per dire qualcosa all'orecchio del sostituto. Quest'ultimo guard in su con un'espressione severa e poi esit, ma solo per pochi secondi. Dopo tutto, quando il caso fosse arrivato in tribunale, lui sarebbe stato il solo a prendersi il merito. Buttandosi all'indietro nella sua poltrona, invit il capitano a procedere con un ampio gesto come se dirigesse il traffico. Ma il capitano torn a posto senza dire una parola. Quando il maresciallo si fece avanti, a giudicare dalle facce di tutti gli altri occupanti della stanza, era come se la libreria stessa avesse improvvisamente deciso di iniziare a parlare.
Non era della signora, vero?
No. Querci affront lo sguardo fisso e senza espressione del maresciallo come se fosse ipnotizzato. Apparteneva a Walter Becker?
Non ho mai saputo come si chiamava.
Ma capisce a chi mi riferisco?
S.
E questa persona  tornata la notte dell'omicidio ed  salita nella stanza della signora. Lei non ce lo voleva raccontare perch la collana era di questo signore, vero?
Se fosse stata della signora non avrei...
Certo. Quando la signora era giovane, lui le faceva indossare quelle cose e le faceva le foto,  cos?
Lui era un po' strano. La signora me lo aveva raccontato.
Durante le vostre chiacchieratine. Immagino che la signora la chiamasse durante la notte e lei salisse nella sua stanza?
Questo  vero - comunque non c'era niente...
Non ha importanza. Quella notte la signora, o qualcun altro, l'ha chiamata e lei  salito nell'ascensore di servizio. Quando  arrivato, non c'era nessuno. Lei si rese conto di quello che era successo?
No! Se me ne fossi reso conto...
A quel punto, la signora era morta. Adesso questo lo sa. L'ha portata gi con l'ascensore alla sua macchina non appena l'aveva fatto allontanare dal suo posto di lavoro.
Non lo sapevo! Come facevo a sapere?
Ma doveva sapere che la signora aveva paura, di Becker e del figlio.
Ma comunque, non pensavo... Quando la ritrovarono in Arno ero sicuro che si fosse uccisa per via di quello che era successo al ragazzo.
Cosa gli era successo?
 stato allora che  cominciato tutto, quando  arrivato lui. Che non sapevo che avesse un figlio  vero. In tutti quegli anni non ne aveva mai parlato. Poi lui  arrivato. Lei era cos turbata e non aveva nessuno a parte me.  stato allora che mi ha fatto vedere le foto - non quelle, quelle le avevo gi viste - quelle del marito e del bambino. Quando  arrivato lui la signora cambi del tutto. Voleva farsi una nuova vita, per lei e per il ragazzo. Non parlava d'altro. Diceva che avrebbe riscattato il passato.
La signora le ha mai raccontato la verit sul padre?
No. Non si spiegava. Era molto agitata e parlava pi del futuro che del passato.
Aveva intenzione di rompere con Becker?
S, gli scrisse una lettera per dirglielo.
E lui  venuto a trovarla?
S.  stato la prima volta che  venuto, non stavo mentendo. Ma quando  arrivato era gi cambiato tutto.
Perch aveva scoperto che il ragazzo era tossicodipendente?
Non solo per quello. Da lei voleva solo i soldi. Lei diceva che lui la odiava per averlo abbandonato. Alla fine aveva paura di lui. Aveva chiesto un'enorme somma di denaro, dicendo che sarebbe andato via se lei gliela avesse data.
E la signora ci credeva?
Penso di no. Comunque aveva una paura tremenda.
Ma ha mai ammesso che il ragazzo la stava ricattando?
Ricatto? No, solo che pretendeva che gli desse i soldi. Non  la stessa cosa.
Da pretendere dei soldi con delle minacce? No. Ma  quello che faceva. Dice che la signora aveva paura, quindi suppongo che, quando  arrivato Becker, gli avr raccontato tutto?
Aveva deciso di dargli i soldi nella speranza che andasse via davvero.
Ma la signora aveva paura e ha mandato all'appuntamento Becker al suo posto.
S. Lui port i contanti. E la cosa fin l. Non seppe pi nulla del ragazzo. Dopo di che Hilde si rassegn a continuare con la vecchia vita.
Dov'era la collana quella notte? Sul letto?
Sul pavimento.
Non aveva mai rubato nulla in vita sua, prima di quello, vero?
No.
Che diavolo pensava di farci?
Non ci pensavo, non allora. L'ho solo vista per terra... Dopo ho pensato di venderla tramite una di quelle aste che fanno alla televisione. Ma non sapevo nemmeno come si faceva.
Non vale nulla, se ne rende conto?
Querci lo fissava, senza capire.
Non vale nulla ripet il maresciallo. Bigiotteria. Ci fu un attimo di silenzio. Il cancelliere e l'avvocato del Querci scrivevano appunti veloci. Fu Querci stesso che interruppe il silenzio. Forse voleva concludere.
Sapevo che non avevate trovato le fotografie, se no avreste... Quel giorno, quando ero venuto a prendermi le scarpe e ho sentito che erano stati tolti i sigilli sono salito in camera. Sapevo che le teneva nascoste ma non ero sicuro dove.
Nessuno l'ha visto salire?
Non mi ha visto nessuno. Il receptionist  andato dietro, al bagno, immagino, e io l'ho salutato, ma invece di uscire, sono salito su. Avevo solo intenzione di recuperare la mia foto ma poi  entrato qualcuno. Alla fine ho preso tutto il pacchetto e sono scappato.
E poi ha pensato di disfarsi della collana?
Pi tardi. Avevo pensato di buttarla in Arno, ma se mi avesse visto qualcuno... La volevo rimettere nella camera, rimediare a quello che avevo fatto. Sapevo anche che non potevate sapere del nascondiglio, se no avreste trovato le foto. E comunque, io avevo troppa paura per venderla. Mia moglie lo sa?
S.
Star meglio senza di me. Della sua bambina non disse nulla.
Quando lo portarono via, imbarazzato, l'avvocato si alz in piedi e si guard intorno incerto, come se si stesse chiedendo se dovesse dare la mano agli altri presenti, ma dato che solo il maresciallo si accorse della sua esitazione, usc con un vago buongiorno rivolto a nessuno in particolare e non sentito da nessuno.
Il sostituto conged il suo cancelliere, indic le sedie di fronte alla sua scrivania al capitano e a Guarnaccia, e rimase seduto a guardarli, con le mani unite sotto il mento. Maestrangelo non aveva alcuna fretta di spiegarsi. Prese tempo per osservare le sopracciglia alzate, le labbra un po' strette, e concluse che il sostituto era pi divertito che arrabbiato. Erano la stupidit e la noia che davano fastidio al magistrato, non l'intelligenza o la furbizia, ed era pienamente cosciente di quanto fosse stato furbo il capitano. Di questo, Maestrangelo era sicuro. Perch non solo aveva risolto il caso Querci, ma aveva architettato le cose in modo da dare una sconfitta al sostituto stesso, rendendo protagonista Guarnaccia, cos da disarmarlo nell'eventualit di una protesta da parte del padre di Sweeton.
I due uomini si guardavano l'un l'altro. Il maresciallo si guardava le ginocchia.
Ci sono stati problemi con il giudice inglese? chiese il capitano, come se durante l'ultima mezz'ora non fosse venuto fuori niente. Il che divert il sostituto ancora di pi.
No, disse, lasciando una pausa per guardare il maresciallo, non ci sono stati. Il ragazzo mi ha spiegato le circostanze del suo piccolo incidente in presenza del padre. Adesso  uscito dall'ospedale e sia lui sia il padre sono disposti a rimanere qui fino a quando chiameremo il ragazzo a testimoniare. E ora, se non chiedo troppo, forse potrebbe raccontarmi qualcosa del caso di cui  testimone. Quel punto non mi  tanto chiaro.
Il caso Becker rispose il capitano tranquillamente. Le far avere il mio rapporto fra qualche giorno.
Ah. Un duplice omicidio, se ho capito bene. E un movente lo abbiamo?
Soppressione di testimoni, dottore.
Soppressione di testimoni. Testimoni di che cosa? Maestrangelo, non  che ha un altro cadavere nascosto di cui non ha avuto il tempo di dirmi?
No, dottore.
Bene. Mi sembra capace di qualsiasi cosa - anche se forse  al maresciallo che dovrei chiedere.
Il maresciallo alz i suoi grandi occhi fissandolo in silenzio, come se non capisse. Il sostituto abbandon il suo tono impertinente.
Allora, capitano? Testimoni di che cosa?
Furto, dottore. O meglio, una serie di furti commessi in tredici citt europee durante un periodo di circa dodici anni. Tolse il telex dalla tasca. Mi sono messo in contatto con l'Interpol questa mattina presto. Quello  un riassunto molto breve, la documentazione completa dovrebbe arrivare oggi, al pi tardi.
Il sostituto diede un'occhiata e poi lo mise da parte. Sar meglio che cominci dall'inizio.
Il capitano cominci da Mainz, con il burlone dall'intelligenza acuta e il sangue freddo al quale piaceva avere un pubblico e che aveva apertamente tenuto due amanti.
Lui e le due amanti lasciarono Mainz, non insieme e non proprio allo stesso momento, ma tutti nel giro di un anno. Hilde Vogel venne a Firenze, dove sperava di stabilirsi con il padre. Dell'altra donna, che si chiamava Ursula Janz, non sappiamo niente. Secondo le voci che giravano a Mainz, Becker  andato a New York o Amsterdam. Secondo me, Amsterdam. Credo che avesse la vita programmata. Trattava con i gioielli da anni e se ne intendeva. Doveva imparare a tagliare.
Se  cos non sar difficile da verificare.
Il suo caso  nei dossier dell'Interpol da otto anni e immagino che le polizie dei paesi coinvolti avranno tentato di controllare. Chiunque gli avesse insegnato sar stato pagato profumatamente per i suoi servizi e per la sua discrezione. E a giudicare dalle sue ultime prestazioni dubito che al tagliatore sia stato permesso di vivere pi di quanto fosse utile.
Una volta acquisito il mestiere che gli serviva, il metodo di Becker era molto semplice. Entrava in una gioielleria e sceglieva una pietra da fare montare per sua moglie. Conosceva il mondo dei gioiellieri e parlava a lungo con il negoziante. Era vestito bene, aveva un aspetto distinto, intelligente e molto rispettabile. Dopo avere accertato il peso e il taglio della pietra andava via, promettendo che sarebbe ritornato dopo qualche giorno assieme alla moglie. Poi faceva una copia della pietra. Di nuovo nella gioielleria, la pietra originale passava dal gioielliere a Becker e alla moglie. La pietra che veniva resa era falsa. Becker e sua moglie lasciavano il negozio per organizzare il pagamento tramite banca, cosa del tutto normale dato che nessuno va in giro con una cifra del genere in contanti e un assegno di uno sconosciuto non verrebbe accettato. In alcuni casi il furto veniva scoperto solo dopo molte settimane. In un caso furono sei mesi. Tutto dipendeva da quando la pietra in questione veniva venduta o montata.
Mmm... Il sostituto si rilass un po' nella poltrona e pens un momento. Cosa la rende cos sicuro che Becker sia il suo uomo?
Diversi elementi. Innanzi tutto, le sue complici. Come pu vedere dal telex, dovevano essere due, in alcuni casi era una bionda, alta, in altri era una donna piccola dai capelli scuri. In ciascun caso la complice parlava correntemente la lingua del paese dove aveva luogo il furto. Non conosciamo tutti i viaggi di Hilde Vogel durante gli ultimi dodici anni, ma quelli dei quali siamo a conoscenza coincidono con i furti in quei paesi.  probabile che parlasse correntemente l'inglese oltre che l'italiano. Sappiamo dalle dichiarazioni del Querci che l'altra donna della vita di Becker parlava un inglese perfetto. Questo mi  rimasto impresso, devo dire, dato che sembrava uno strano motivo di gelosia.
Deve averle pagate bene - la loro vita non doveva essere un gran che.
Secondo me, signore, aveva su di loro un'influenza molto pi forte di quella economica. Devono essere state tutte e due innamorate di lui e forse lo temevano anche. Non solo non avevano una propria vita perch lavoravano per lui, ma dovevano tollerare la reciproca esistenza, come avevano fatto tanti anni prima a Mainz. Ovviamente c'entravano anche i soldi. Quando  andata via, Hilde Vogel non aveva abbastanza soldi per vivere e il padre non aveva niente e comunque non voleva saperne di lei.
Una strana vita da scegliere, comunque.
Lei non aveva altro. Poi  arrivato il figlio.
E secondo lei Becker l'ha ucciso?
S. La signora deve avere confessato tutto al ragazzo. Da John Sweeton sappiamo che Christian era sicuro di poter avere una grande somma di denaro da lei per via di qualcosa che lui sapeva di lei. Quando arriv Becker dopo aver ricevuto la sua lettera in cui diceva di voler rompere con lui, lei doveva essere stata piuttosto impaurita e, immagino, abbastanza sconvolta per raccontargli quello che aveva fatto e lasciare che lui prendesse in mano la situazione. Il giorno dopo la morte di Christian, la mattina dopo, per essere precisi, Becker entr in una gioielleria sul Ponte Vecchio, ritornandoci due giorni dopo con la sua complice e commise un altro furto.
Un tipo dall'eccezionale sangue freddo, se  vero tutto questo.
Chiunque sia stato in grado di compiere quei furti deve essere eccezionale per tanti aspetti.  stata la descrizione del carattere che mi ha fatto sospettare di Becker.
Beh,  una storia abbastanza convincente, ma perch avrebbe ucciso Hilde Vogel? E perch un mese dopo?
Non so perch l'abbia uccisa. Potremo anche non saperlo mai. Per quanto riguarda il perch un mese dopo, il motivo potrebbe essere stato per lasciare un arco di tempo tra quello e il furto. Se cos era,  stato sfortunato perch le due storie sono venute fuori allo stesso momento. Anche se, l per l, nessuno ci ha fatto caso.
Questo gioielliere, pu identificare la signora Vogel?
L'ho visto stamani mentre venivo qui. Gli ho fatto vedere la foto.
E...?
Niente. Non  sicuro. Si ricorda che era alta e bionda e molto loquace - sicuramente quello serviva a distrarlo mentre Becker gli dava il gioiello contraffatto. Ma era estate e la donna portava occhiali da sole. La faccia non se la ricorda per nulla.
Capisco.
Il sostituto riprese il telex e lo guard in silenzio. Il maresciallo era rimasto seduto paziente durante tutta questa conversazione, per la quale non si considerava abbastanza competente, nemmeno solo per pensarci. Ora guardava furtivamente l'orologio.
Tutto sommato, disse il sostituto alla fine non abbiamo un briciolo di prova contro quest'uomo, vero?
No, dottore, rispose il capitano ed  probabile che non ne avremo mai. Ha ancora una complice e non c' nulla che gli impedisca di continuare per molti anni ancora.
Beh, mi faccia avere il rapporto scritto. Possiamo solo tenere aperto il fascicolo in attesa di nuovi sviluppi. La suocera  ancora qui?
Fino a domani - cio se lei  disposto a rilasciare il corpo del ragazzo.
Non vedo perch no. E il cadavere della donna? Immagino che se era sua nuora...?
Non credo che la voglia riportare in Germania. Certo, potrebbe anche avere cambiato idea.
Potrebbe fissarmi un appuntamento con lei domani? Tanto vale che chiami Sweeton per dirgli che pu portarsi a casa il figlio. Non credo che avremo bisogno di lui come testimone per diverso tempo, se mai ne avremo bisogno.
Il capitano non disse nulla. Lui e il maresciallo si alzarono in piedi. Fuori, sui gradini della Procura, i due rimasero un attimo sotto la grande facciata barocca a guardare il traffico che passava sotto la pioggia. Il piantone si aggiust la cinghia del mitra e fece un breve saluto.
Darei molto per sapere perch ha ucciso Hilde Vogel, anche se forse non lo scopriremo mai.
Ma il maresciallo stava pensando al Querci.
Devo andare, disse vado alla stazione a prendere mia moglie.
E fecero una corsa sotto la pioggia alle rispettive macchine.

Il maresciallo era steso nel suo letto con gli occhi spalancati. Sentiva il rumore di sua moglie che si muoveva nella stanza accanto. La sua mente vagava sugli eventi della giornata e a volte pi indietro. Sentiva la pioggia che fuori ancora cadeva forte sugli alberi e sulla ghiaia e se la immaginava riempire il fosso che scorreva gi dal Forte al fiume scuro e ingrossato. Il pensiero gli fece venire i brividi. Cos'era che sua moglie aveva da fare per tutto questo tempo? Era stata indaffarata dal momento in cui era arrivata, a disfare e a svuotare scatole piene di conserva di pomodoro, marmellata e arance e limoni freschi. Avrebbe fatto meglio ad andare a prenderla col furgone invece della sua Cinquecento. In pochi minuti aveva riempito fino all'orlo la cucina e aveva cominciato subito a cucinare. Tre o quattro volte aveva trovato una scusa per lasciare l'ufficio per vedere cosa stesse facendo.
Ma devi per forza starmi fra i piedi, cosa vuoi adesso?
Un bicchiere d'acqua. La prima cosa che gli era venuta in mente, come un bambino!
Dopo cena aveva fatto finta di leggere il giornale, lanciando occhiate di nascosto di tanto in tanto mentre lei sferruzzava al maglione rosso che stava preparando per uno dei bambini, fermandosi ogni tanto per stendere il pezzo su un ginocchio e accarezzarlo con le dita, alla ricerca di errori inesistenti.
Una volta lo aveva sorpreso a guardarla e aveva sorriso. Sar diverso quando arrivano i bambini.
E lui si era vergognato.
Finalmente la sent spegnere la luce del salotto.
Sei gi a letto!
Inizi a spogliarsi, togliendo per prima la collana di perle finte.
Fai sempre cos? le chiese all'improvviso.
Faccio cosa?
Ti togli le perle prima di spogliarti?
Certo. Perch?
Niente, stavo pensando...
Che domanda strana. Credi che dovrei andare a scuola domani mattina presto?
Se ci vai, sar meglio che passi prima dalle poste a pagare i bollettini per l'iscrizione. Ho i moduli nel cassetto della scrivania.
Mi dovrai spiegare dove sono le poste. Cosa ti hanno detto a scuola, di preciso?
Che le sezioni che facevano inglese sono tutte piene. Sono quelle pi richieste. C' posto solo nelle sezioni di francese.
Beh, che debbano cambiare lingua straniera adesso non se ne parla nemmeno. Vedr se riesco a convincerli domani... Tu dovevi insistere di pi...
Dopo un po', parlando di altre cose, il maresciallo si dimentic di ascoltare la pioggia che continuava a cadere nell'acqua buia per tutta la notte.

12.

Nove mesi dopo ci fu un altro furto. Questa volta fu a Birmingham, in Inghilterra. Sia Becker sia la sua unica complice rimasta erano spariti senza lasciare tracce quando, circa due settimane dopo, fu scoperto che la pietra in questione era falsa. Dato che era estate e a Firenze non era successo niente degno della sua attenzione, Galli scrisse sulla Nazione un articolo per lo pi ipotetico, dal titolo LADRO-ASSASSINO COLPISCE ANCORA. C'era una fotografia di Hilde Vogel, quella fornita dal capitano nella speranza di identificarla, e una di Mario Querci con il sottotitolo: L'unica persona che conosce il volto del ladro di gioielli famoso in tutto il mondo.
Per Querci fu la fine.
Galli lo aveva rintracciato, con non poca difficolt. Era appena uscito di galera e viveva in un albergo popolare. Gli erano stati dati solo sei mesi, e dato che prima del processo ne aveva gi scontati nove, fu rilasciato subito. Quando Galli lo trov era senza una lira, perch anche se in teoria aveva ereditato i soldi di Hilde Vogel, la maggior parte era rimasta in Svizzera, vincolata per via delle indagini in corso sul caso Vogel-Becker. Eredit anche la villa, che mise in vendita, ma essendo cos grande e fatiscente, non aveva trovato un acquirente. Rest vuota e in rapido degrado a marcire. I pochi soldi che erano sul conto di Hilde Vogel a Firenze furono prima sequestrati e poi svincolati per coprire il pagamento delle tasse sulla propriet e la parcella dell'avvocato Heer. Galli diede qualcosa a Querci per l'intervista.
Il giorno dopo la pubblicazione dell'articolo Querci si present al Comando in Borgo Ognissanti cercando il capitano, e con una storia ingarbugliata chiedeva protezione. Il capitano era fuori e il piantone non lo aveva riconosciuto. Comunque, con i soldi che gli aveva dato il giornalista, Querci si era ubriacato e il piantone lo aveva mandato via. La settimana seguente era andato alla redazione del giornale cercando di entrare per parlare con il direttore. Il direttore era in riunione. Chiese di Galli, ma Galli era andato via in vacanza. Alla fine, un cronista molto giovane che quel giorno non aveva molto altro da fare ebbe piet di lui e ascolt la sua storia per quasi un'ora, promettendo che dopo avrebbe parlato al direttore della pubblicazione di un articolo in cui si sostenesse che al Querci doveva essere concessa protezione. Lo disse per far sentire meglio il poveraccio. Non avrebbe osato farlo, poich era stato assunto solo da un mese.
In qualche modo il capitano venne a sapere della visita di Querci e telefon a Guarnaccia.
Guardi se riesce a trovarlo. Al giornale dicono che dormiva all'albergo popolare quando gli ha parlato Galli, ma  andato via da l.
Crede che abbia veramente paura?
 probabile, se ha creduto a quella storia esagerata di Galli. Anche se non fosse cos, evidentemente ha bisogno di un po' d'aiuto. Un qualche tipo di lavoro, tanto per cominciare.
In quello dovrei poterlo aiutare. Lo stavo cercando comunque. Sua moglie  stata a trovarmi. Chiaramente la famiglia non lo sa, ma lei lo vuole vedere. Se riuscissimo a sistemarlo con un lavoro di qualche tipo, potrebbero rimettersi in sesto.
Beh, tenga gli occhi aperti. Se venisse qua lo mando l da lei.
Passarono due settimane e non si seppe nulla del Querci. Quando Galli torn dalle vacanze il capitano gli telefon per fargli una partaccia tremenda. Galli se ne rammaric sinceramente.
Pensavo che il povero disgraziato avesse bisogno di soldi! Ho cercato di farne una bella storia altrimenti non sarei riuscito a farmelo approvare sulle spese. Vedr se riesco a trovarlo.
Ecco, fallo.
Galli ci mise tre giorni per rintracciarlo dove alloggiava abusivamente, in una casa fatiscente che apparteneva a una signora che ospitava altri tre inquilini abusivi, due dei quali erano delinquenti di poco conto. Quando Galli le parl non disse chi era, temendo di fare scappare il Querci. Chiam il capitano che ci mand Guarnaccia. Querci non c'era, allora lasci un messaggio. Invece di riferirlo, la padrona di casa, che non poteva rischiare di avere carabinieri a curiosarle in casa, butt fuori il Querci non appena rientr.
Alle cinque del pomeriggio del giorno dopo c'era una folla di testimoni presenti per vedere un uomo dall'aspetto trascurato, in seguito descritto come stordito, andare diritto verso il parapetto di ponte San Niccol e buttarsi di sotto senza un attimo di esitazione. Due di essi si buttarono dopo di lui e riuscirono a trascinarlo a riva, ma era estate e l'Arno era molto basso. Il Querci aveva battuto la testa contro il cemento delle fondazioni del ponte ed era morto pochi secondi dopo l'urto.
L'unica persona alla quale non aveva pensato di chiedere aiuto era il maresciallo, che era responsabile di averlo mandato in prigione.

Fu perch i rapporti erano stati freddi dopo la morte di Querci, che Galli chiam Maestrangelo non appena ebbe la notizia. Non solo perch era un contatto valido ma anche perch era una persona che gli piaceva e rispettava. E comunque, essere informato prima dei suoi colleghi utilizzando uno scanner per ascoltare le conversazioni radio era poco appagante e oltretutto illegale.
Pensavo che le avrebbe fatto piacere sapere annunci Galli una bella mattina di primavera dell'anno dopo, che abbiamo l'intera storia di Walter Becker - si ricorda di lui? - furti, omicidi, ogni cosa.
Vuol dire che l'hanno preso? Il capitano era quasi deluso, non dall'idea che fosse stato preso da qualche altra Polizia, ma perch aveva cominciato a pensare a Becker come a una specie di super criminale invincibile.
No, non l'hanno preso, disse Galli se fosse cos lo avrebbe saputo prima di me.  morto.  morto di ictus qualche giorno fa nella sua casa di New York. Ma pare che non sopportasse l'idea di lasciarci senza essere sicuro che il suo genio fosse apprezzato dal mondo. Aveva depositato tutti i dettagli della sua vita di successo presso il suo avvocato, perch fossero mandati a un importante giornale tedesco dopo la sua morte. Ho un contatto con questo giornale che ha pubblicato la storia e mi ha mandato la documentazione. La sto scrivendo adesso. Appena finisco stasera potrei mandarle il materiale. Se le interessa, voglio dire.
Mi interessa. Grazie. Ma c' qualche spiegazione sul perch abbia ucciso la signora Vogel?
Galli ridacchi.  semplice. Uccise anche l'altra complice, un mese dopo l'ultimo furto in Inghilterra. La morte di Hilde Vogel non aveva niente a che fare con quella storia del figlio. Il movente era piuttosto semplice: Becker aveva cinquantacinque anni.
Cinquantacinque anni...?
Esatto. Era andato in pensione!
Verso le otto di sera, appena arrivato il pacchetto di documenti, Maestrangelo sgomber la sua scrivania e chiese di non essere disturbato se non per qualcosa di urgente.
C'erano pagine e pagine. Mazzi di fogli dalla scrittura fitta in una calligrafia fanaticamente ordinata, sottolineature in rosso ed elenchi numerati. Era frustrante non poter leggere gli originali che erano in tedesco, ma Galli aveva allegato la traduzione, battuta a macchina alla meglio, che aveva fatto per il suo articolo. Le liste riguardavano le pietre che Becker aveva rubato. Erano divise in colonne che indicavano il peso del carato, il taglio, la limpidezza, la data del furto e il costo per farne una replica falsa, il ritaglio e la vendita dell'originale, con i calcoli sulla perdita di valore necessaria nel tagliare una grande pietra in altre pi piccole. La perdita era evidentemente notevole, spesso pi del cinquanta per cento del peso originale, e nella maggior parte dei casi Becker riusciva a vendere intatta la pietra originale perch il furto non era stato scoperto. Queste vendite, secondo quanto era riportato, erano state effettuate ad Anversa.
Su un foglio a parte, enorme e ripiegato in quattro, c'era un piano guida steso su una cartina politica dell'Europa. Le citt dove dovevano avere luogo i furti erano cerchiate in inchiostro rosso e numerate. Le iniziali della complice erano scritte in nero accanto al numero. Evidentemente questo piano era stato progettato da Becker all'inizio della sua carriera, poich la carta era ingiallita e rotta lungo le piegature e l'inchiostro era sbiadito. Compresi i due cerchi blu intorno alle iniziali. La morte delle due donne era stata studiata, quasi al minuto, fin dall'inizio. Una terza coppia di iniziali era cerchiata di blu accanto alla citt di Amsterdam. Quello doveva essere il tagliatore che gli aveva insegnato il suo mestiere. Il resto dei fogli formavano uno specie di diario, ma il diario non era scritto per se stesso ma per il pubblico, il pubblico che Becker doveva sempre avere. La sua unica vera debolezza, una debolezza che sapeva controllare bene.
Ad Amsterdam aveva scritto:

In due anni ho imparato ci che di solito ne richiede almeno cinque. Me lo ha detto oggi il vecchio stesso. Non ha figli e credo che stia covando una sentimentale speranza che io prenda il suo posto. Ora questo genere di speranza fa nascondere a se stesso quello che lui sa essere per forza il vero motivo per cui sono qui. All'inizio era l'avidit che lo convinceva ad illudersi. Continuer a ingannarsi fino al momento del suo suicidio perch  cos che vuole. Come sempre il mio ruolo  semplicemente passivo...

Di Hilde Vogel aveva scritto:

Incoraggiare i tentativi di H. a ritrovare il padre era necessario quanto lo era stato incoraggiare il matrimonio con C. La dipendenza da me e la sua sottomissione all'inizio le facevano paura e qualsiasi tentativo di rinforzarle poteva far s che mi sfuggisse. Adesso si  rassegnata alla situazione.  stato difficile calcolare i tempi. U.  a Londra e siamo pronti per cominciare a lavorare. Senza H. sarebbe stato pi difficile, non solo per via delle lingue, ma perch nessuna delle due s sarebbe ritirata dalla scena finch c'era l'altra. Se dovesse accadere qualche imprevisto e una delle due cercasse di ritirarsi, l'altra in teoria potrebbe cominciare a ricattarla. Sono stato molto attento a inculcare questa idea mentre fornivo assicurazioni confortanti che questo non poteva succedere...

E quando accadde l'imprevisto:

H. ha creato un pericoloso pasticcio. Ora crede che il ragazzo abbia preso i soldi e se ne sia andato, il che  quello che vuole credere. Domani procederemo secondo il piano stabilito dato che la morte del ragazzo non  rilevante, mentre la morte di H. lo sarebbe stata, perch poteva essere riconosciuta dal gioielliere. Un mese dovrebbe creare uno spazio sufficiente. Speriamo che non mi aspetti un pasticcio simile in Inghilterra per il mio ultimo lavoro.

Evidentemente era andato tutto liscio. Probabilmente, quando la notizia fosse filtrata via Interpol, un qualche poliziotto inglese avrebbe inserito il nome Ursula Janz nel fascicolo riguardante un cadavere non identificato, chiuso il fascicolo e mandato in archivio.
Cos come ora il capitano poteva chiudere il fascicolo Vogel-Becker. Guard verso la finestra senza vedere il sole della sera che inondava le pietre del palazzo di fronte di una luce tenue e rosata. Quel caso della straniera in pelliccia.
Era cos che il caso veniva ancora ricordato. Sembrava in qualche modo probabile che avrebbe continuato a essere ricordato cos anche dopo l'impatto che la storia di Becker avrebbe avuto sul giornale dell'indomani. E questo cosa voleva dire? Ironia della sorte, il caso Vogel rimaneva il caso Vogel anzich ridursi a una parentesi del caso di Becker? O questo stava solo a sottolineare quanto era stato bravo a separare i due casi fin dall'inizio? Una cosa era certa: Becker sapeva come manipolare la stampa. Sulla busta in cui era arrivato il materiale Galli aveva annotato che esistevano anche delle fotografie. Di Becker, delle sue complici e dei gioielli pi spettacolari, veri e falsi. La nota diceva che erano ancora al giornale per la preparazione della pubblicazione del giorno dopo. Una rassegna stampa completa. Se questo uomo avesse provato a fare il giornalista sarebbe stato brillante anche in quello. O in qualsiasi altra cosa.
Il novantanove virgola nove per cento delle persone  idiota.
Querci non aveva saputo manipolare la stampa. Non era bravo a sopravvivere, una vittima nata, nelle parole di Becker, un idiota.
Le ultime parole scritte da Becker erano su un foglio a parte.

Questo  il mio primo giorno di pensione dopo il mio ritiro. Se ho dei rimpianti  perch  stato quasi tutto troppo facile. L'unica vera difficolt  stata inserirmi qui a New York dove ho venduto la maggior parte delle mie pietre. C' voluto molto tempo per infiltrarmi nel Diamond Dealer's Club. Perfino con le referenze che mi ero fatto scrivere dal vecchio. La maggior parte dei commercianti sono ebrei ortodossi e tra di loro tutto avviene su fiducia. Sulla Quarantasettesima strada Ovest vengono scambiate pietre del valore di migliaia di dollari senza altra clausola che una stretta di mano. Pass un po' di tempo prima che comprassero da me e poi solo con cautela. Ma in questi affari la domanda supera sempre l'offerta e alla fine accettarono la mia presenza e comprarono ancora, ma non diventai mai uno dei loro. Solo tra loro concludono gli affari alzandosi e dicendo con una stretta di mano mazel und broche. Loro sono le uniche persone che abbia mai incontrato e che sono state una sfida degna di me.
Non ho mai pensato seriamente alla possibilit di essere scoperto e catturato, mai usato un nome o documenti falsi, mai lasciato il luogo del delitto in fretta. Non era necessario. La Polizia  addestrata per scovare le debolezze, la passione, l'avidit, la stupidit, non l'intelligenza o la freddezza. Chiaramente  cos che deve essere.

Cos deve essere.
Un pazzo disse Maestrangelo a voce alta, e poi scroll le spalle come per liberarsi dell'influenza di Becker. Pens di chiamare Guarnaccia per dirglielo, ma ripensandoci trov di non avere nessuna voglia di parlare di questa faccenda e probabilmente non ne aveva neppure il maresciallo.
In ogni modo lo avrebbe letto il giorno dopo sul giornale.

Il maresciallo non vide l'articolo sul giornale. Almeno aveva detto di non averlo visto quando Lorenzini con cautela ne aveva fatto cenno. Con cautela perch si ricordava come il maresciallo fosse stato ingrugnato per quel cadavere che era stato trovato nel fosso vicino al Forte Belvedere e poi se l'era presa quasi altrettanto per quel suicidio dell'estate scorsa. Comunque era passato abbastanza tempo perch Lorenzini rischiasse di chiedere:
Ha visto l'articolo di Galli?
Quale articolo?
Credevo di averla vista mentre lo leggeva, quello del...
 difficile che io trovi il tempo di leggere il giornale fino a ottobre prossimo. Come siamo messi con quella bambina smarrita che ci hanno appena portata?
Stiamo ancora cercando di rintracciare i genitori. Evidentemente  straniera, ma  cos piccola che non riusciamo a capire che lingua parla e allora...
Dov' il rapporto su quell'auto?
Ce l'ha in mano, maresciallo, gliel'ho appena dato...
Bene. Io sar nel mio ufficio. Senti quelle persone nella sala d'attesa, alla donna hanno scippato la borsa, passaporto, traveller cheque, tutto - e dalle un bicchiere d'acqua,  un po' scossa.
E Lorenzini lo guard andare via a passi pesanti, fogli nella mano, fino al suo ufficio, borbottando come faceva ogni anno da Pasqua a settembre:
Non capisco che ci vengono a fare qui, farebbero meglio a restarsene a casa loro...
...
.
...
FINE.